06 aprile 2018

Arthur Schopenhauer


Arthur Schopenhauer è stato senza dubbio uno dei più grandi filosofi dell’Ottocento. Il suo Il mondo come volontà e rappresentazione, per quanto snobbato all’uscita, costituì il punto di svolta della filosofia del XIX secolo, necessario per superare l’idealismo e aprire la strada a Nietzsche e al decadentismo.

SCHOPENHAUER: RIASSUNTO FACILE

Secondo Schopenhaueril mondo è una rappresentazione in quanto è illusorio, non è reale in quanto il reale può essere trovato solo togliendo il velo di Maya e raggiungendo il Nirvana. Inoltre nell’uomo la più grande essenza è la volontà che però è negativa in quanto volere vuol dire desiderare e desiderare vuol dire soffrire perché non si può raggiungere quel che si vuole. Per questa ragione Schopenhauer diceva: La nostra vita è come un pendolo che oscilla dalla gioia al dolore passano per un momento fugace ed illusorio che è la felicità. Schopenhauer muove dal concetto kantiano di fenomeno e noumeno. Per Kant il fenomeno è la realtà mentre il noumeno è un concetto-limite.Schopenhauer invece credeva che il fenomeno è l’illusione, il velo di maya, il noumeno è la realtà dietro questo velo che il filosofo ha il compito di scoprire. Dalla volontà nascono tre sentimenti: il dolore la noia e il piacere. Il dolore è presente nell’uomo perché la volontà lo spinge a desidera e il non potere avere lo fa soffrire. 

SCHOPENHAUER: RIASSUNTO COMPLETO

Il piacere è un momento illusorio e fugace che può essere percepito solo dopo il dolore in quanto è assenza del dolore stesso. La noia è dato dal momento ce vi è tra il piacere e il dolore. Per questa ragione Schopenhauer diceva: La nostra vita è come un pendolo che oscilla dalla gioia al dolore passano per un momento fugace ed illusorio che è la felicità.Schopenhauer è pessimista in quanto crede che la vita dell’uomo sia affranta dal dolore e che l’unico modo per affermare la propria libertà e non soffrire è il suicidio (non inteso come negazione della vita ma in maniera romantica). Il piacere è illusorio e inesistente. Il pessimismo quindi rappresenta la realtà.
Secondo Schopenhauer l’amore tra gli uomini non esiste ma noi ci associamo solo per bisogno. Questo significa che quando l’uomo si accoppia non lo fa per amore ma perché è lo zimbello della natura che si serve di lui per procreare e aggiungendo il piacere alla procreazione lo illude di essere padrone del proprio corpo e generatore del proprio piacere.Secondo Schopenhauer le vie di liberazione dal dolore sono l’arte, al morale e l’ascesi. L’arte viene intesa come dipinto o poesia ma non la musica perché è libera espressione della volontà.

SCHOPENHAUER IL VELO DI MAYA: RIASSUNTO

L’arte genera nell’uomo il piacere che però dura poco. La morale è data dalla giustizia (eros) e dalla carità (agapè) ma solo la carità è positiva in quanto è un sentimento di altruismo nei confronti degli altri uomini e non è egoistica o interessata come l’eros. La terza va è l’ascesi ovvero il momento in cui l’uomo annulla la volontà e si ritrova nel nirvana il mondo in cui non ci sono illusioni ma serenità, il mondo al di là del velo di maya.Il suicidio viene visto da Schopenhauer in maniera romantica come quello de “I dolori del giovane Werther” e de “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”.

