20 aprile 2019

“Ha favorito le banche”: Finalmente indagato Mario Monti, il traditore del popolo italiano!


“Ha favorito le banche”: Finalmente indagato Mario Monti, il traditore del popolo italiano!

Il governo di Mario Monti e due ex ministri dell’Economia sono sotto inchiesta. L’operazione derivati traMorgan Stanley e il Tesoro chiusa tra il 2011 e il 2012 avrebbe provocato danni erariali per circa 4 miliardi di euro. La procura regionale del
Lazio della Corte dei conti, dopo aver terminato la fase istruttoria, ha presentato alla banca Usa e ad alcuni ex dirigenti del Tesoro quello che in gergo si chiama l’invito a dedurre.*Tra i nomi interessati dalla procedura ci sono Maria Cannata, attuale direttore del Debito, il suo predecessoreVincenzo La Via,Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro poi passato proprio a Morgan Stanley e Vittorio Grilli, anche lui ex direttore generale del Tesoro. Siniscalco e Grilli sono poi diventati ministri dell’Economia.
In piena tempesta spread – L’istruttoria è stata avvita dalla Corte dei conti all’inizio del 2016. A far scattare la macchina della magistratura è stata la procedura che ha consentito a Morgan Stanley di chiudere anticipatamente, dall’oggi al domani, contratti stipulati con lo Stato italiano per un valore di 3,1 miliardi. L’operazione è stata resa possibile da una clausola, che permetteva appunto alla banca di recedere dai contratti stipulati nei primi anni del 2000, nel caso in cui si fossero verificate particolari situazioni.

Clausola che l’istituto di credito ha deciso di utilizzare nel pieno della crisi del 2011, che ha portato lo spread italiano ha raggiungere numeri da capogiro, ottenendo 3,1 miliardi di euro. A questa cifra si dovrebbero poi aggiungere gli interessi, legati al costo del finanziamento che è stato aperto per coprire il buco creato, che porterebbero il totale a 4 miliardi di euro.*
“Il governo favoriva le banche” – Nella relazione dei giudici si leggono accuse pesanti: i comportamenti del ministero a volte sembravano volti “unicamente e senza un valido motivo, a favorire” le banche. Si nota poi “l’anomalo collegamento tra i giudizi di rating e la formazione dei contratti di derivati, cui a volte consegue l’emersione di una situazione di conflitto d’interessi tra le società di rating e gli istituti bancari”. Sullo sfondo, il caos politico che portò alla caduta di Silvio Berlusconi e all’arrivo del governo tecnico targato Monti, con l’occhio benevolo di Ue, Bce e Fmi.

Redazioine

NEOLIBERISMO: TUMORE DEL PIANETA - Mauro Scardovelli



NEOLIBERISMO: TUMORE DEL PIANETA - Mauro Scardovelli

Il neoliberismo finanziario ha vinto? Dopo aver sconfitto tutti i nemici storici – il comunismo, il socialismo, le Costituzioni del dopoguerra, la democrazia, i diritti umani – appare invincibile. Come un tumore maligno, si è diffuso in ogni parte del pianeta. Ha accumulato enormi ricchezze, utilizza gli eserciti più potenti, lavorano per lui i migliori cervelli e gli esperti più pagati. Ha occupato le più importanti università, ha formato le classi dirigenti, dispone della potenza persuasiva dei massmedia, che informano e formano la mentalità dell’assoluta maggioranza dei cittadini, rendendoli schiavi e sostenitori del sistema stesso, incapaci di ogni resistenza. L’impresa di abbatterlo o trasformarlo appare disperata. Eppure, si deve. E possiamo farlo solo unendoci in progetti politici e informativi, per formare cittadini consapevoli e classi dirigenti determinate. Un esempio? Il progetto “think tank” UniAleph, che Scardovelli illustra nel suo intervento al convegno "Flusso della vita e naturale capacità di amare" davanti alle telecamere di Byoblu.
Vieni a discuterne qui, siamo già a centinaia di migliaia: http://www.byoblu.com/unisciti-alla-g...


