10 agosto 2018

Anche l’uomo può “creare dal nulla”

Anche l’uomo può “creare dal nulla”

È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina (Henry Ford, 1863-1947). Pubblichiamo la trascrizione di un documentario tratto da Zeitgeist addendum, di Peter Joseph, dal titolo “Genius Seculi – Moneta Debito“, che “svela” il mostruoso meccanismo di creazione di una “moneta vuota” che genera continua e progressiva inflazione, una subdola “tassa collettiva nascosta”.

Parte Prima: http://www.youtube.com/watch?v=_c5gDcc1DV8

«La società di oggi è composta da una serie di istituzioni, dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche,  a quelle religiose. È ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali da cui siamo diretti e condizionati fin dalla nascita, non sembra esserci alcun sistema dato per scontato e così poco compreso come quello monetario. Anche in periodi di profonda crisi economica, quando sarebbe legittimo dubitare della loro funzionalità, le istituzioni monetarie continuano ad esistere come una sorta di dogma, un dogma fra i più forti mai esistiti. Ma in un mondo in cui l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza planetaria, in un mondo in cui 34.000 bambini muoiono ogni giorno per povertà e prevenibili malattie, dove il 50% della popolazione mondiale vive con meno di due Euro al giorno e dove la restante classe media assiste quotidianamente al proprio impoverimento, una cosa è chiara: c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Il denaro è il sangue che dà vita a tutte le nostre istituzioni; ma domande quali  chi crea il denaro? in base a cosa lo crea? cos’è il debito pubblico? chi è il creditore di questo debito? hanno risposte trascurate dalla maggior parte della popolazione. Sfortunatamente, infatti, l’economia e i suoi processi tecnici appaiono caotici e noiosi  e lo scorrere di notizie in gergo economico, insieme ad incomprensibili grafici, sigle e percentuali, sono un ottimo deterrente al suo studio. La realtà è che la complessità associata con il sistema finanziario è soltanto una maschera, progettata per nascondere uno dei meccanismi più paralizzanti che l’umanità abbia mai introdotto. Il denaro, sotto forma di moneta metallica, nacque per semplificare gli scambi di beni sostituendosi lentamente alla pratica del baratto, ossia allo scambio diretto di merci. Queste monete metalliche coniate dal re o dall’imperatore di turno, erano per la maggior parte prodotte in oro o argento, quindi avendo un valore fisico, ben si prestavano allo scopo di favorire gli scambi e semplificare i commerci. Ecco la nascita delle prime banche private, custodi dell’oro e degli altri oggetti preziosi del cliente. Esse rilasciavano in cambio del deposito una ricevuta, la nota di banco, che certificava l’esistenza del deposito stesso. Per alcuni anni questo rimase il meccanismo di creazione del denaro: ad ogni banconota corrispondeva un valore equivalente in oro depositato in banca. Prendiamo ad esempio la banconota più famosa fra tutte: il dollaro. Fino al 1933, su una qualsiasi banconota da un dollaro, si poteva leggere “convertibile in oro”. È importante sottolineare che, con poche eccezioni tra le economie occidentali, le banche mantengono ancora oggi la loro natura: il controllo da parte di privati. La FED, o Federal Reserve, è la banca centrale americana ed è privata sia nella forma che nella sostanza. Cosa dire della nostra Banca d’Italia? La Banca d’Italia è parte del sistema europeo di Banche Centrali e possiede una quota del 14% della Banca Centrale Europea (BCE). Agendo per conto della stessa, la possiamo identificare come una vera e propria filiale della BCE. Nel sito ufficiale essa si descrive istituto di diritto pubblico, ma attenzione: pubblico non significa statale. Pubblico significa che le partecipazioni delle quote della banca sono aperte al pubblico. Chi ha in mano queste quote? La risposta è tra i dati forniti dalla banca stessa. Leggiamo che, tolte le quote appartenenti all’Inps e all’Inail, il restante 94,6% è in mano ad altre S.p.A. private, prime fra tutte Intesa San Paolo S.p.A., Unicredit S.p.A., Assicurazioni Generali S.p.A. Leggendo gli articoli riportati sullo statuto troviamo che gli stessi proprietari eleggono un Consiglio Superiore, il quale, addirittura, indica al Consiglio dei Ministri chi sia gradito come Governatore della Banca, ottenendo così proprietà in quote, amministrazione e controllo della banca stessa. Ma la Banca d’Italia non risponde delle sue azioni in Parlamento? Dal decreto del 2006 “Modifiche alla legge 28 dicembre 2005, n.262”, leggiamo che l’attuale obbligo si limita nel trasmettere al Parlamento una relazione sull’attività svolta.

