13 febbraio 2017

STAMPA TEDESCA: ''S'E' ACCESA LA SPIA D'ALLARME SULL'ITALIA. LA BCE FINIRA' DI COMPRARE TITOLI NEL 2017 E SARA' TEMPESTA''



BERLINO - "La spia di allarme si e' accesa una settimana fa: il premio di rischio sui titoli italiani ha superato la soglia simbolica dei 2 punti percentuali. Lo spread rispetto ai titoli decennali tedeschi non era cosi' alto da da piu' di tre anni".

"Si tratta di uno sviluppo preoccupante - scrive oggi in prima pagina il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung - perche' non e' stato innescato da un evento traumatico improvviso, ma pare dipendere da una generale sfiducia degli investitori".

"I premi di rischio sono un termometro affidabile per testare la tensione sul mercato, commenta l'economista milanese Giacomo Vaciago - cita il giornale -. Ci sono ragioni sufficienti per l'incertezza dei mercati finanziari dell'Europa lacerata: la diffusione del populismo e il rafforzamento degli avversari dell'euro, nella nuova era del disordine globale".

"Il nervosismo e' dunque una cattiva notizia per l'Italia. Il Paese, che ha il terzo debito pubblico piu' grande al mondo, deve rifinanziare debito pubblico per 413 miliardi di euro entro la fine dell'anno. L'aumento dei tassi d'interesse e' un brusco promemoria, per un Paese fortemente indebitato, riguardo l'esigenza di ridurre lo stock del debito - scrive il Sueddeutsche Zeitung - e lo ha ammesso il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, che da febbraio del 2014 si sforza di far coesistere una crescita estremamente debole a al monte del debito accumulato dal paese nel corso degli anni".

"Il problema - secondo il quotidiano tedesco - risiede nella falsa impressione di continuità fra il governo dell'ex premier Matteo Renzi, che aveva iniziato una incoraggiante opera riformatrice e quello di Paolo Gentiloni che gli e' succeduto dopo la bocciatura referendaria della riforma costituzionale, il 4 dicembre scorso". E da qui si capisce quanto Renzi fosse "apprezzato" dai vertici del potere tedesco e quindi fosse solo ipocrisia la sua presunta "battaglia" contro la Ue.

"A pesare sul giudizio degli investitori - prosegue il Sueddeutsche Zeitung - sono anche il perdurare dei gravi problemi che affliggono il settore bancario e lo spettro di possibili elezioni anticipate. L'agenzia di rating canadese Dbrs ha preso atto del clima declassando l'Italia. Gia' in autunno il commissario europeo Pierre Moscovici aveva chiesto a Padoan di ridurre il deficit fiscale dal 2,4 al 2,2 per cento: una correzione tutto sommato irrisoria, che pareva tesa piu' che altro a verificare la volonta' politica dell'Italia di tenere la barra dei conti generalmente puntata verso l'equilibrio di bilancio".

"Ma tale volonta' pare mancare - sottolinea il giornale tedesco - tanto che il rischio e' ora l'apertura di un procedimento contro l'Italia da parte di Bruxelles. Se questo avvenisse ci sarebbe sicuramente un aumento del sentimento anti-europeo, che in Italia e' dato da alcuni sondaggi al 46-48 per cento. Per altri versi, Padoan stesso ha messo in guardia da provvedimenti di quel genere, che danneggerebbero in modo permanente la reputazione del Paese sul mercato finanziario, causando un ulteriore aumento i tassi d'interesse".

"La Bce ha acquistato tra il 2015 e il 2017 un totale di 300 miliardi di titoli di debito pubblico italiano, consentendo al paese di risparmiare 45 miliardi di euro in minori costi di rifinanziamento che pero' non sono stati utilizzati per ridurre il debito. Lo scudo della Bce, pero' - avverte il Sueddeutsche Zeitung - potrebbe presto venire a mancare". E le immediate conseguenze saranno simili a una tempesta finanziaria non solo sull'Italia, ma su tutta l'eurozona. La Bce sta comprando in modo massiccio non solo i titoli di stato italiani, anche quelli spagnoli e portoghesi.

Redazione Milano.

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