Redazione

18 aprile 2019

NOTRE DAME: Ma che complotto? Servivano soldi! Massimo Mazzucco



Massimo Mazzucco segue la pista dei soldi. Trentasei ore dopo lo inizio dell'incendio della Cattedrale di Notre Dame, come da prassi, sul web impazza il toto-movente. L'unica cosa certa è che stavolta la terra piatta e le scie chimiche non centrano niente. Invece pare che tutto il resto dello scibile umano, potrebbe in qualche modo essere coinvolto e questo su qualunque possibile livello di lettura si voglia intraprendere. Appurata la parte simbolica osservabile anche da un bambino: il fuoco divora gran parte delle istallazioni più recenti mentre rimangono in piedi le parti alchemiche più antiche (si potrebbe dire che l'uso improprio sia stato spazzato via), nel marasma generale, la voce di Mazzucco riporta un certo ordine nelle cose: "non c'erano i soldi per portare avanti la ricostruzione, ora ce ne sono fin troppi!" a voi l'analisi.

Redazione

LA STORIA CHE CI RACCONTANO - Alessandro Barbero





LA STORIA CHE CI RACCONTANO - Alessandro Barbero


Claudio Messora intervista su Byoblu Alessandro Barbero, storico specializzato in storia militare, storia del medioevo e docente di Storia Medioevale all'Università del Piemonte Orientale. Si parte dalla differenza tra Storia e Memoria. La memoria è sempre di qualcuno, ed è divisiva: la storia invece consiste nel cercare di guardare al quadro d'insieme, attraverso tutti i punti di vista. Si prosegue analizzando il concetto di diversità, declinato storicamente: si tratta di un valore o do una sfida? Come la gestiva l'Impero Romano? E cosa dire del cosiddetto "scontro di civiltà" tra cristiani e musulmani? Perché ci sono ancora adesso tante chiese, nei paesi arabi (ad esempio in Egitto e addirittura sotto al monte Sinai), che sorgono attaccate alle moschee? È vero che chi controlla il passato controlla il futuro, come scriveva George Orwell? È giusto, per uno storico, che ci siano testi la cui diffusione (e talvolta anche il solo possesso) possa essere giudicata illegale, come accade in alcuni paesi con il "Mein Kampf" di Adolf Hitler? È vero che la storia la scrivono i vincitori? È possibile che, nonostante pensiamo di essere quelli più liberi, quelli con più diritti, quelli più informati, possiamo essere vittima di una cupola della propaganda esattamente come quella che vediamo circondare altri luoghi e altre culture del mondo? Come vedranno gli storici del futuro l'enorme predominio dell'economia dei nostri tempi, nella sola prospettiva editoriale e capitalistica? Come descriveranno l'adorazione per il profitto, per l'impresa, per la crescita, al punto da diventare l'unica ossessione degli statisti? In altre parole, spiegheranno che eravamo vittima del Pensiero Unico? Cos'è davvero la democrazia? Ci siamo, in una democrazia? Perché gli imperi e le civiltà compiono parabole storiche di ascesa irrefrenabile e poi, all'improvviso iniziano una lenta ma inesorabile discesa? Ci sono segnali che la stessa cosa possa accadere anche alla nostra civiltà, oggi? Perché l'immigrazione, all'interno dell'Impero Romano, si è trasformata da modello di successo a uno dei motivi della fine? La pace che stiamo vivendo da 70 anni è un evento unico o si è già verificata in passato? Il mondo oggi "fa schifo" e "andrà sempre peggio"? Come guarderà uno storico del futuro, un ipotetico Alessandro Barbero del 2300, il nostro tempo che ha vissuto la nascita di internet? Dulcis in fundo, come funziona il metodo seguito dagli storici per accertare le loro verità, e perché molti professori non riescono a far appassionare i loro studenti alla storia? Un volo libero, dove "il cielo è più blu", al di sopra del tempo e delle nostre convinzioni. Se vuoi leggere qualche libro di Alessandro Barbero: https://amzn.to/2Xq5w0Z

Redazione

L'era della Fake Economy - Fabio Dragoni



Fabio Dragoni, imprenditore, manager e giornalista economico, parla dell'emissione di base monetaria - volgarmente detta "stampa della moneta" -, di banche centrali, di inflazione e iperinflazione, di agenzie di rating, di debito pubblico, politiche monetarie, vigilanza bancaria, gestione dei cosiddetti NPL, i crediti non performanti, e di tutti gli attrezzi e gli utensili che oggi vengono usati dai nuovi alchimisti della moneta, dagli apprendisti stregoni che ogni giorno creano in laboratorio nuove assurdità che fanno erigere ad incontestabili verità, quando l'unica cosa vera è che viviamo nell'Era della Fake Economy. p.s. a causa di un problema audio, la voce di Claudio Messora è stata recuperata da quello ambientale, con degrado qualitativo. Ce ne scusiamo.

