06 gennaio 2018

Giordania, arresti eccellenti per sospetto Golpe


Il re Abdullah non ha risparmiato tempo per arrestare sia i suoi fratelli che il cugino; il principe Faisal bin Hussein, il principe Ali bin Hussein e il principe Talal bin Muhammad, dopo che i servizi segreti giordani hanno avvertito il re di un tentativo di Golpe grazie a intercettazioni tra i fratelli, i cugini e i leader sauditi e degli Emirati; Mohammad bin Salman e Mohammed bin Zayed.

Il sorprendente arresto dei familiari del re giordano arriva mentre il Medio Oriente affronta un rinnovato movimento “rivoluzionario” in diversi Paesi. La causa di tutto ciò va ricercata nella belligeranza dell’Arabia Saudita nei confronti di alcuni Paesi della regione. L’alleanza di lunga data con il Qatar è stata apparentemente messa da parte nel momento in cui l’Arabia Saudita ha lanciato un blocco economico contro il Qatar, alleato di lungo corso. Molti accusano le manie e la follia del giovane principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, per queste discutibili e pericolose scelte in politica estera.

La Giordania ha avuto da sempre un’immagine di essere uno Stato neutrale, seppur fedele suddito degli Stati Uniti, all’interno di una regione incline al conflitto. Le discutibili posizioni dell’Arabia Saudita nei confronti degli alleati ha suscitato molte reazioni negative da parte di questi ultimi. La fiducia verso il regime saudita ha raggiunto i minimi storici e gli strateghi hanno accusato le azioni mal pianificate dell’Arabia Saudita verso la Turchia, l’Iran e l’Egitto. Le nazioni del Golfo Persico in particolare sono state molto critiche nei confronti di azioni spesso unilaterali dell’Arabia Saudita, ma che sono state costrette a rispettare.

Il Qatar, tra gli ex alleati ribelli, ha recentemente dichiarato di non essere contro l’Iran in molti aspetti e di aver cercato buoni legami commerciali con lo Stato confinante, ma a causa dell’influenza saudita non è stato permesso di perseguire tali rapporti.

Ritornando al presunto Golpe giordano, l’esercito di Amman ha sostenuto che i fratelli e il cugino si trovano agli arresti domiciliari, ma si è rifiutato di commentare ulteriormente la notizia.

di Giovanni Sorbello

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