Abbiamo messo sul tavolo solo il primo pezzo del puzzle e già il quadro generale si prospetta preoccupante. Le istituzioni che in Italia, come in America, come nella maggior parte delle Economie Occidentali, sono preposte alla stampa ed emissione di denaro, non sono statali come sarebbe logico fossero: sono istituzioni controllate da privati. Torniamo all’esame del dollaro americano e vediamo cosa sia effettivamente successo nel 1933. l’America vive da più di tre anni un momento di forte depressione e collasso economico, per la FED la circostanza è propizia per solidificare il suo potere acquisendo le banche rivali a prezzi stracciati, intere corporazioni pagandole una piccola frazione del loro valore reale, e infine, con la scusa di porre fine alla depressione, grazie all’ordine esecutivo dell’1 maggio 1933, la FED rastrella tutto l’oro disponibile nel sistema, rapinando di fatto la gente di quel poco di ricchezza rimasta. La pena per chi non consegna il suo oro alla FED è la reclusione per dieci anni. Ora che la FED in pratica è l’unica istituzione a possedere oro, le regole sulla stampa delle banconote sono a sua completa discrezione. Ecco infatti scomparire la dicitura “convertibile in oro” ed apparire “moneta a corso legale”, ossia questa banconota non rappresenta più l’oro che ne ha giustificato il valore, questa moneta “è” un valore.

“Una volta la banca stampava dei soldi ma aveva una riserva di oro, in base all’oro stampava dei soldi. È successo questo… Perché abbiamo l’economia in dollari? Perché dopo la guerra gli Americani, attraverso la Federal Bank, la loro banca, hanno stampato, senza avere la copertura in oro, novanta miliardi di dollari dell’epoca e hanno infestato di fogli di carta senza copertura. Poi ne ’71 Nixon è uscito, ha detto: ‘Signori, non c’è copertura, perché l’oro è questo qui (la banconota), ce l’avete. Tutti hanno accettato che un pezzo di carta diventasse…” (Beppe Grillo).

Sarà lecito dunque chiedersi: se non più in base all’oro, in base a cosa vengono stampate oggi le banconote? Troviamo la risposta in un documento ufficiale della FED intitolato Modern Money Mechanics, ossia Meccaniche della moneta moderna. Questa pubblicazione rappresenta in dettaglio le procedure istituzionali per la creazione della moneta utilizzate dalla Federal Reserve e dalla rete di banche commerciali mondiali che la sostiene. A pagina 1 leggiamo: “Scopo di questa pubblicazione è di descrivere le basi del processo di creazione della moneta in un sistema bancario a riserva frazionaria”; poi, facendo uso di terminologia bancaria, procede nella descrizione di questo processo. Per noi in Italia il meccanismo non è differente ed è materia di studio universitaria. Tale descrizione e la sua applicazione nella creazione del denaro sono disponibili in un qualsiasi testo di materia. E la sintesi? Può essere spiegata come segue.