Redazione

VACCINI: COME SARÀ IL DDL 770 DEL DOPO LORENZIN - Paolo Bellavite




Claudio Messora, su Byoblu, intervista Paolo Bellavite, medico chirurgo specializzato in ematologia clinica e di laboratorio, con un diploma di perfezionamento in Statistica Sanitaria ed Epidemiologia, collaboratore di un gruppo tecnico della Lega per contribuire al superamento del famigerato DDL Lorenzin sull'obbligatorietà dei vaccini. Bellavite ha contribuito attivamente a migliorare il DDL 770, che dovrebbe vedere la luce in Senato entro l'estate. In questa intervista vi parlerà del temibile morbillo, dell'efficacia dei vaccini, del problema degli immunodepressi, di case farmaceutiche e di molte altre cose interessanti.

Redazione

15 aprile 2019

Il mondo dei “derivati” Delta Edging - BTP come sottostante dei derivati - Alberto Micalizzi



Delta Edging - BTP come sottostante dei derivati - Alberto Micalizzi

Il mondo dei “derivati”

Perché i mercati soffrono la speculazione, perché si dice che è colpa dei “derivati”, dei “future“ (i fiucior, come si dice al bar)? Cosa sono i “derivati”? L’argomento è un po’ difficile da spiegare con parole semplici, cercherò di essere più chiaro possibile.

Intanto, per fare un po’ di chiarezza, gli “strumenti derivati” non sono titoli bensì contratti. Non sono titoli perché, in particolare i “future, rappresentano dei titoli ipotetici che non esistono sul mercato, come ad esempio i BTP decennali. I “derivati” sono quei contratti che, come dice la parola stessa, derivano il proprio valore da qualcos’altro. Sono appunto dei contratti il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni, di altri strumenti, che vengono definiti attività sottostanti.
Gli strumenti sottostanti di tipo finanziario possono essere:
Titoli di qualsiasi tipo (azioni, obbligazioni, ecc.)

Indici, es. Euribor, Mibtel, Nasdaq ecc.

Valute

Tassi d’interesse

Commodities (materie prime come cotone, zucchero, petrolio ecc.)

Fondi comuni di investimento

Gli strumenti derivati, quindi, non sono valori mobiliari, ma contratti a termine, prodotti con i quali due controparti si impegnano a scambiarsi a scadenza, a prezzi prefissati, uno specifico bene. Gli strumenti derivati sono anche attività finanziarie speculative. 
Si può utilizzare uno strumento derivato per diversi scopi., la cui natura prima è quella di “coprire” un rischio. Ad es. può servire per fare un’operazione di “hedging”. (da Wikipedia: Con il termine inglese di hedging si fa riferimento, in ambito finanziario, ad una strategia d'investimento disegnata per ridurre il profilo di rischio di un investimento mediante l'utilizzo di strumenti derivati quali opzioni put e call, vendite allo scoperto e contratti future e forward).
L'utilizzo di tali strumenti finanziari consente di ridurre la volatilità di un portafoglio riducendo di conseguenza la possibilità di perdite.
Una strategia di hedging può inoltre permettere di assicurarsi una performance predeterminata (profit lock-in) anche in presenza di movimenti di mercato opposti a quelli previsti).
Si utilizza quindi lo strumento derivato con effetto opposto ad un’operazione che si vuole effettuare: lo strumento derivato ci salvaguarda da rischi di prezzo (oscillazioni del prezzo sottostante), di tasso (modifica dei tassi d’interesse) o di cambio (oscillazioni del tasso di cambio). 
Un esempio di contratto derivato:
Al momento dell’operazione, si stabiliscono prezzo e scadenza della stessa. L’operazione si regolarizza in coincidenza del trimestre di riferimento di ogni contratto (ad es. il BTP Future marzo prezzo 99, regolamento entro fine marzo a 99 euro).
Questo contratto a termine non richiede l’immobilizzo di denaro ma solo la costituzione di un “margine”pari al 5% del controvalore.
La tecnica è quella di acquistare ad un prezzo per rivendere ad un prezzo più elevato. Si vuole “lucrare” sulla compravendita di attività finanziarie su mercati diversi, ottenendo profitti sulle differenze di prezzo. L’altra funzione è quindi speculativa, sfruttare le differenze di prezzo traendo profitto sulla compravendita di beni o attività in diversi periodi di tempo. Il prezzo del derivato risente dell’andamento del prezzo del “sottostante”, e può avere grandi oscillazioni se il sottostante è molto “volatile” (cioè il cui valore oscilla moltissimo).
Gli strumenti derivati sono investimenti con rischio elevato tanto che vengono paragonati ad autentiche scommesse. 

