06 aprile 2018

Stoicismo - L'etica stoica L'importanza della etica stoica, l'apatia come principio morale, la postulazione della dottrina dell'eterno ritorno


Stoicismo

Prende il nome dalla scuola fondata intono al 300 a.C. da Zenone di Cizio (335-264) ad Atene; il termine nasce da stoà poikile, che significa portico dipinto (scuola del portico, gli stoici sono quelli che filosofano nel portico). Lo stoicismo è molto influenzato da un’altra scuola, quella del cinismo, infatti Zenone era stato allievo dei cinici, che costituivano una scuola socratica minore.
(cinismo, il termine nasce da Diogene il Cinico o kunos, il cane, perché viveva come un vane randagio, dormiva in una botte e si cibava di ciò che riusciva a procacciarsi da solo, egli infatti credeva nell’autarchia – bastare a se stesso; ogni giorno girava con la lanterna in modo provocatorio sostenendo di cercare l’uomo; rifiutava la cultura ed i bisogni indotti dalla società).
La fisica, cioè la natura, è costituita da un ordine perfetto, immutabile ed eterno. Il principio attivo è: ragione (logos), Dio, pneuma (soffio vitale), ragione sentimentale, destino e provvidenza; il principio passivo è materia. Inoltre lo stoicismo crede nel panteismo (tutto è divino), materialismo (come Democrito ed Epicuro, tutto è corpo; il materialismo stoico tiene conto anche del “sofista” di Platone, solo il corpo agisce o patisce l’azione) e ilozoismo (materia vivente).
C’è un ciclo secondo il quale si devono realizzare tutte le varianti.

Stoicismo - L'etica stoica

L’etica stoica è forse la più importante pratica della filosofia stoica.
Essa afferma che l’uomo deve vivere secondo natura per poter vivere il meglio possibile e il più a lungo possibile. Per vivere secondo natura, l’uomo deve vivere secondo ragione evitando le passioni e le emozioni, che sono degli stravolgimenti innaturali, sono nemici del logos, sono da reprimere in maniera seria e con mente fredda. Il saggio stoico deve essere quindi apatico, per poter essere felice. Vivere secondo ragione è per gli uomini un dovere, un vero e proprio compito a cui è necessario assolutamente assolvere. Perciò esistono comportamenti sempre positivi, cioè quelli razionali, e comportamenti sempre negativi, cioè quelli legati alle emozioni. La morale stoica, essendo legata ai doveri, è definita deontologica. Tra i comportamenti sempre positivi e quelli sempre negativi esistono dei comportamenti che non sono legati né alle emozioni né alla ragione e sono definiti indifferenti. Tra i comportamenti indifferenti ci sono comunque quelli preferibili o meno. Nello stoicismo invece la politica è valorizzata. Tantissimi stoici si suicidarono piuttosto che essere obbligati a fare del male a qualcuno e andare contro ai propri doveri. Alla morte del corpo gli uomini si ricongiungono con il tutto. Nel ciclo continuo della rinascita, cioè della palingenesi, ogni uomo rinascerà uguale. Anche qui ricompare la dottrina dell’eterno ritorno. Ci sono però alcune contraddizioni all’interno del pensiero stoicismo perché se il futuro di ogni uomo è già tutto scritto allora non c’è libertà ed è assurdo giudicare qualcuno se si comporta male perché comunque tutto ciò è stato voluto da Dio. Lo stoicismo fu importante anche perché influenzò la filosofia cristiana e quelle successive.

