10 agosto 2018

IL RE E LE BANCHE CENTRALI: LA TEORIA DELLA MONETA MODERNA!

IL RE E LE BANCHE CENTRALI: LA TEORIA DELLA MONETA MODERNA!

Cosa accadrebbe se la gente comune sapesse che per finanziare una guerra è possibile emettere debito monetizzandolo, stampando denaro dal nulla e invece in Europa nulla di tutto ciò è permesso per favorire la coesione sociale, anzi l’austerità è la pena necessaria per estinguere il debito PRIVATO creato dalle banche ?

Cosa accadrebbe se i cittadini europei, scoprissero che chi ha inventato la favola dell’euro e dell’Europa per favorire la pace, oggi vi nasconde che la stessa natura di questa unione potrebbe scatenare una guerra, come raccontava nel 1998 Martin Feldstein, che ciò che potrebbe favorire la coesione sociale attraverso investimenti pubblici in realtà viene messo in pratica per salvare banche, mantenendo basso il costo del debito statale?

Mettetevi comodi, sarà un altro lungo viaggio, io cercherò di raccontarvelo come meglio posso, probabilmente altri sarebbero più indicati, ma qui abbiamo quello che passa il convento ovvero la nostra voglia di raccontarvi la verità figlia del tempo.  

Chi ci segue da tempo, sa che due dei nostri autori preferiti sono Irving Fisher e Hyman Minsky, grazie alle loro teorie abbiamo potuto comprendere prima di chiunque altro in Italia la tempesta perfetta che ha colpito l’America nel 2008.

Deflazione da debiti e l’ipotesi di instabilità finanziaria non sono argomenti molto trattati nelle nostre università per questo in pochi hanno capito quello che stava per accadere.

C’è un’altra cosuccia che alla gente comune fa fatica ad entrare nell’immaginario popolare, il denaro come mezzo di scambio, una storia piacevole e semplice, il problema è che tutto ciò potrebbe non essere vero, la comprensione del significato del denaro potrebbe essere del tutto sbagliata.

Uno dei nostri maestri, John Kenneth Galbraith, uno dei più grandi economisti del secolo scorso, un rivoluzionario, ha scritto un libricino dal titolo, “La moneta: da dove viene e dove va.” un libro riproposto recentemente con il titolo  “SOLDI. Conoscere le logiche del denaro per capire le grandi crisi”… che vi consiglio caldamente di leggere!

Prima di cominciare questo viaggio è meglio sapere che …

Forse pochi lo sanno ma per buona parte della storia umana la moneta utilizzata per gli scambi era costituita da un metallo: oro, argento, rame; finché in America fu scoperto e messo in atto il potere rivoluzionario della carta moneta. Scrive Galbraith: “se la storia delle banche commerciali è prima di tutto italiana, e quella delle banche centrali britannica, è sicuramente americana la storia della carta moneta emessa da un governo”.

Fu la guerra, osserva Galbraith, all’ origine dell’ innovazione finanziaria costituita dall’introduzione della carta moneta; come sostituto della tassazione, la stampa delle banconote cartacee divenne infatti indispensabile per finanziare la guerra di indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra:“furono questi biglietti a finanziare la Rivoluzione americana. Tra il giugno 1775 e il novembre 1779, si ebbero ben quarantadue emissioni di valuta da parte del Congresso continentale (…) La Rivoluzione insomma fu soprattutto pagata con moneta cartacea”. Il potere rivoluzionario della moneta

Un risultato politico rivoluzionario, conclude Galbraith, veniva così ottenuto utilizzando mezzi finanziari discutibili: “i biglietti avrebbero poi reso un analogo servizio ai sovietici durante e dopo la Rivoluzione russa. Nel 1920 circa l’85 per cento del budget dello stato era coperto dalla stampa di moneta cartacea”. Stampare denaro ‘dal nulla’ per pagare le spese militari e per finanziare le rivoluzioni: questo è stato un metodo, pratico e discutibile quanto efficace, che ha contribuito a cambiare la storia recente del mondo moderno.

Ma tu pensa, che sarà mai il “quantitative easing” dopo aver usato il denaro degli Stati, stampare denaro dal nulla per tenere in piedi i propri azionisti, banche fallite e banchieri avidi e psicopatici, con la scusa del rischio sistemico, la banca sai non è un’impresa come un’altra, la banca…

A noi interessa la dichiarazione che le banche non sono aziende qualsiasi!