Tornando allo strumento derivato, gli elementi del contratto sono:
Il trimestre di scadenza
Il valore nominale
Il titolo o l’indice sottostante
Il prezzo
Il margine

Nel caso di utilizzo del future con la logica della copertura del rischio su una posizione esistente, questa si definisce attività di hedging.
Nel caso di semplice acquisto o vendita del solo contratto future, si parla di logica prettamente speculativa.

Un esempio operativo:
Il contratto future sui BTP decennali presenta un tasso nominale del 3% e come valore nominale 250.000 euro.
Le scadenze sono marzo, giugno, settembre e dicembre.
Se acquisto n. 1 contratto scadenza marzo al prezzo 101, si ottiene un valore di 252.500, si versano 12.625 euro di margine (cioè il 5% di 252.500) e si ha la possibilità di vendere il contratto entro fine marzo.

La maggior parte dei contratti, per ovvi motivi, si chiudono entro il periodo di scadenza; se il contratto non si risolve, si arriva alla consegna, da parte del venditore, dei titoli che costituiscono il paniere del momento.

In quest’altro esempio di copertura, un risparmiatore che ha in posizione 100.000 euro di BTP agosto 2013, tasso 3% prezzo 85,05 prevede che i tassi possano salire nei prossimi mesi. Non potendo vendere i BTP, decide di coprirsi dal rischio di perdite in conto capitale attraverso il BTP future.

Gli strumenti derivati sono caratterizzati come si può ben intuire da notevoli oscillazioni di valore da una maggiore difficoltà di prevederne il rendimento. Per questi motivi, si tratta di strumenti che incorporano rischi elevati e diversificati, sono adatti quindi ad investitori professionali.



Redazione

Quando lucida follia, tra fantasia e realtà, tra ombra e luce: la follia


“Ero matta in mezzo ai matti.
I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti.
Sono nate lì le mie più belle amicizie.
I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo.
I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita”.
Alda Merini

La follia è una zona di passaggio tra la fantasia e la realtà, un limbo nel quale è difficile capire cosa si è o cosa si dovrebbe essere. Da questa zona a metà tra l’ombra e la luce scaturisce il pensiero di taluni i quali, non abdicando mai, neanche per un secondo, alla propria natura, la rivolgono conaltruismo verso un mondo, a volte duro e sordo, ma che non possono ignorare.

Ed è proprio il “folle” che, più di ogni altro, vede al di là degli umani pudori, sensibile all’insensibilità del mondo, pazzo in un mondo pazzo, ma di cui non si può ignorare l’intrinseca poesia. Il mondo spesso si erge imponente, ma non v’è altezza, per un poeta, che non valga la pena di salire così da poter ammirare l’essenza più profonda del nostro essere. Il poeta, se indugia, fa del proprio indugio una nuova esilarante composizione. Ecco allora che anche semplici parole, dette apparentemente a caso, magari un giorno, alla cornetta di un telefono, possono prendere vita in un meraviglioso verso. Questa è la storia di una tra le più grandi compositrici contemporanee, Merini, e, con essa, del suo trascorso manicomiale.



