09 maggio 2017

HA VINTO MACRON, MA GOVERNERANNO I REPUBBLICANI, CENTRODESTRA (MENO PROBABILE L'ESTREMA SINISTRA). TUTTI, MENO CHE LUI.



PARIGI - La sinistra francese, scrive il quotidiano "Le Monde", e' gia' scesa sul piede di guerra contro il neopresidente Macron: in diverse citta' in Francia sono scoppiati incidenti, ieri sera subito dopo l'annuncio della sua vittoria elettorale, tra simpatizzanti della sinistra e forze dell'ordine. Da parte sua il leader della sinistra Jean-Luc Melenchon, che al primo turno delle presidenziali è arrivato quarto con quasi il 20 per cento dei voti alla testa della coalizione "France insoumise" ("Francia non-sottomessa"), ha attaccato Macron definendolo come "il nuovo monarca presidenziale" ed il suo programma come "la guerra contro i diritti acquisiti", per di piu' intriso di "irresponsabilita' ecologica".

"Non siamo condannati a questo", ha dichiarato Melenchon: "Dopo il voto del rifiuto e della paura nei confronti del Front national di Marine Le Pen, e' ora il momento di una scelta positiva" ha detto facendo appello ai 7 milioni di elettori che lo hanno votato al primo turno presidenziale perche' "restino uniti" in vista delle elezioni parlamentari dell'11 e del 18 giugno prossimi.

Ma più di tutti, e' il Partito socialista quello che si trova maggiormente a mal partito dopo la vittoria di Macron alle presidenziali. Domani martedi' 9 maggio si riunira' l'ufficio politico del Ps per avviare la campagna in vista delle elezioni parlamentari dell'11 e 18 giugno prossimi; ma l'atmosfera e' tetra dopo la rotta subita al primo turno delle presidenziali il 23 aprile scorso in cui il candidato socialista Benoit Hamon ha ottenuto appena il 6 per cento. Per di piu' il Ps e' profondamente diviso: mentre il segretario nazionale Jean-Cristophe Cambadèlis vorrebbe trattare l'adesione del partito alla futura maggioranza parlamentare del neo presidente eletto, da un lato c'e' chi e' gia' passato armi e bagagli nel movimento "En Marche!" di Macron che di fatto ha imbarcato buona parte della nomenclatura socialista di Hollande e Valls e poi ci sono gli esponenti della sinistra socialista, come lo sconfitto Hamon, che sognano invece una "unione delle sinistre" in grado addirittura di conquistare la maggioranza assoluta all'Assemblea Nazionale, unendosi a Melechon. Cosa che rafforzerebbe non poco il fronte della sinistra post comunista portandolo vicino al 30% nazionale.

Sul fronte del centrodestra, invece, escluso per la prima volta nella storia dal secondo turno di ballottaggio delle elezioni presidenziali, i Repubblicani lavorano per la rivincita in occasione delle elezioni parlamentari dell'11 e del 18 giugno prossimi: dopodomani mercoledi' 10 l'ufficio politico del partito si riunira' per mettere a punto la strategia del "terzo turno" della maratona elettorale francese. L'obbiettivo, come ha dichiarato a caldo il senatore Lr Francois Baroin, e' di ottenere in coalizione con i centristi dell'Udi la maggioranza assoluta all'Assemblea Nazionale, privando cosi' il neo eletto presidente Emmanuel Macron di una propria base parlamentare e sottraendo all'estrema destra del Front national di Marine Le Pen l'ambito ruolo di principale forza di opposizione di destra. L'bbiettivo è certamente alla portata, secondo più sondaggi che danno i Repubblicani tra il 35 e il 45%.

"Una vittoria ampia ma fragile" titola il quotidiano cattolico "La Croix", che ricorda come una parte consistente del sostegno a Macron sia arrivato da elettori che non ne condividono affatto il programma ma hanno votato per lui solo per sventare la minaccia del Front national. "Non ci sara' nessuna luna di miele" per Macron, prevede anche il quotidiano comunista "L'Humanite'", che annuncia "una nuova lotta" in vista delle elezioni legislative di giugno: "Un appuntamento importante per mettere i bastoni fra le ruote" ad un presidente "eletto senza entusiasmo". All'appuntamento di giugno guarda anche "L'Opinion", secondo cui Macron dovra' cercare di sfruttare lo slancio per "costruirsi una vera e solida base parlamentare". "Vincere le presidenziali, alla fine per Macron sara' stato la cosa piu' facile", riassume "Le Journal de la Haute-Marne": "Riuscire ad avere un Parlamento che appoggi le sue politiche sara' molto piu' arduo per un uomo che si e' proclamato ne' di destra ne' di sinistra ma che per governare avra' bisogno di entrambe e dovra' accontentare entrambe". In pratica, una marionetta i cui fili saranno tirati di volta in volta dai partiti che formeranno il governo. 

Redazione Milano.




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