Parte Seconda: 
http://www.youtube.com/watch?v=FmowizOksto&feature=related

Il Governo Italiano decide di aver bisogno di moneta. Non potendo creare direttamente le banconote stampa dei pezzi di carta detti “titoli del debito pubblico” per un valore, ad esempio, di dieci miliardi di Euro. La Banca d’Italia, per mezzo di intermediari che lei sola può autorizzare a partecipare alle aste di vendita, acquista di fatto il debito emesso dallo Stato. In che modo? Stampa anch’essa un mucchio di carte chiamate banconote, anche queste di un valore attribuito pari a dieci miliardi di Euro. Ridistribuite nei Conti Correnti dei partecipanti all’asta, le banconote di carta aggiungono ora dieci miliardi di Euro alla base monetaria. Per avere conferma che sia la Banca d’Italia a gestire i titoli del debito pubblico, non ci resta che tornare sul sito ufficiale e leggere che “per  conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Banca d’Italia ha la responsabilità dell’organizzazione e di conduzione dell’attività di collocamento e di acquisto dei Titoli di Stato e di servizio finanziario del debito”.  Quello che è avvenuto, in realtà, è un vero e proprio scambio fra uno Stato ed una banca gestita da privati: i titoli del debito pubblico sono stati scambiati con nuovo denaro emesso dalla Banca d’Italia per conto della BCE. Per quanto assurdo, se questo processo non avesse luogo, nessuna nuova moneta verrebbe creata.

Eccoli: dieci miliardi nuovi di zecca sono stati creati!

Naturalmente questa transazione oggi avviene elettronicamente, senza carta. Infatti si stima che solo il 10% della base monetaria in Italia sia costituito di moneta fisica: il restante 90% esiste solo negli archivi informatici. I titoli del Tesoro sono per loro natura strumenti di debito, come le cambiali, quindi la Banca d’Italia in realtà presta denaro allo Stato, utilizzando come garanzia solo la promessa del Governo di restituire quel denaro, ossia quel denaro è stato creato dal nulla, attraverso l’indebitamento del Governo che promette di restituirlo. Chiaramente il Governo è solo portavoce: questo debito ricade sullo Stato, sul popolo, e si chiama debito pubblico. Da oggi in poi quanto meno sappiamo cos’è e sappiamo chi è il creditore originale e poi gestore di questo debito: la Banca d’Italia, una banca gestita da privati. Questo paradosso che stupisce sul come il denaro possa essere creato attraverso l’indebitamento, diverrà più chiaro proseguendo con questo esempio.

Lo scambio è avvenuto ed ora dieci miliardi di Euro sono depositati sul conto di una banca commerciale. Qui le cose diventano molto interessanti. Basandosi sulla regola della riserva frazionaria, quel deposito di dieci miliardi di Euro istantaneamente diventa parte della riserva di quella banca, come avviene per tutti gli altri tipi di depositi, e circa i requisiti di questa riserva, come è detto nel Modern Money Mechanics, una banca deve mantenere le riserve chieste dalla legge pari ad una percentuale prefissata dei suoi depositi, la quale viene quantificata affermando: “Sulla base delle norme attuali i requisiti necessari della riserva per la maggior parte dei Conti Correnti è del 10%”. Questo significa che con dieci miliardi di Euro depositati, il 10%, cioè un miliardo, è preso come riserva obbligatoria, mentre il restante nove miliardi di Euro è da considerarsi in eccesso, utilizzabile come base per concedere nuovi prestiti. Sarebbe logico dedurre che questi nove miliardi, qualora venissero prestati, si sottraessero dal deposito esistente di dieci miliardi, ma non è questo che avviene. Quello che accade, in realtà, è che quei nove miliardi vengono semplicemente creati dal nulla sulla base del precedente deposito di dieci miliardi. Questo è il modo con cui la base monetaria si espande. Come detto nel Modern Money Mechanics: “Ovviamente loro, le banche, non concedono prestiti utilizzando realmente il denaro che ricevono nel deposito. Se facessero questo non verrebbe creata nuova moneta. Quello che fanno, quando concedono un prestito, è di accettare delle specie di cambiali, i ‘contratti di mutuo’, in cambio di concessione di credito”. Come avvenuto con i titoli di Stato si accetta la promessa che quel denaro venga restituito: in altre parole i nove miliardi possono essere creati dal nulla, semplicemente perché esiste domanda per quel tipo di mutuo e perché c’è un deposito di dieci miliardi di Euro che soddisfa i requisiti obbligatori  della riserva. Supponiamo che qualcuno entri in questa banca e prenda in prestito questi “nuovi” nove miliardi a disposizione. Non appena costui prenderà quel denaro e lo depositerà nel proprio Conto Corrente il processo si ripeterà: quel deposito entrerà a far parte della riserva di quella banca, il 10% verrà accantonato, e a sua volta il 90% dei nove miliardi, cioè 8,1 miliardi, sarà ora disponibile per creare nuovo denaro per nuovi prestiti, e naturalmente quegli 8,1 miliardi possono essere di nuovo prestati e ridepositati creando 7,29 miliardi, poi 6,561 miliardi, poi  5,904 miliardi e così via. Questo ciclo di creazione della moneta e di depositi bancari può tecnicamente andare avanti all’infinito: matematicamente si possono ottenere novanta miliardi di Euro sulla base degli iniziali dieci miliardi. In altre parole, per ogni deposito che viene creato nel sistema bancario, una somma di denaro circa nove volte superiore può essere creata dal nulla.