La poetsa, afflitta da un grave disturbo bipolare, trascorse buona parte della propria vita in manicomio e trasse da questa sua esperienza la voglia di scrivere, inaspettatamente, dell’amore, quell’amore che ella stessa, in poca quantità, aveva ricevuto, ma abbondantemente elargito. Nel 1965, date le leggi allora vigenti, il marito Ettore Carniti, con il quale si era sposata all’età di ventidue anni, la fece internare nel manicomio “Paolo Pini” di Milano, dove trascorse dieci lunghi anni. Il primo impatto che essa ebbe con il manicomio fu devastante. Esso emanava un odore acre di malattia e urina, misto ad altri fluidi organici, poiché i pazienti defecavano e urinavano a terra. Altri ancora erano legati a letti di contenzione e non facevano altro che urlare fino a perdere conoscenza.

Alda Merini denominerà questa visione infernale col nome di “Girone dei Dannati”.

In quei luoghi di prigionia la personalità del paziente veniva totalmente azzerata ed ogni atteggiamento contrario al regolamento manicomiale, come anche la troppa docilità, represso con la violenza. La Merini conservò, tuttavia, un atteggiamento umano, senza urla o lamenti, anzi, scrisse e scrisse lettere ai medici, imprimendo in esse tutto il dolore per il tiepido amore del marito, reticente nei confronti della malattia dalla qual la moglie era afflitta.

Nel 1979, uscita dal manicomio, sebbene soffrisse ancora del suo disturbo, cominciò a lavorare a quello che sarà considerato il suo capolavoro, “Terra Santa”, un volume di composizioni che sono vera e propria catarsi sulla sua esperienza di “pazza” in manicomio.

La terra santa

“Ho conosciuto Gerico,
ho avuto anch’io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata
ci ha battezzati tutti…

“Terra Santa” è tante cose.

“Terra Santa” è una denuncia contro le barbarie cui i malati mentali erano sottoposti, privi di cure, e abbandonati in un limbo dove i sedativi e l’elettroshock (a cui la stessa Merini fu sottoposta), costituivano la profilassi standard per ogni patologia.

“Terra Santa” sono parole di affetto e non mancano infatti i riferimenti all’amore nutrito dalla poetessa per qualche paziente, anche donna, o per un dottore un poco più attento e sensibile.

Ma “Terra Santa” è soprattutto uno schiaffo a chi credeva che la pazzia fosse solo astrazione, qualcosa di lontano che tocca pochi, una condizione irrimediabile e immeritevole di cure sempre inutili e sprecate.

La forza della voce della Merini porta nel 1984 l’editore Sheiwiller a riprendere trenta liriche già pubblicate e a ripubblicarle con l’aggiunta di altre dieci, sancendo così la fine di ogni ostracismo nei confronti della Merini. Merini che sarà ospite fissa presso il salotto di Maurizio Costanzo, grazie al quale otterrà la “pensione Bacchelli”, elargita ad artisti e poeti che versano in gravi difficoltà economiche.

Nel 1983, dopo essersi sposata con il medico e poeta Michele Pierri, con il quale aveva intrattenuto una corrispondenza telefonica ed epistolare per lungo tempo, dopo la morte del marito, si trasferì a Taranto dove, poco tempo dopo, si riaffacciò il demone della follia. Venne internata nel manicomio di Taranto, il quale le apparve tanto terribile da farle rimpiangere il “Paolo Pini”. Nel 1986 tornò a Milano, dove venne seguita con successo dalla psichiatra Marcella Rizzo, alla quale dedicò più di una composizione. Ebbe così termine così il suo percorso manicomiale, anche se la sua vita ne portò per sempre i segni indelebili.


Gli anni a seguire furono caratterizzati da un modo di vivere particolarmente eccentrico, la Merini accoglieva gli ospiti in bizzarre uniformi e divise, dove campeggiavano ovunque foto che la ritraevano nuda e senza pudori. All’ultimo arrivato offriva dolci, tortelli caldi e, se le era simpatico, magari raccontava anche la sua vita. Divenne cliente abitudinaria del Caffè La Chimera, sui navigli milanesi, rendendo la sua figura, già romantica, un poco più bohemienne. Ogni cosa in lei mantenne quel pizzico di follia che fu segno caratterizzante così della sua esistenza come della sua poesia:

“Il dottore agguerrito della notte

viene con passi felpati alla tua sorte,

e sogghignando guarda i volti tristi

degli ammalati, quando ti ammannisce

una pesante dose sedativa

per colmare il tuo sonno e dentro il braccio

attacca una flebo che sommuova

il tuo sangue irruente di poeta.

