15 aprile 2018

Raid israeliani contro base aerea siriana



Aerei da guerra israeliani hanno colpito una base aerea siriana nella provincia di Homs, ma i sistemi di difesa aerea siriani hanno abbattuto cinque degli otto missili sparati. 

“Due caccia israeliani F-15 hanno colpito la base aerea tra le 03:25 e le 03:53 ora di Mosca con l’aiuto di otto missili controllati a distanza dal territorio libanese, senza entrare nello spazio aereo siriano. L’esercito russo ha riferito che i sistemi di difesa aerea siriani hanno abbattuto cinque degli otto missili sparati.

L’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana ha riferito che inizialmente gli Stati Uniti erano stati sospettati di aver lanciato l’attacco missilistico sull’aeroporto militare T-4 di Homs, causando la morte e il ferimento di diverse persone, dopo le minacce del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di un “grande prezzo” da pagare per il presunto attacco chimico nella Ghouta da parte del governo siriano. Successivamente, i media statali siriani hanno riferito che l’attacco missilistico è stato effettuato da aerei da guerra israeliani.

Gli Stati Uniti e la Francia hanno promesso una “forte risposta congiunta” per all’attacco chimico, sulla scia della spinta dell’esercito siriano che ha cacciato gli ultimi terroristi da Douma. Il presunto attacco chimico di sabato nella città di Douma, nella regione orientale di Ghouta, ha lasciato decine di morti e scatenato le condanne internazionali da parte di vari Paesi e organismi internazionali.
I soliti pretesti per attaccare la Siria

Damasco, in un comunicato diffuso ieri, ha fortemente respinto l’accusa di utilizzo di munizioni chimiche ed ha affermato che il gruppo terroristico Jaf al-Islam Takfiri, che ha una presenza dominante a Douma, ha ripetuto le medesime accuse “per far ricadere la responsabilità dell’attacco all’Esercito siriano, in un palese tentativo di ostacolare l’avanzata dell’esercito”. Anche il governo di Mosca ha respinto le accuse contro il governo siriano definendole notizie false, avvertendo delle conseguenze di un attacco contro Damasco.

Ci troviamo di fronte l’ennesimo pretesto per attaccare la Siria e il legittimo governo di Damasco, in un momento in cui il conflitto sul campo ha deciso le sorti dei terroristi e dei loro sostenitori occidentali. Assad non poteva avere nessun motivo logico o strategico per effettuare un attacco così crudele, in una zona dove oramai l’esercito siriano ha il pieno controllo. Un teatrino già visto più volte e dove a pagare sono sempre gli innocenti.

di Giovanni Sorbello

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