SCHOPENHAUER Secondo Schopenhauer il mondo è una rappresentazione in quanto è illusorio, non è reale in quanto il reale può essere trovato solo togliendo il velo di Maya e raggiungendo il Nirvana. Inoltre nell'uomo la più grande essenza è la volontà che però è negativa in quanto volere vuol dire desiderare e desiderare vuol dire soffrire perché non si può raggiungere quel che si vuole. Per questa ragione Schopenhauer diceva: La nostra vita è come un pendolo che oscilla dalla gioia al dolore passano per un momento fugace ed illusorio che è la felicità. Schopenhauer muove dal concetto kantiano di fenomeno e noumeno. Per Kant il fenomeno è la realtà mentre il noumeno è un concetto limite. Schopenhauer invece credeva che il fenomeno è l'illusione, il velo di maya, il noumeno è la realtà dietro questo velo che il filosofo ha il compito di scoprire. Dalla volontà nascono tre sentimenti: il dolore la noia e il piacere. Il dolore è presente nell'uomo perché la volontà lo spinge a desidera e il non potere avere lo fa soffrire. Il piacere è un momento illusorio e fugace che può essere percepito solo dopo il dolore in quanto è assenza del dolore stesso. La noia è dato dal momento ce vi è tra il piacere e il dolore. Per questa ragione Schopenhauer diceva: La nostra vita è come un pendolo che oscilla dalla gioia al dolore passano per un momento fugace ed illusorio che è la felicità. Schopenhauer è pessimista in quanto crede che la vita dell'uomo sia affranta dal dolore e che l'unico modo per affermare la propria libertà e non soffrire è il suicidio (non inteso come negazione della vita ma in maniera romantica). Il piacere è illusorio e inesistente. Il pessimismo quindi rappresenta la realtà. Secondo Schopenhauer l'amore tra gli uomini non esiste ma noi ci associamo solo per bisogno. Questo significa che quando l'uomo si accoppia non lo fa per amore ma perché è lo zimbello della natura che si serve di lui per procreare e aggiungendo il piacere alla procreazione lo illude di essere padrone del proprio corpo e generatore del proprio piacere.Secondo Schopenhauer le vie di liberazione dal dolore sono l'arte, al morale e l'ascesi. L'arte viene intesa come dipinto o poesia ma non la musica perché è libera espressione della volontà. L'arte genera nell'uomo il piacere che però dura poco. La morale è data dalla giustizia (eros) e dalla carità (agapè) ma solo la carità è positiva in quanto è un sentimento di altruismo nei confronti degli altri uomini e non è egoistica o interessata come l'eros. La terza va è l'ascesi ovvero il momento in cui l'uomo annulla la volontà e si ritrova nel nirvana il mondo in cui non ci sono illusioni ma serenità, il mondo al di là del velo di maya.Il suicidio viene visto da Schopenhauer in maniera romantica come quello de "I dolori del giovane Werther" e de "le ultime lettere di Jacopo Ortis". Il suicidio non è quindi negazione ma affermazione della propria volontà. Nonostante ciò non può cancellare l'esistenza del dolore in quanto anche se un uomo muore e non prova più dolore tutti gli altri uomini continueranno a soffrire.

PENSIERO DI SCHOPENHAUER: RIASSUNTO 

Schopenhauerfa parte di un filone di pensiero che si oppone all'idealismo, e che non crede nella possibilità di spiegare razionalmente la totalità del reale. La filosofia di Schopenhauer si può considerare da molti punti di vista romantica: vi è una forte componente di irrazionalismo, e vi sono anche numerose influenze del mondo orientale. La sua opera più importante è “Il mondo come volontà e rappresentazione”. 
Schopenhauer si può considerare l'anti - Hegel, molto più di Marx, il quale resta molto legato all'idealismo. Marx rovescia completamente la concezione idealistica della materia vista come momento dello spirito, ma mantiene l'impianto dialettico, razionalistico di Hegel. Schopenhauer, invece, fa il contrario: egli rifiuta l'impianto dialettico idealistico, e la pretesa di spiegare razionalmente la totalità, ma ritiene la materia un prodotto dello spirito. Il pensiero di Schopenhauer prende le mosse da Kant, soprattutto per quanto riguarda la distinzione tra fenomeno e noumeno.

SCHOPENHAUER: PENSIERO IN BREVE

InizialmenteSchopenhauer, come Kant, ritiene che la realtà abbia due facce: quella fenomenica e quella noumenica. Fenomeno [Vorstellung] Noumeno [Wille] Vorstellung è un termine che significa “rappresentazione”, ed ha al suo interno una sfumatura di teatralità. Per Kant la realtà fenomenica, quella che vediamo intorno a noi, non è la realtà ultima, ma è comunque ben fondata dal punto di vista razionale. PerSchopenhauer, invece, la realtà fenomenica non è razionalmente fondata, è illusione, è un fluire di scene che non hanno nessun peso, sono solo apparenza. 

SCHOPENHAUER: IL VELO DI MAYA

E' il velo di Maya che ci fa vedere il mondo in un certo modo, ma in realtà esso è solo un sogno. Wille è la volontà, il fondamento della rappresentazione, ed è quindi la realtà ultima. Ma tra la volontà di Schopenhauer e il noumeno di Kant ci sono alcune differenze: innanzitutto, mentre per Kant il noumeno è inconoscibile, per Schopenhauer la realtà ultima si può conoscere.

SCHOPEHAUERO: RIASSUNTO

Per Schopenhauer, come per Kant, non si può dimostrare l’esistenza del noumeno attraverso processi razionali, dal momento che noi utilizziamo categorie di pensiero che si riferiscono alla realtà fenomenica, e che non reggono, non sono più valide quando si vuole andare oltre e indagare la realtà ultima (Kant fa l’esempio della colomba che ha la pretesa di volare nello spazio). Ma per Schopenhauer si può in qualche modo percepire e quindi capire il noumeno, e questo è possibile grazie all’intuizione. Se noi chiudiamo gli occhi e ci caliamo nella profondità del nostro.

Redazione:

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