Etica stoica

Per quanto riguarda il fine dell’uomo in vista del raggiungimento della felicità, Zenone aveva definito il ‘vivere coerentemente alla natura’, cioè in vista della piena realizzazione della virtù di ciascun singolo individuo intesa come accordo e armonia interiore. Cleante invece aveva specificato che la natura dovesse essere intesa in senso universale, perché il corretto comportamento dell’uomo dovrebbe essere volto al rispetto totale del destino. Crisippo, infine, tentando di mediare, aveva ricostituito un equilibrio tra la sfera naturale individuale e quella universale, perciò gli sforzi conoscitivi dovevano essere volti alla comprensione della struttura fisica dell’universo per garantirsi un inserimento armonioso e virtuoso all’interno del mondo, quindi la conoscenza dei legami fra gli elementi e il tutto chiariva la legge razionale e universale, ma all’interno di questo scenario ciascuno era considerato come un attore con un ruolo preciso che doveva seguire un copione e al massimo scegliere come interpretare le battute senza stravolgerle. 
L’uomo non poteva cambiare le regole del mondo, vi si poteva solo conformare, quindi si era liberi davvero quando si viveva secondo natura, seconda la propria e secondo quella in generale. La libertà dell’uomo era quella di chi avrebbe dovuto comprendere il proprio destino e seguirlo. La conoscenza avrebbe permesso all’uomo di comprendere quale fosse la sua posizione e di riuscire ad averne coscienza ascoltando la propria razionalità interiore, quindi poiché essere liberi significa compiere il proprio dovere, l’uomo avrebbe dovuto fare ciò che la ragione gli avrebbe dettato come dovere, ovvero onorare i genitori, accudire i figli, partecipare alla vita comunitaria. Questi aspetti erano propri dell’uomo virtuoso, del saggio che, conquistando la virtù come unico bene, conoscenza completa, si garantiva la vera tranquillità interiore, l’apatia che portava a indifferenza e autarchia, proprie appunto del saggio. 
Al contrario lo stolto era colui in preda alle passioni e alla ricerca del piacere, il vizioso, e non vi erano diversi gradi di stoltezza, poiché come un uomo sott’acqua annegava sia ad un metro dalla superficie che a 100, così un uomo non era virtuoso né a 1 metro dalla virtù né a 100. Così anche per il saggio non vi è una via di mezzo fra bene o male, perché uno o opera sempre per il bene e seguiva costantemente la ragione o agiva secondo dovere per convenienza personale e non per l’intenzione del bene, quindi anche se l’azione fosse giusta non avrebbe portato felicità.

Stoicismo - La fisica stoica

La fisica stoica è differente da quella epicurea anche se le due filosofie hanno in comune il fatto che credano che tutto ciò che esiste della realtà sia puramente materiale (un riconfermarsi della concezione materialista del mondo). 
Gli stoici hanno una visione panteista dell’Universo e credono che tutto abbia avuto origine da un principio primo,una causa prima che è chiamato in tanti modi diversi ma con un filo conduttore comune: pneuma, logos, Dio,… 
C’è una somiglianza tra la fisica stoica e il pensiero di Eraclito, infatti si riconferma che l'entita superiore come causa prima dell'universo sia da riscontrarsi nell'immagine del pensiero, della ragione, un elemento che evidenza una prima grande differenza tra la scuola di pensiero stoica e quella epicureista.

Esistono quindi i principi, come spiegazione principale dell'universo, ed essi sono due: il principio passivo, che è la materia e il principio attivo, che è ciò che vivifica la materia ( una sorta di "anima" della materia). Il mondo terrestre è finito e intorno ad esso esiste il vuoto infinito. Il mondo scaturisce dall’azione continua del logos che attraverso il principio attivo dà luogo a tutte le cose. Il mondo è soggetto a un continuo ciclo di nascita e distruzione che assomiglia molto alla visione empedoclea. In più gli stoici hanno la dottrina dell’eterno ritorno secondo cui il mondo si ripresenta sempre identico dopo ogni ciclo. Secondo gli stoici, tutto è logico perché la ragione è il fondamento di tutta la realtà. Questa visione si oppone a quella epicurea che invece evidenzia l’esistenza del caso. L’azione di Dio nel mondo è chiamata provvidenza e il futuro del mondo è tutto logico e già scritto, ovvero una vera e propria sorta di concetto di "destino".

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