Ora, dato che sappiamo come viene creata la moneta attraverso il sistema a riserva frazionaria, una domanda logica dovrebbe venirci in mente: “Cosa dà vero valore a questa moneta?”. La risposta è: il denaro che già esiste. La nuova moneta essenzialmente succhia valore alla base monetaria esistente, ad ogni incremento di moneta complessiva in circolazione, corrisponde un incremento della domanda di beni e servizi, e per la legge della domanda si ottiene l’equilibrio: i prezzi aumentano, riducendo il potere di acquisto di tutta la moneta complessivamente in circolazione. Questa viene generalmente chiamata inflazione, e l’inflazione è praticamente una tassa collettiva nascosta.   

“Stampano soldi e prestano,  stampano e prestano. Noi non riusciamo più a percepire  cos’è la verità… Non sappiamo se una medicina ci fa bene o male, se una notizia è vera o falsa, non sappiamo cos’è un debito e non sappiamo più cos’è un credito, nelle banche non c’è più niente, non ci sono neanche i vostri risparmi. Oggi i soldi nascono dal nulla creati dalle banche. Bip con un computer… mille miliardi in Messico, e nel Messico bancarotta… bip… mille miliardi in Tailandia, bancarotta…  Corea, bancarotta, Indonesia…  si mangiano le rupie… Jugoslavia… c’è un’inflazione come nel ’30 in Germania, che andavano a comprare le sigarette con la carriola. Può succedere domani mattina qui… qui può succedere, domani mattina” (Beppe Grillo).

Risolvere il problema dell’inflazione? Non si può. L’espansione monetaria del sistema a riserva frazionaria è intrinsecamente inflazionistica. Attraverso l’allargamento della base monetaria, senza che ci sia un proporzionale incremento di beni e servizi, si riuscirà sempre a far diminuire il potere di acquisto. Tralasciando i dati passati forniti dall’Istat, osserviamo che dal 1999 al 2007 il potere di acquisto dell’Euro si è dimezzato: se non fosse sufficiente la vostra esperienza personale, abbiamo realizzato un grafico prendendo in considerazione nove materie prime, grano, mais, carne, benzina, gasolio, gas, cotone, rame, oro. l’Euro ha perso il 50% del suo valore in otto anni, i prezzi sono saliti con una media annua di quasi l’8%. Le banche la chiamano inflazione, quasi fosse un evento naturale: noi la vediamo per quello che è: la programmatica svalutazione del nostro denaro da parte di banche che emettono ulteriore denaro in circolazione, rendendoci di fatto più poveri. Sembrerebbe assurdo ed antieconomico, ma tutto diventa logico considerando che quando una banca stampa moneta in realtà emette un debito del quale resta creditrice. Poiché l’unico modo per creare moneta è attraverso un prestito, nel nostro sistema il denaro e il debito sono la stessa cosa: il denaro è un debito. Sommando tutti i debiti pubblici e privati si giunge ad una conclusione sconvolgente: se tutti nella Nazione fossimo in grado di estinguere i nostri debiti, Governo compreso, non rimarrebbe alcun Euro in circolazione. “Se non ci fosse debito nel nostro sistema monetario, non ci sarebbe moneta” (Marriner Eccles, Governatore della FED, 1941).

