25 febbraio 2018

La Polonia invoca sanzioni Usa contro il gas russo


La Polonia invoca sanzioni Usa più dure contro il Nord Stream 2, il progetto di raddoppio del gasdotto che porta il gas fra Russia e Germania. Il premier polacco Morawiecki si è dichiarato insoddisfatto della bozza di sanzioni formulata dal Dipartimento di Stato Usa, giudicandola insufficiente e ambigua. Il Segretario di Stato Tillerson si era recato nel weekend scorso a Varsavia per consultarsi col Governo polacco.

La Polonia continua a considerare una minaccia ogni iniziativa presa da Germania e Russia, leggendo come un pericolo per il proprio interesse nazionale qualsiasi intesa fra i due Paesi.

Questo atteggiamento ossessivo è alla base dell’iniziativa polacca del Trimarium; il progetto, mascherato da una veste economica, è teso a contrastare a prescindere Mosca e Berlino, opponendosi a qualsiasi distensione (non parliamo di collaborazione) fra l’Europa Occidentale e la Russia.

L’iniziativa tende a unire i Paesi fra il Baltico, il Mar Nero e l’Adriatico (i Tre Mari) in una cooperazione energetica, attraverso una serie di infrastrutture volte a collegare i gasdotti i vari Paesi, in modo da superare le forniture diretta dalla Russia. Per tutte valga la partecipazione dell’Ucraina che attraverso le infrastrutture progettate potrebbe così ricevere il gas russo da altre Nazioni, a prescindere dai propri rapporti con Mosca.

In realtà, dietro alla veste ufficiale, il Trimarium ha un fine essenzialmente politico: mira a fare della Polonia il Paese guida (ed egemone) dell’area, in contrapposizione alla Russia e, all’Occorrenza, all’Europa Occidentale (leggi Germania).

Nel suo progetto Varsavia conta sull’attuale contrapposizione fra Washington e Mosca, puntando sull’appoggio americano e a divenire il Paese di riferimento dello Zio Sam in Europa.

Alla luce di queste considerazioni, è ovvio che la Polonia s’opponga furiosamente ad ogni tentativo degli altri Paesi europei di riannodare i fili del dialogo con la Russia ed agiti incessantemente un fantomatico pericolo a Est per giustificare il proprio ruolo di “baluardo”; ruolo che l’accredita agli occhi di diversi Governi dell’Est Europa.

Il gas è una risorsa strategica al pari del petrolio; impedire la realizzazione del raddoppio del Nord Stream, il Nord Stream 2, sarebbe un colpo assestato sia alla Russia, che vedrebbe limitate le sue esportazioni, che alla Germania, dal cui potere economico (e politico) Varsavia intende affrancarsi del tutto, per sostituirsi ad essa nell’Europa Orientale.

Inutile dire quanto un simile progetto sia dannoso agli interessi del resto dell’Europa, soprattutto quella Occidentale, al momento ostaggio passivo nelle mani delle velleitarie aspirazioni polacche. Ma anche pericoloso per il costante rilancio di provocazioni verso Mosca messo in atto da Varsavia.

Gli stessi Stati Uniti, che pure hanno tutto l’interesse a mantenere lo stato di tensione con la Russia al fine di giustificare la presa sull’Europa e l’esistenza stessa della Nato, non possono accettare appieno le iniziative polacche che tendono sistematicamente ad attizzare crisi e a forzare la mano a Washington ed alleati (salvo celarsi dietro essi), in nome del proprio velleitario revanscismo sull’Europa Orientale.

Sia come sia, la sudditanza e la mancanza di autonomia politica sta inchiodando l’Europa Occidentale agli anacronistici sogni della Polonia e alle manovre degli Stati Uniti. Un gioco devastante per le economie del Continente e rischioso per le imprevedibili conseguenze di tali politiche avventuristiche.

di Salvo Ardizzone

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