Poi se ne va sicuro, devastato

dalla sua incredibile follia

Il dottore di guardia, e tu le sbarre

guardi nel sonno come allucinato

e ti canti le nenie del martirio”

da “La terra santa”

Questo è uno tra i più fulgidi esempi della disumanizzazione della vita in manicomio, dove i medici, insensibili di fronte ai pazienti, infliggevano loro la pena tormentosa dello psicofarmaco, antidoto di cinica incoscienza in cui si vegeta, appena consapevoli dei rumori e degli avvenimenti del mondo che ci circonda.

E ancora:

“Quando sono entrata

tre occhi mi hanno raccolto

dentro le loro sfere,

tre occhi duri impazziti

di malate dementi:

allora io ho perso i sensi

ho capito che quel lago

azzurro era uno stagno

melmoso di triti rifiuti

in cui sarei affogata”.

da “La terra santa”

La Merini, del resto, non si riconosceva nelle pazienti tipiche del manicomio. Lei che riuscì a conservare la sua umanità, la sensibilità del poeta romantico, quella sua eterna emozione per lo scrivere versi che , seppure amari, furono la vera salvezza della sua anima.

Ecco. Questo è stato per la Merini il manicomio: un girone infernale durato un’eternità, al termine del quale, anche se troppa vecchia per le passioni della carne, non lo fu mai per quell’amore che continuò ad elargire con generosità, come aveva fatto per tutta la sua vita.

C’è un posto nel mondo

dove il cuore batte forte,

dove rimani saenza fiato,

per quanta emozione provi,

dove il tempo si ferma

e non hai più l’età;

quel posto è tra le tue braccia

in cui non invecchia il cuore,

mentre la mente non smette mai di sognare…

Da lì fuggir non potrò

poichè la fantasia d’incanto

risente il nostro calore e no…

non permetterò mai

ch’io possa rinunciar a chi

d’amor mi sa far volar.

Redazione

Follia o Pazzia?



Follia o Pazzia?

Follia s'intende un soggetto che a causa di una condizione psichica, non riesce ad adattarsi nella società. Il comportamento delle persone folli è considerato anormale e potrebbe causare stati di insofferenza psicologica per il soggetto.

Ma davvero la follia è una cosa negativa? Seguire i propri istinti senza reprimerli, nuotare contro corrente, essere noi stessi e non preoccuparci di quello che ci circonda sicuramente non ha mai fatto male a nessuno, forse solo agli invidiosi. La follia è ciò che i folli chiamano normalità... ma chi ci dice che la normalità non sia follia?

La follia è la via d'uscita! La soluzione a quanto di razionale ci circonda. Quanto più si cerca di vivere secondo gli schemi, secondo le regole, tanto più l'identità si perde, si mescola alla massa e la mente si aliena. La follia è la massima forma di originalità.

Ma per certi aspetti la follia è diversa dalla pazzia: "Folle è colui che crede di sapere senza conoscere, pazzo è colui che lo ascolta e gli crede senza sapere".

Il pazzo non sa quello che fa, agisce e basta senza motivo e senza controllo... segue i suoi istinti e non ha la consapevolezza totale dei suoi gesti e dei suoi pensieri.. non segue una morale, al contrario del folle che benché possa essere perversa ha delle regole ben precise sulla moralità.

Redazione

14 aprile 2019

IL POLLO NELLA DAMIGIANA: Rossana Becarelli su anima, tempo, vita, mente...



IL POLLO NELLA DAMIGIANA: Rossana Becarelli su anima, tempo, vita, mente...


