24 marzo 2018

La Russia risponde alle decisioni della premier May: espelle 23 diplomatici britannici e chiude il British Council


La Russia espelle diplomatici britannici: sono 23, quanti quelli cacciati dalla May

Oltre alla misura di espulsione, la Russia ha disposto la cessazione delle attività sul territorio del British Council e la revoca dell’autorizzazione all’apertura del consolato britannico a San Pietroburgo.

Hanno tempo una settimana per fare i bagagli e lasciare il territorio russo: questo, in estrema sintesi, è il senso della nota diretta a 23 diplomatici britannici in Russia. Una misura, questa dell’espulsione, decisa a seguito delle misure minacciate dalla premier britannica Theresa May, che in settimana aveva ordinato l’espulsione di 23 diplomatici russi ritenuti agenti dell’intelligence moscovita. Ventitré, esattamente quanti quelli che il governo russo ha deciso di cacciare dai suoi confini. È stato il Ministro degli esteri Sergej Viktorovič Lavrov ad aver reso la nota la decisione che coinvolge gli impiegati dell’ambasciata britannica a Mosca e che è stata consegnata a Laurie Bristow, ambasciatore del Regno Unito.

Oltre alla misura di espulsione, Mosca ha disposto la cessazione delle attività in Russia del British Council, l’ente noto anche in Italia soprattutto per l’insegnamento della lingua inglese. Revocata anche l’autorizzazione ad aprire un consolato britannico a San Pietroburgo.

L’espulsione dal territorio russo è l’ultimo capitolo della controversia politica nata a seguito dell’avvelenamento con sospetto gas nervino dell’ex doppia spia Serghei Skripal e di sua figlia Yulia in un centro commerciale di Salisburyin, in Regno Unito. Tra le misure ventilate dalla May anche l’esclusione dell’Inghilterra dal Mondiale di calcio che si terrà quest’estate in Russia. L’inchiesta sulla morte di Skripal è stata affidata all’antiterrorismo, che sta studiando anche i possibili rapporti tra questo omicidio e la morte dell’esule Nikolai Glushkov, ucciso per strangolamento pochi giorni dopo i fatti di Salisburyin. Glushkov era un ex socio di Boris Berezovski, oligarca critico nei riguardi di Putin, morto in circostanze controverse nel 2013. Anche le autorità russe hanno aperto un’inchiesta sul casco Skripal.

Fonte: fanpage.it

Facebook Seguimi