06 gennaio 2018

Usa preparano i curdi a confrontarsi con l’esercito siriano


Gli Stati Uniti continuano gli aiuti militari ai militanti curdi delle Syrian Democratic Forces (Sdf) per prepararli allo scontro contro l’esercito siriano, nella zona orientale di Damasco.

Il sito web di notizie in lingua araba al-Hadath ha riportato che le forze statunitensi hanno consegnato negli ultimi giorni un nuovo carico di armi, compresi i missili a medio raggio, alle Sdf attraverso il passaggio di confine tra Siria e Iraq di Simalka.

Nelle regioni controllate dai curdi il fatto che l’Isil abbia perso una parte importante del suo potere militare sulla sponda orientale del fiume Eufrate, consegnare armi alle forze curde è forse volto a prepararle per una battaglia contro l’esercito siriano o l’esercito turco e i suoi militanti affiliati che sono coinvolti nell’operazione militare Scudo dell’Eufrate in Siria.

Il sito Web ha aggiunto che Washington potrebbe anche essere in cerca di obiettivi commerciali attraverso gli aiuti militari ai curdi in modo da ricevere una grande quantità di petrolio a prezzi stracciati, per vendere le sue armi ai curdi in linea con i tentativi di creare un sistema federale nella Siria settentrionale. Inoltre, gli sviluppi nella Siria orientale indicano che Washington stia cercando nuove strategie per la battaglia in Siria per raggiungere i suoi obiettivi, dopo che i gruppi terroristici sono stati sconfitti dall’esercito siriano su diversi fronti e vuole mostrare i curdi come il nemico numero uno di Damasco.

Tornando agli sviluppi sul campo di battaglia, diversi uomini armati delle Sdf sono stati uccisi o feriti giorni fa nella lotta contro i militanti sostenuti da Ankara nel nord-est di Aleppo. Il battaglione Thowar al-Shoyoukh, sostenuto dalla Turchia e affiliato all’esercito siriano libero, ha preso d’assalto le posizioni del Sdf ad al-Tokhar vicino alla città di Manbij, nel nord-est di Aleppo, riuscendo a prevalere. Un certo numero di combattenti delle Sdf sono stati uccisi e decine di altri sono rimasti feriti negli scontri o fatti prigionieri.

di Giovanni Sorbello

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