Per carità di patria invece, faccio finta di non aver letto nulla a proposito degli effetti negativi del bailin a meno che quella che scriveva questo non fosse la banca centrale di un altro Paese…

Io vi ammiro Ragazzi, non so come fate a restare calmi, davvero!

Galbraith prosegue ricordando che …

L’inflazione, e spesso l’iperinflazione che seguiva le grandi emissioni di moneta cartacea, conduceva poi le autorità politiche – le stesse autorità politiche che avevano vinto anche grazie alla stampa delle banconote- ad assumere posizioni di grande rigore economico: “in seguito, l’Unione Sovietica, come gli altri stati comunisti, divenne un rigido difensore della solidità della moneta e della stabilità dei prezzi. Ma anche i russi, come gli americani e i francesi, devono alla valuta cartacea il successo della loro rivoluzione”.

Stampare moneta non serviva però soltanto alle cause rivoluzionarie, fu anche il sistema utilizzato per finanziare le guerre, a partire ancora una volta dalla guerra civile americana, “perché non esistevano altre soluzioni per pagare urgenti conti bellici”.

E ora tenetevi forte e andate a rileggervi il recente articolo dal titolo ….

DA QUESTA CRISI NON USCIREMO …!

 

In effetti, un’alternativa c’era ed era l’aumento della tassazione, una via poco praticabile per il mancato consenso sociale che otteneva, specialmente negli Stati Uniti dove, tra l’altro, i potenziali contribuenti erano distribuiti su un territorio troppo vasto;

…fu così che il costo finanziario di entrambe le guerre mondiali fu sostenuto dal Tesoro americano attraverso l’emissione di obbligazioni che venivano acquistate dalla Riserva federale, appunto stampando moneta:

“Si è affermato, sin dai tempi antichi, che la verità è la prima vittima della guerra. Ma è possibile che la prima sia la moneta”.

No dai scherzi, ma non è possibile, ma è una storia veraaaaa?

La banconota non è solo un mezzo per conseguire importanti cambiamenti politici, è essa stessa talvolta causa o concausa del cambiamento, e non sempre in positivo: come accadde in Germania nel 1933, quando Hitler andò al potere in seguito “alla diffusa disoccupazione e alla dolorosa contrazione dei salari, degli stipendi, dei prezzi e dei valori delle proprietà determinata dalla folle politica di Bruning in difesa del marco”.

Vi ricorda qualcosa questa storiella?

La moneta è costituita non solo dal denaro in circolazione, ma anche dai crediti bancari, ed è importante il ritmo con cui viene spesa: il denaro può esserci in quantità sufficiente, ma rimanere inattivo, non utilizzato, fermo nei depositi bancari; come avvenne durante la Grande Depressione, dove la politica di bilancio restrittiva si sommava ad una politica monetaria anch’essa restrittiva;

…scrive Galbraith in proposito: “la politica monetaria era come una corda. Si poteva tirarla, sia pure con risultati imprevedibili. Ma non era assolutamente possibile spingerla”.

Come si poteva allora indurre la gente a spendere in una situazione di trappola della liquidità?

Non con le politiche monetarie, perché stampare nuova moneta non serviva a nulla e il credito bancario non veniva utilizzato, ma con la politica fiscale; fu la grande rivoluzione economica di Keynes, che focalizzò l’attenzione sul fatto che la domanda aggregata è costituita non solo dai consumi delle persone e dagli investimenti delle imprese, ma anche dalla spesa pubblica, e che il bilancio dello Stato – in disavanzo – può contribuire a far uscire un’economia dalla recessione: “non bastava fabbricare moneta, bisognava che venisse spesa e che agisse direttamente sull’andamento economico”.

A però, chi l’avrebbe mai detto. E’ chiaro perchè oggi stanno facendo tutto il contrario di quello che dovrebbero fare?

E chi assimila l’economia di uno Stato a quella di una famiglia, osserva Galbraith, fa un confronto che non sta in piedi, perché “la ricchezza e la solvibilità di una nazione dipendono da ciò che produce la sua economia. Se prestiti e spese fanno aumentare la produzione, come sostiene Keynes, accrescono anche la sua solvibilità.

Solo di rado invece i prestiti e le spese aumentano la ricchezza di una famiglia”.

