04 febbraio 2017

L’ultima moda radical chic: gite turistiche agli orfanotrofi


L’organizzazione olandese Beter Care Network che collabora con l’Unicef, ha chiesto che venga aperta un’indagine su 19 agenzie turistiche che offrono ai clienti la possibilità di visitare orfanotrofi nei Paesi scelti per le loro vacanze. Questo fine settimana si svolge ad Utrecht, nei Paesi Bassi, una grande fiera annuale del turismo: pare che verranno presentati anche questi “speciali” pacchetti per i visitatori di alcune nazioni, fra cui Nepal e Cambogia, dove stanno aumentando le case di accoglienza per bimbi senza genitori.

«Prima di tutto – ha dichiarato al quotidiano olandese Ad, Lotte Ghielen, portavoce di Beter Care – non si tratta soltanto di orfani, in quanto sembra che l’80% abbia ancora almeno un genitore in vita anche se spesso non può provvedere al manteni- mento del proprio figlio. In secondo luogo sorge il dubbio che il denaro richiesto per la visita finisca nelle mani degli operatori turistici. Ma non per aiutare queste strutture, a volte tenute in pessime condizioni proprio per suscitare maggior pietà; e quindi donazioni più generose». Ai bimbi – continua – si «chiede persino di cantare per i visitatori e di regalare loro dei disegni».


Immediata è stata la reazione del direttore di uno di questi orfanotrofi a Pahsanten (Bali), Theo Mariano: «Non ci vedo nulla di male se i turisti vengono a visitarci e, a maggior ragione, se ci fanno un’offerta. E neppure se i nostri bambini cantano una canzone per loro. Oltre tutto la nostra situazione finanziaria è controllata da una società olandese».

Nel frattempo anche altri istituti hanno reagito alla domanda di eliminare dai programmi di alcune agenzie di viaggi una visita nei loro orfanotrofi, asserendo che in questo modo si sta solo conducendo una campagna negativa proprio nei confronti di ricoveri che, al contrario, avrebbero un gran bisogno di aiuti. La situazione rimane delicata ma una cosa è certa, come sottolineano alcuni media olandesi: inserire questo tipo di «gita turistica» in un pacchetto vacanza è piuttosto “strano” in un mondo dove tutto, anche la solidarietà umana, si sta trasformando in un business.

Fonte: Avvenire
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