30 marzo 2019

Eroina e controllo sociale



Eroina e controllo sociale

L'utilizzo politico delle dipendenze: la polvere bianca "EROINA" diffusa per reprimere i movimenti a partire dalla fine degli anni '60 è cominciata, ignorata quasi completamente dalla comunicazione mediatica, una interpretazione critica su alcuni fattori poco evidenziati dell'uso della droga come forma di controllo sociale. Harlem dove l'eroina veniva raffinata con il consenso della polizia. L'Esercito di liberazione nero lanciò una campagna contro l'eroina per sottrarre agli spacciatori, aiutati segretamente dalla polizia, il controllo del territorio. La polizia usava la rete degli spacciatori per catturare i militanti neri, in cambio di informazioni lasciava indisturbato il traffico.
Il governo americano ha tenuto storicamente verso l'eroina e le droghe pesanti un rapporto ambiguo. Nella guerra in Vietnam, in Laos e Cambogia gli USA sostenevano i cinesi "signori della guerra". Questi trasformavano a Hong Kong l'oppio in eroina, per poi esportarla negli USA e nella comunità nera.

Il controllo in Italia

Negli anni dal 1971 al 1973 l'eroina venne lanciata sul mercato italiano delle droghe con una vera e propria operazione di marketing, vennero fatte sparire tutte le altre e fu offerta al loro posto eroina a prezzi molto bassi. Poco dopo, quando i consumatori erano passati alla nuova droga e ne erano divenuti dipendenti, il prezzo salì alle stelle

Uno dei veicoli utilizzati per la diffusione delle droghe pesanti sono state le reti neo-fasciste, ci sono infatti tutta una serie di elementi, riportati nel libro di Daniele Bianchessi,Fausto e Iaio, la speranza a diciotto anni che ne dimostrano ampiamente la strategia. Quando alla fine degli anni '70 l'eroina divenne un fenomeno di massa nelle nuove generazioni, l'implicazione strumentale dei movimenti neo fascisti fu evidente. Proprio questi movimenti ebbero molte perdite di vite umane in fatti violenti legati ai traffici o in morti per overdose; furono i primi aggregati a polverizzarsi, prima delle fenomenologie individualiste che atomizzarono i giovani degli anni '80. Una vera e propria strategia di annientamento.

Il controllo in Israele

Marina Pecorelli si occupa per conto dell'ARCI Milano del problema della tossicodipendenza nella zona di Gerusalemme est, la parte palestinese della città'.L'aumento esponenziale della tossicodipendenza a Gerusalemme est.

Redazione

27 marzo 2019

Aste immobiliari, dalle banche mutui ad hoc per liberarsi del “mattone” pignorato


Aste immobiliari, dalle banche mutui ad hoc per liberarsi del “mattone” pignorato

L'Associazione bancaria italiana fa moral suasion sui tribunali perché semplifichino l'iter di vendita. Obiettivo: guadagnare sul nuovo credito concesso all'acquirente e contenere il ribasso del valore delle case. Ma, come per tutti gli altri finanziamenti, i cordoni della borsa sono più stretti che in passato. E chi partecipa a un'asta deve essere in grado di mettere sul piatto una bella fetta di soldi "cash"