Parte Terza: http://www.youtube.com/watch?v=z8l9vd28M9M&feature=related

Sinora abbiamo discusso del fatto che il denaro viene creato dal debito attraverso prestiti. Questi prestiti si basano sulle riserve bancarie, e queste dipendono dai depositi, e attraverso questo sistema della riserva frazionaria ciascun deposito può creare per nove volte il suo originario valore determinando una perdita del potere di acquisto della moneta esistente, con conseguente aumento dei prezzi.  E dato che tutta questa moneta viene creata attraverso il debito e circola in modo casuale attraverso il commercio, gli individui vengono scollegati dal loro debito iniziale e si crea uno stato di squilibrio in cui la gente è costretta a competere per lavorare, al fine di ottenere abbastanza denaro dalla base monetaria per coprire il costo della vita. A differenza di quanto può sembrare, c’è ancora un elemento mancante in questa equazione, ed è questo elemento che rivela la vera natura fraudolenta del sistema stesso: l’applicazione di un interesse. Quando il Governo prende in prestito denaro o una persona prende prestiti dalla banca, il prestito va restituito insieme ad un interesse. In altre parole tutti gli Euro in circolazione sono destinati a tornare nella banca che li ha prestati assieme all’interesse. Fate attenzione: le banche creano denaro e lo prestano, ma in nessun modo creano il denaro chiesto per pagare gli interessi. Vista la cosa in un quadro globale, le banche hanno creato dal nulla un certo capitale, capitale che altro non è che la totalità del denaro in circolazione, lo hanno dato in prestito, per poi attendere che quel capitale fosse restituito maggiorato dagli interessi. Ma allora dov’è il denaro che serve a coprire tutti gli interessi sul capitale? Da nessuna parte: non esiste. Le implicazioni  di tutto ciò sono sconvolgenti. L’ammontare del denaro che deve essere restituito alle banche eccederà sempre la quantità del denaro in circolazione. Questo è il motivo per cui l’inflazione è una costante in Economia, in quanto c’è sempre bisogno di nuovo denaro per consentire la copertura  del deficit insito nel sistema, causato dalla necessità di pagare gli interessi. Questo significa che matematicamente le insolvenze e i fallimenti fanno parte del sistema e ci saranno sempre elementi poveri della società che rimarranno con il cerino acceso in mano. Qualcuno, per forza di cose, deve rimanere a bocca asciutta. Con quale risultato? Le proprietà degli individui si trasferiscono alle banche, in quanto, se tu non sei in grado di pagare il tuo mutuo, si prenderanno la tua casa. Questo fa ancor più indignare, se ci si rende conto non solo che tali insolvenze sono inevitabili a causa della pratica della riserva frazionaria, ma anche perché il totale di denaro che la banca ci chiede non è neanche mai stato stampato. In Italia il nome attribuito a questo fenomeno è “signoraggio bancario”. Purtroppo non siamo qui a parlare di una teoria, ma stiamo esponendo i fatti per quello che sono. Possibile che mai nessuno abbia tentato di risolvere o far luce su questo problema? Nel 1964 il professor Giacinto Auriti, docente di Diritto, denunciò la Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca Governatore della stessa, e in seguito Antonio Fazio, successore di Ciampi nella medesima carica, esponendo la pratica del signoraggio alla Corte che, non potendo negare la veridicità dei fatti, ha potuto solo constatare che di reato non si trattasse, semplicemente in quanto ‘consuetudine’ . In altre parole, truffa o no, si può fare perché si è sempre fatto così. Come a dire che se commetti uno stupro commetti un reato, se gli stupri  sono mille, eserciti una consuetudine e tutto va bene.