Si metta un uovo dentro una damigiana di vetro. Dall'uovo nasce un pulcino, che cresce dentro la damigiana. La domanda posta dal saggio orientale è: come facciamo a far uscire il pollo dalla damigiana senza romperla?  Rossana Becarelli, in questa lunga riflessione domenicale girata a un convegno UniAleph, vi parlerà dell'inganno nel quale viviamo e del quale siamo tutti partecipi. Dobbiamo decidere se c'è un colpevole e se noi, in questo processo, siamo del tutto innocenti, cioè vittime senza alcuna responsabilità. Dobbiamo capire se abbiamo coscienza piena del nostro ruolo nel mondo, e se in questo ruolo portiamo una partecipazione responsabile e consapevole, oppure se siamo esseri transeunti, vittime che vengono sacrificate periodicamente sull'altare degli interessi altrui. Ma per prendere questa decisione Rossana, che è medico, antropologa, direttrice sanitaria dell'ospedale torinese San Giovanni Vecchio e presidente della Rete Euromediterranea per la Umanizzazione della Medicina (HUM MED), vi porterà a riflettere su molti dei temi veramente importanti per ogni essere umano, come la morte, la coscienza, la mente, la malattia, l'anima, le credenze comuni, il dna, la parola che distorce la realtà e introduce nei nostri rapporti l'inganno, il tradimento e la falsità. Se qualcuno vi dicesse che "agendo semplicemente sul respiro, noi siamo in grado di trasformare strutturalmente la materia di cui siamo composti", ci credereste? Perché se così fosse, dovremmo smettere di sentirci come un pollo nella damigiana, di essere prigionieri delle nostre strutture cognitive, di essere cioè "vittime dei nostri pensieri", incapaci di uscire dalle gabbie mentali che qualcuno ci ha costruito intorno e che abbiamo fatto talmente nostre da non essere più in grado di dissociarci da quello che la nostra mente ci racconta. Siamo tutti come polli nelle damigiane e non sappiamo "pensarci fuori". Un'ora ben spesa per smettere di pensare a ciò che non ha senso e riflettere sulla cosa più importante che abbiamo: noi stessi. Intervento tratto dal convegno "Flusso della vita e naturale capacità di amare" organizzato da Unialeph il 7 aprile 2019, Camogli (Ge).

Redazione

Inganno Antonino Galloni, Antonio Maria Rinaldi


Inganno Antonino Galloni, Antonio Maria Rinaldi

Due economisti di casa su Byoblu, Nino Galloni e Antonio Rinaldi, presentano a Roma il libro di Galloni: "L'inganno e la sfida: dalla società post-industriale a quella post-capitalistica". È il caso di abbandonare le politiche di sottomissione degli stati nazionali alle banche private e alle strutture sovranazionali, tornando al pieno riconoscimento delle sovranità nazionali? La risposta arriva davanti alle telecamere di Byoblu. ___ Vieni a discuterne qui, siamo già a centinaia di migliaia: http://www.byoblu.com/unisciti-alla-g...

Redazione

La vita ci si voterà contro Antonino Galloni


La vita ci si voterà contro "Antonino Galloni"

Siamo nel XXI secolo: viaggiamo nello spazio, la scienza non ha più segreti, la tecnologia trionfa. Eppure, siamo costretti ad assistere al triste spettacolo di allevatori che gettano il latte per le strade, agricoltori che lasciano marcire le arance sugli alberi, imprenditori suicidi, o anziani che rovistano nei cassonetti alla ricerca di cibo. È forse “colpa della crisi”? Fino a qualche decennio fa, la crisi scoppiava semplicemente perché non cresceva il grano: se non c'era farina, la popolazione affamata assaltava ai forni e perfino l’oro perdeva valore. Inflazione e rivolte per mancanza di pane. Oggi consideriamo superato il “paradigma della scarsità”, ovvero la mancanza dei beni di prima necessità (anche se con notevoli differenza tra una zona e l’altra del pianeta). Malgrado ciò la politica ancora si ostina a discutere di “zero-virgola” sul deficit, mentre nel mondo reale ci tocca scegliere fra mantenere aperto un pronto soccorso o riparare il tetto di una scuola prima che crolli. È questa l’assurdità della nostra epoca. Abbiamo tanto lavoro da fare e tante persone non trovano lavoro restando ai margini della società. Le capacità produttive e tecnologiche permetterebbero di salvaguardare ambiente e territorio, fornire servizi per la cura alla persona, recuperare il patrimonio artistico… Per far crescere l’occupazione esiste una cura, che poco piace ai percettori dei profitti: si chiama “riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario”. Questa è la prima e più immediata soluzione che propone Nino Galloni, ma ne esistono anche altre, tutte a portata di mano. Ascoltate il suo intervento al convegno “Governo del cambiamento e rapporto con i media”, tenutosi a Roma lo scorso 7 marzo. Diffondere consapevolezza su questi temi è il primo passo necessario al cambiamento. Per approfondire su Byoblu: - La scarsità di denaro? Così ci rendono servi: https://youtu.be/nj6Ab00ozic - Come fare una moneta nazionale, sovrana, non a debito: https://youtu.be/P96F3ojhrVA - Perché serve una moneta nazionale: https://youtu.be/TcsQlAA1uQ0