Dopo il prestito vitalizio studiato per gli over 65, arrivano anche i mutui ad hoc per le aste immobiliari. Obiettivo comune: far fruttare il mattone. E, nel caso delle aste, liberarsi di immobili pignorati e guadagnare sul nuovo credito concesso all’acquirente. Inutile dire che, con il mercato del real estate in calo e il rischio di un aumento dei pignoramenti legato alla crisi, la partita in questione è di assoluto rilievo per gli istituti di credito che puntano sul tradizionale attaccamento degli italiani alla casa. Al punto da scomodare direttamente l’Associazione bancaria italiana in una sorta di moral suasion presso i Tribunali di tutto il Paese perché si attivino per accelerare e semplificare, come richiesto dalla riforma sui tempi delle procedure esecutive, l’iter delle aste immobiliari. Non solo. L’associazione guidata da Antonio Patuelli ha anche già promosso convenzioni con un centinaio di Tribunali per facilitare l’accesso al credito nell’ipotesi di partecipazione ad un’asta immobiliare. “I cittadini interessati all’acquisto di un immobile alle aste giudiziarie possono, prima dello svolgimento dell’asta, contattare le banche operanti sul territorio locale e nazionale, per verificare l’offerta del servizio (…) – spiega una nota di Palazzo Altieri – In questo contesto l’Abi(…) ha individuato con diversi Tribunali italiani procedure che prevedono (…) un procedimento utile alla partecipazione alle aste giudiziarie facendo ricorso agli usuali strumenti di finanziamento bancario, mediante l’erogazione di mutui garantiti da ipoteche iscritte sullo stesso immobile oggetto di aggiudicazione”.

Intanto gli istituti di credito non stanno certo con le mani in mano. UniCredit Credit management bank, divisione della prima banca italiana con un focus sui prestiti che non riescono a ripagare capitali e interessi (i cosiddetti non performing loans) e grande esperienza nelle procedure esecutive, ha lanciato il primo mutuo ad hoc per chi voglia aggiudicarsi un immobile residenziale all’asta e non disponga, nell’immediato, della liquidità necessaria all’acquisto. “Mutuo in Asta nasce per dare risposte concrete sia al trend crescente di aste deserte (30%) che al conseguente abbattimento del valore dell’immobile (il ribasso medio rispetto al prezzo di bando si aggira intorno al 40%)”, spiegava nei giorni scorsi una nota della banca, sottolineando che l’obiettivo è quello di ampliare la partecipazione alle aste giudiziarie nei procedimenti esecutivi immobiliari. UniCredit vorrebbe che l’accesso fosse “più semplice e trasparente affinché gli immobili si vendano in tempi brevi, anche a beneficio del debitore, massimizzando il ricavo della vendita”. E permettendo agli istituti di sviluppare il proprio business in un mercato del mattone in calo.

Negli Stati Uniti, del resto, sono state proprio le aste immobiliari a consentire agli istituti di credito di ripartire grazie a portali specializzati come Auction.com, società leader del settore che dalla crisi del mattone in poi ha venduto più di 100mila immobili per un controvalore complessivo di 26 miliardi di dollari. Sul sito del gruppo statunitense, creato dal fondo privato di investimento Stone Point Capital e in cui recentemente è entrata anche Google Capital, la divisione del colosso di Mountain View che scommette in realtà aziendali interessanti, è però possibile comprare gli immobili direttamente online esattamente come un qualsiasi oggetto su eBay. Naturalmente a patto che ci sia l’ok preventivo della banca a rilasciare il credito necessario al compratore. Un sistema decisamente più fluido di quello italiano e che è già partito anche alla conquista dell’Europa.

Il problema però è che oggi, negli Stati Uniti come in Italia, non è più facile come in passato ottenere finanziamenti. Inoltre la parte in contanti da mettere sul piatto per l’acquisto di un immobile è nettamente più ampia rispetto agli inizi degli anni duemila, quando gli istituti di credito finanziavano fino al 100% del valore della casa e le stime delle perizie, alla base dell’ok al finanziamento, erano spesso gonfiate. Oggi, insomma, per partecipare alle aste bisogna mettere mano al portafoglio o rompere il salvadanaio e successivamente chiedere il finanziamento aggiuntivo necessario alla banca che, dal canto suo, si libera di un bene, incassa liquidità e finanzia un nuovo credito. Un meccanismo perfetto per gli istituti in una fase in cui l’immobiliare è in crisi. Un dato di fatto, questo, che emerge non solo dalle difficoltà incontrate recentemente dall’Inail, nonostante le sofisticate procedure telematiche sviluppate dal Notariato, a piazzare gli ultimi immobili in pancia, ma anche dalla decisione del EX governo Renzi di consentire l’allungamento di un paio di anni della vita dei fondi immobiliari in scadenza per evitare che il patrimonio venga venduto oggi a sconto determinando una perdita per gli investitori.