Ma dalla fine della seconda guerra mondiale la spesa pubblica americana si incrementò sempre più, e sempre più per scopi militari: le spese dello Stato “non servivano più a sostenere il reddito, la produzione e l’occupazione, per quanto bene accetti potessero essere questi effetti collaterali, ma a contenere il comunismo, a rafforzare la sicurezza nazionale, a difendere la libertà, ad armare il ‘mondo libero’; tutti obiettivi graditissimi ai conservatori”. Con la guerra del Vietnam i prezzi ripresero a salire e l’inflazione si propagò dagli Stati Uniti al resto del mondo. Inflazione e deflazione depressiva contribuiscono entrambe, conclude Galbraith, alla distruzione dell’ordine internazionale, e non esiste alcuna ricetta economica in grado di risolvere l’una evitando l’altra, o di intervenire quando entrambe si manifestano insieme (nella stagflazione).

Il governo della moneta ha sempre più dimensioni internazionali, ma è troppo spesso lasciato in mano a persone inadeguate e conformiste, che peraltro non pagheranno mai i costi dei loro fallimenti;

la via d’uscita, per Galbraith, ancora una volta non è la divisione egoistica fra gli interessi dei singoli paesi, ma la collaborazione fra le nazioni, una collaborazione che non escluda la creazione di un’organizzazione sovranazionale e che arrivi a regolare i movimenti internazionali delle valute. L’esatto opposto, in pratica, di quanto abbiamo visto accadere in questi ultimi anni.

John Kenneth Galbraith, LA MONETA. Da dove viene e dove va. Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1976.

Si lo so che è lungo, ma la consapevolezza ha un costo, su coraggio!

Tra i maggiori esponenti della corrente di pensiero, che oggi si rifà alla ” Teoria monetaria moderna”, c’è anche il figlio di JK.Galbraith oltre a Wray, Skidelsky, Stephanie Kelton e via dicendo.

Prima che qualcuno faccia il solito sorrisino, faccio presente che ad esempio, Stephanie Kelton è attualmente economista capo presso la minoranza Democratica della commissione bilancio del Senato USA.

Ma prima date un’occhiata qui …

The History of Money: Not What You Think – The Minskys

La favoletta che vede il denaro come mezzo di scambio, presuppone che prima ci fosse un mercato e che poi la gente abbia introdotto il denaro per far funzionare meglio il mercato.

Vediamo cosa racconta la teoria del cartalismo, “chartalism” in inglese che deriva dal latino “charta”, ovvero “carta” in sintesi la moneta cartacea prevista nel sistema della moneta a corso legale.

Cercherò di semplificare al massimo, provate a seguirmi!

Nel primo Medioevo, nella società feudale esisteva un sistema per mantenere la giustizia nella comunità.Se qualcuno commetteva un crimine, l’autorità, faceva chiamare il Re, il quale avrebbe deciso la multa che il criminale avrebbe dovuto pagare alla vittima. La multa poteva essere una vacca, una pecora, tre polli, a seconda del crimine. Il criminale quindi aveva un debito con la vittima. Il re avrebbe registrato il debito del criminale.

Nel primo Medioevo “non esisteva molto spazio per un sistema punitivo di Stato. La faida e la penance finivano per costituire un sistema giuridico di rapporti tra soggetti eguali per stato sociale e per censo (…)  Solitamente, in caso di dispute, “si teneva un raduno solenne di uomini liberi, in cui si pronunciava il giudizio e si costringeva il colpevole a pagare … la penance; in tal modo la vendetta delle parti offese non degenerava nella faida e nell’anarchia” (…) La legge penale aveva quindi, quale obiettivo primario, il mantenimento della pace, perseguito, appunto, attraverso l’imposizione di pene pecuniarie. “Le distinzioni di classe si manifestavano nelle caratteristiche della penance; questa era attentamente misurata sulla base sociale del reo e della parte che aveva subito il torto. La penalità nell’epoca feudale

Questo sistema è cambiato nel tempo.Invece di pagare le multe alla vittima, ai criminali è stato ordinato di pagare le multe al re. In questo modo, le risorse sono state trasferite al re, che poteva coordinare il loro uso a beneficio della comunità nel suo insieme. Questo è stato utile per il re, e per lo sviluppo della società. Ma la quantità di risorse provenienti da un criminale qua e là non era impressionante. Il sistema doveva essere ampliato per attirare maggiori risorse per il regno.