Redazione

Nino Galloni, scarsità di moneta, crisi ci rendono schiavi



Nino Galloni

Scarsità di moneta, crisi ci rendono schiavi!

Nino Galloni, economista per molti anni direttore generale del Ministero del Lavoro: "Dobbiamo rompere la condizione di scarsità artificiosa che è voluta per asservire la gente e rendere un costo la democrazia. Invece, la democrazia deve essere un modo che noi scegliamo per vivere, come è scritto nella nostra Costituzione, ma se noi diciamo che la democrazia non ce la possiamo permettere perché non abbiamo i soldi per gestirla, è chiaro che non c'è soluzione. Noi dobbiamo realizzare i principi, i valori e gli obiettivi della Costituzione, ma per farlo dobbiamo rompere la trappola della scarsa liquidità". È un Nino Galloni come sempre provvido di ricostruzioni storiche quello che, ai microfoni di Byoblu, commenta le dichiarazioni di ieri, apparse sul Corriere della Sera, di Roberto Napoletano (ex direttore del Messaggero e del Sole 24 Ore), secondo il quale "la Francia ha un disegno di conquista strategico e militare sull'Italia: indebolirne le banche, prenderne i gioielli di famiglia, conquistare il nord e ridurre il Sud a una grande tendopoli". Da Mattei a Moro, passando per Berlusconi e Gheddafi, ecco la sua ricostruzione. ________________________________ Servizio di Eugenio Miccoli da Roma.

Redazione

Incubo UE il male profondo Francesco Amodeo


Incubo UE il male profondo

Francesco Amodeo

Lo strapotere della finanza globalizzata è conclamato. Ormai anche il cittadino più distratto o disinteressato ha capito che comandano i Mercati, lo spread ha assunto un’importanza epica, inaudita, e la maggioranza delle persone si impoverisce ogni giorno che passa. Le ultime vicissitudini del Governo italiano con la finanziaria 2019 lo hanno tristemente confermato. Ma come è stato possibile che l’Italia passasse, negli ultimi decenni, da quarta potenza industriale del mondo a Paese in profonda crisi economica e sociale? Non basta pensare all'Europa come ad un'entità astratta cui addebitare genericamente i nostri mali. Francesco Amodeo, giornalista e blogger, racconta a Byoblu che la nostra crisi è stata voluta, premeditata e perseguita da un “cartello finanziario” composto da un ristretto numero di persone legate fra loro. Una tesi complottista? Forse. Ma ben documentata da fonti ufficiali, dati economici oggettivi e soprattutto mai contestata dai protagonisti di quelle élite che Francesco Amodeo accusa. Il video del senatore Massimo Garavaglia, pubblicato da Byoblu nel 2012: "La prova del Golpe": https://www.youtube.com/watch?v=vKJMm... SULLO STESSO TEMA GUARDA ANCHE: "L'inganno e la sfida" di Nino Galloni e Antonio Rinaldi - https://youtu.be/8l7XxRSYOFQ "Perché serve una moneta nazionale" di Nino Galloni - https://youtu.be/TcsQlAA1uQ0 "Trattati da deficienti" LightBlu 11 - https://youtu.be/EbmUO5Rv4Ms "La Francia può sforare, l'Italia no" di Diego Fusaro - https://youtu.be/Tsj7P6FktZs "Il furto del debito pubblico, spiegato bene" di Guido Grossi - https://youtu.be/r5fQKEPYD7A TI HA SODDISFATTO IL 2018 DI BYOBLU? SEI DISPOSTO AD INVESTIRE PER AVERLO ANCORA NEL 2019? Guarda questo video, allora: "Dieci anni di Byoblu: regaliamocene altri cento!" - https://youtu.be/LyNPBgmd7RY

Redazione

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