“Allora questo professor Auriti cosa diceva? Andava dalla banca, adesso la Banca Centrale, e dice, ogni volta che la Banca Centrale emette, stampa dei  soldi non avendo una copertura, stampa della carta, e dice un principio di Giurisprudenza straordinario… di chi sono i soldi? Se ho un pezzo di carta che non ha nessuna copertura in oro, c’è scritto cinquecento Euro… ma di valore intrinseco non ne ha… il prezzo della stampa e il prezzo della carta… Chi dà un valore di cinquecento Euro? Siamo io e te che accettiamo cinquecento Euro.  La gente, le persone che li prendono, determinano il valore dei soldi. Mi segui? Ecco, allora, se i soldi sono i nostri, perché la banca ce li presta? Nessun monetarista ti dà una risposta, perché non c’è risposta, c’è un vuoto di giurisprudenza: è l’incantesimo del monetarismo. Una volta era la Banca Centrale che dava moneta, oggi stampa moneta anche una banca normalissima, quando ti dà una carta di credito o il libretto degli assegni. Le banche, dentro… non c’è più niente nelle banche” (Beppe Grillo).

Ma questo signoraggio che scopo ha? È facile dedurre che non siano i soldi ad interessare i signori di questa truffa planetaria. Parliamo comunque di persone che probabilmente non hanno il problema di arricchirsi, dal momento che controllano il denaro fin dalla fabbricazione. Un debito, per sua natura, va saldato. E che interesse avrebbero questi signori delle banche a ricevere indietro una montagna di carte senza valore? E se non possiamo pagarlo, cosa ci chiederanno in cambio? Dare delle risposte sarebbe ipotizzare: qui ci vogliamo limitare solo ai fatti… ma c’è una considerazione logica che accompagna i fatti. Il signoraggio bancario, praticato dalla stragrande maggioranza delle banche del mondo, è in realtà un sistema moderno di schiavitù. Pensateci. Cosa fanno le persone quando sono indebitate? Presentano una domanda di lavoro per poter saldare il loro debito. Ma se il denaro può essere creato solo attraverso prestiti, come può la società essere libera dal debito? Non può: è questo il punto.  È la paura di perdere il proprio patrimonio che accompagna la lotta per tenere il passo che il debito e l’inflazione ci impongono essendo cardini del sistema. Tutto questo, combinato con l’inevitabile carenza della stessa offerta di moneta, per causa di interessi che non potranno mai essere ripagati, ci rende schiavi legati al salario, in linea, come se corressimo su una ruota per criceti, con milioni di altri individui, di fatto potenziando l’impero di cui beneficia soltanto un’élite situata in cima alla piramide. E quindi, a fine giornata, per chi stai lavorando veramente? Per le banche. Il denaro viene creato dalle banche, e lì deve finire. Loro sono i veri padroni, insieme alle multinazionali che le sostengono e ai Governi che lo permettono. Nella vecchia schiavitù era obbligatorio che le persone avessero una casa e del cibo. Questo signoraggio bancario, invece, obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole. È una delle truffe più ingegnose per la manipolazione sociale che siano mai state create. In ultima analisi il signoraggio è una guerra invisibile contro il popolo. Esserne a conoscenza è solo il primo passo. Sulla Rete potrete trovare migliaia di persone che discutono il problema del signoraggio e le sue possibili soluzioni, ma facciamo attenzione a chi specula su questo fenomeno. Usiamo la nostra testa, cerchiamo di fare attente valutazioni ed uno studio serio, senza salire sul primo carro che passa.

A tutti noi, buona fortuna!».

“Stampano soldi dal nulla e ce li prestano. Lo Stato dovrebbe stampare i soldi… i soldi ci servono per lavorare. Lo Stato dovrebbe dire: ‘Ce ne sono pochi? Ne stampo un po’… Ce ne sono molti? Ne prendo un po’ e ne brucio un po’: mantengo la circolazione stabile, i prezzi stabili…’. I soldi servono per tenere i prezzi stabili e per farci lavorare… sono pezzi di carta, però li stampa un S.p.A., però li stampa un S.p.A….” (Beppe Grillo).

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