Redazione

25 marzo 2019

Elezioni in Basilicata - C'è questa cosa, molto di moda, secondo cui i test regionali hanno valenza nazionale



Andrea Scanzi

C'è questa cosa, molto di moda, secondo cui i test regionali hanno valenza nazionale. Il giochino è chiaro: tutti (tranne i 5 Stelle e forse la Lega) vogliono che il Salvimaio salti, quindi ogni tornata elettorale serve per grattugiarci le gonadi, dire che i grillini son morti e che Salvini dopo le Europee tornerà con berlusconi e la russa. Due palle così. Al tempo stesso, qualcosa il risultato delle elezioni in Basilicata forse dice.

- I 5 Stelle non crollano, ma certo non vincono. Gli è andata molto meglio che in Sardegna e Abruzzo. Dimezzano rispetto alle Politiche, ma è clamoroso che in Basilicata siano la prima forza con più del 20% (a Matera il 30%).

- Fino a quando i 5 Stelle non sbloccheranno la possibilità di allearsi con liste civiche, ed è quello che vuol fare Di Maio, alle Regionali saranno competitivi come Orfini a una gara di bellezza.

- Paragone, di cui condivido oggi critiche e analisi, ha avuto il buon cuore di tornare a parlare di Di Battista, passato in un nanosecondo da Salvatore al Poro Merda solo perché in sei mesi ha perso l'allenamento a stare in tivù. Un po' di misura, no? Lui a giugno andrà in India, e fa benissimo, ma se i 5 Stelle pensano di recuperare consensi con Di Stefano al posto di Di Battista hanno la lucidità della Picierno.

- L’astensione cresce. E crescerà.

- Zingaretti esulta, e fa piacere per lui: vuol dire che si accontenta di poco o niente. Nella vita aiuta. Il centrosinistra governava in Basilicata dai tempi del brigante Crocco e ora il Pd è sceso al 7.8%. Ovvero una merda vera, mascherata (male) dall'8.6 dell’intonso Pittella e dalle solite 715 liste civetta. In più, nelle liste del centrosinistra, c'erano impresentabili allucinanti. Se questo è il cambiamento di Zingaretti, auguri e buon gattopardo a tutti.

- Fino a quando nel Pd resterà gente come Marcucci, non recupererà consensi mai. Sveglia, fenomeni. 
- Forza Italia chiede a Salvini di staccare la spina al governo, ma sarebbe come se Rodrigo Ely chiedesse il Pallone d'oro a Ronaldo. Forza Italia raggiunge il 9% a fatica, su scala nazionale ha il peso di un fagiano morto ed è accattivante come la sugna rancida. Stiano zitti e vadano a sculacciare i billi in Valdichiana.

- A quelli (di sinistra) che esultano perché i 5 Stelle calano, faccio presente che se salterà questo governo non arriveranno Pertini e Berlinguer ma Gasparri e Santanché. Esultate questa fava.

- La sinistra radicale, attivissima sui social e instancabile nello straparlare di Casarini Che Guevara, Salvini Goebbels e Di Maio Mengele, continua ad avere percentuali elettorali da Lega Ferrara antiabortista. Daje compagni!

- Da un anno "quelli che tutto sanno" ci istoriano di cazzate tipo che Salvini è razzista, fascista, omicida e ministro della malavita. Risultato? Quello che vi dico da un anno: fanno il suo gioco, gli regalano vagonate di voti e ogni regione si consegna a lui. La prossima sarà il Piemonte. Complimenti, strateghi: continuate così, con queste insufflate boriose di Carofiglio, Murgia e Saviano, e consegnerete interamente questo paese a quella "destra estrema" che dite di detestare. Ma alla quale, ogni giorno e spero involontariamente, non smettete di regalare voti e consensi. Daje sempre.

Redazione

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