Per espandere il sistema, il re ha quindi creato la sua moneta. Poi, è andato dai suoi cittadini e ha chiesto loro se gli davano le risorse di cui aveva bisogno.Se un cittadino dava   la sua mucca al re, il re in cambio gli  avrebbe dato alcune delle sue banconote.  Ora, una mucca può sembrare più utile di un pezzo di carta, così sembra stupido che un cittadino sia d’accordo nel fare questo scambio. Ma il re aveva pensato a una soluzione. Per assicurarsi che tutti volessero le sue banconote, le sue monete ha creato un sistema in cui tutti avessero bisogno di queste banconote.

Egli ha proclamato che ogni tanto, tutti i cittadini avrebbero dovuto farsi avanti.Ogni cittadino sarebbe finito in grossi guai, a meno che non potesse fornire dei piccoli pezzi di carta che mostrassero come il re era in debito nei loro confronti. In tal caso, il re avrebbe lasciato libero il cittadino.  Il cittadino sarebbe libero di andare fuori e acquisire ancora più monete, per assicurarsi che la prossima volta sarebbe stato al sicuro. In questo modo, tutti i cittadini avevano necessariamente bisogno delle monete per restare fuori dai guai. Il che ha prodotto la necessità che la moneta del re, fosse ampiamente accettata da tutti e di conseguenza divenne anche un utile mezzo di scambio. Questo ha portato alla nascita di mercati.

Elementare Watson, direbbe il nostro Sherlock, se non hai bisogno di qualcosa, te lo creo io il bisogno, cosi diventi mio schiavo, chiaro il concetto!

E chi è oggi schiavo del re, ovvero delle banche centrali?

A voi la risposta!

Questo stesso modello può essere osservato nella storia più recente. Matthew Forstatere Farley Grubb spiegano che quando i colonizzatori europei arrivarono nel nuovo mondo, volevano mettere al lavoro la popolazione locale.

Ma quando hanno offerto loro di lavorare per un salario, i locali – che prima di allora non avevano mai visto una moneta – non capivano. Allora gli europei ha deciso che ogni capanna doveva   pagare loro una certa quantità di monete di tanto in tanto al fine di rimanere fuori dai guai. Ora, per assicurarsi che essi potessere pagare le imposte alle autorità, lavorare per  un salario sembrava una buona idea.

Non è cambiato molto da allora. Il denaro può ancora essere inteso come una cambiale. Negli Stati Uniti, abbiamo i dollari. I dollari sono creati dalla nostra versione di un re: il governo. Come il re usva la moneta per pagare le risorse,  il governo degli Stati Uniti usa i dollari per pagare le cose che i cittadini forniscono.

Piuttosto che una mucca, i cittadini degli Stati Uniti possono fornire una strada, e quindi  ricevere dollari da parte del governo a titolo di risarcimento. Ciò significa che ora che hanno costruito una strada, il governo è loro debitore. Questo è un bene per i cittadini, perché quando è il momento di pagare le tasse, questo è quello di cui hanno bisogno. Danno al governo i loro dollari (che indicano il governo è loro debitore) e, in cambio, il governo non li mette in galera.

Diceva il buon Hyman Minsky che ” … poiché i banchieri vivono nello stesso clima di aspettative degli uomini d’affari, quelli in cerca di profitto potranno trovare diversi modi di soddisfare i propri clienti; questo comportamento delle banche rafforza le pressioni destabilizzanti …

Tutti possono creare moneta; il problema è quello di farla accettare. Tu prova a pensare ai prodotti strutturati e derivati creati dalle banche in questi anni!

Chiudo infine questa lunga favola, con l’assioma fondante della teoria moderna della moneta, ovvero che una nazione dotata di sovranita’ monetaria (moneta a corso legale fiat),  in libera fluttuazione sul mercato valutario e la cui emissione è di pertinenza dallo Stato stesso in maniera diretta o indiretta, non può fallire in quanto la sua “capacità di pagamento” è illimitata come è illimitata la sua capacità di stampare moneta.

A meno che questo Stato non si chiami Europa e che non abbia scelto un sistema di cambi fissi. E così bellezza, e tu non ci puoi fare nulla se non esserne consapevole!

Redazione

Facebook Seguimi