06 aprile 2018

AMBIENTE INDOOR, COSA SI INTENDE ? L’aria della nostra casa, come migliorarla?



AMBIENTE INDOOR, COSA SI INTENDE ?

Va innanzitutto rilevato che per ambienti indoor si intendono gli ambienti confinati di vita e di lavoro non industriali (per quelli industriali vige una specifica normativa), ed in particolare, quelli adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto [Accordo del 27/09/2001 tra il Ministero della salute, le regioni e le province autonome].
Secondo questo criterio, l’ambiente indoor comprende:
• le abitazioni,
• gli uffici pubblici e privati,
• le strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.),
• locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, 
strutture sportive, etc.)
• mezzi di trasporto pubblici e/o privati (auto, treno, aereo, nave, etc.).
Si tratta quindi di ambienti nei quali la popolazione trascorre gran parte del proprio tempo subendo, di conseguenza, un prolungato contatto con le potenziali sorgenti di inquinamento.
Studi condotti in paesi altamente industrializzati quali gli Stati Uniti, hanno rivelato che la popolazione trascorre una parte molto rilevante del proprio tempo (fino al 90%) [U.S.EPA, 1989] negli ambienti confinati come le abitazioni, edifici pubblici e privati e mezzi di trasporto. Questa
alta percentuale, insieme all’evidenza che in tali paesi la popolazione già da tempo vive in ambienti per la maggior parte climatizzati e quindi termicamente isolati, ha condotto a studi avanzati, da circa vent’anni, sulla questione del problema dell’inquinamento dell’aria indoor.
In Italia, secondo una ricerca condotta nel 1998 su un campione di popolazione di Milano, nei giorni feriali la popolazione impiegata in ufficio trascorre in media il 59% del tempo a casa, il 35% in ufficio ed il 6 % nei tragitti casa-ufficio [Carrer et al., 2000]. Per alcuni gruppi di persone come bambini, anziani, e malati la percentuale di tempo trascorsa in casa è ancora più alta.
Un altro studio del 1998, condotto nel Delta del Po ha dimostrato che le persone trascorrono l’84% del loro tempo giornaliero all’interno di ambienti confinati (di cui il 64% in casa), il 3,6% in transito e solo il 12% all’aperto [Simoni et al., 998].
Gli studi condotti in questi ultimi decenni hanno documentato profondi cambiamenti sia qualitativi che quantitativi dell’aria indoor, con un progressivo aumento in assoluto delle sostanze inquinanti e dei relativi livelli nell’aria. In seguito alla crisi delle risorse energetiche mondiali, si sono imposti nuovi criteri tecnico-progettuali per gli edifici ad uso civile. La necessità di contenere
i consumi per il riscaldamento e per il condizionamento ha imposto un migliore isolamento termico degli edifici, con conseguente spinta a sigillare gli ambienti interni ed a sostituire le modalità naturali di aerazione ed illuminazione con mezzi artificiali. Alle trasformazioni strutturali degli edifici si sono accompagnate modifiche rilevanti degli arredi (nuovi materiali per mobili, rivestimenti, ecc.) e degli strumenti di lavoro e di ricreazione.

Poche regole semplici che possono migliorare la qualità dell’aria degli ambienti in cui viviamo. Le indica l’Istituto Superiore di Sanità nell’opuscolo L’aria della nostra casa, come migliorarla? per fornire ai cittadini una guida chiara per imparare a difendersi dagli agenti inquinanti che possono alterare le caratteristiche ambientali dei luoghi chiusi. Nelle nostre case sono presenti, infatti numerose sorgenti di inquinanti dell’aria che possono costituire un rischio per la nostra salute. Dal fumo di sigaretta, che è il principale inquinante, all’uso di detersivi, candele o incensi.
Gruppo di Studio Nazionale (GdS) sull'inquinamento indoor

L’inquinamento indoor è una forma di alterazione ambientale che interessa i luoghi chiusi. E’ determinato da comportamenti o fattori messi inconsapevolmente in atto, come la scorretta abitudine di non areare gli ambienti quando si cucina o si utilizzano deodoranti o prodotti per la pulizia domestica, ma anche dalla presenza di materiali di costruzione o di mobili da arredo che al loro interno possono contenere e sprigionare determinate sostanze inquinanti.
L’Istituto Superiore di Sanità, nel 2010, ha istituito il Gruppo di Studio Nazionale sull’inquinamento indoor coordinato dal Dott. Gaetano Settimo con l’intento di fornire un’azione di supporto per l’adeguamento dell’Italia agli standard comunitari e di promuovere attività di informazione finalizzata ad evitare i rischi connessi ad errati comportamenti che provocano inquinamento indoor.
Il Gruppo di Studio ha affrontato vari aspetti del problema della qualità dell’aria indoor, quali:
le strategie di monitoraggio dei principali inquinanti chimici e biologici
il ruolo delle diverse sorgenti
le specifiche caratteristiche degli ambienti di lavoro indoor
le attività di efficientamento energetico e le diverse combustioni indoor.

I Ministeri della Salute e dell’Ambiente hanno potuto avvalersi dei lavori del GdS Inquinamento Indoor per le diverse normative di settore, sia nei tavoli tecnici nazionali che in quelli UE. 
Numerose sono le iniziative intraprese dal GdS con l’obiettivo primario di colmare le lacune conoscitive sull’inquinamento indoor. Le principali risultanze di tali lavori sono state riportate recentemente sui Rapporti ISTISAN disponibili in formato elettronico nel sito dell'ISS dedicato al Gruppo di Studio Nazionale sull'inquinamento indoor.

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