06 febbraio 2017

LE VIETANO DI ALLATTARE AL SENO IN PUBBLICO: FLASH MOB ALLE POSTE DI BIELLA


Mamme che allattano orgogliosamente al seno, unitevi! L’invito è quello di partecipare al Flash Mob che avrà luogo domani, a partire dalle 11.30, alle Poste Italiane di Biella per sostenere Francesca Castelli e ricordare a tutti che l’allattamento al seno non è un un atto sconveniente, ma un gesto naturale e amorevole.

Francesca, infatti, è la mamma che è stata invitata in quello stesso ufficio a mettersi dietro ad un cartellone per nascondersi mentre allattava.

Ecco la sua testimonianza:

“Entro nell’ufficio postale per un paio di commissioni, aspetto il mio turno, e mentre sono allo sportello mio figlio (neonato, compie oggi 3 mesi!) si sveglia ed inizia a lamentarsi. Pago e mi metto in un angolo, a six dell’entrata, per sfamarlo (allatto..). Come spesso accade…nel mentre si sporca…al che chiedo per cortesia di indicarmi il bagno, la signora allo sportello va dietro e chiama la direttrice, la quale mi dice che non ci sono posti per noi, neanche “dietro”, che non è un bar e che non posso cambiarlo in mezzo ai clienti (mi chiede anche se avrei mai fatto la stessa richiesta in banca, ovviamente le rispondo prontamente di sì, certo!), alla fine siccome ero visibilmente scocciata dalla risposta e non mollavo…mi invita a mettermi dietro ad un cartellone. Fin qui va beh…l’avrei cambiato e me ne sarei uscita… Peccato che sia arrivato il direttore a rincarare e sparare assurdità per farmi sentire totalmente fuori luogo: mi accusa di aver fatto una richiesta assurda e che loro hanno anche l’obbligo di far mettere museruole ai cani e non possono far appoggiare alle persone anziane/bisognose il bastone al bancone perchè multabili, e che se mi avessero fatto appoggiare ad una scrivania era una multa di 1700€ per uso improprio. Io scioccata già per queste affermazioni e paragoni… avevo chiesto semplicemente un bagno o un tavolo per poterlo cambiare, neanche un fasciatoio voglio dire, ho già tutto dietro…2 minuti e sarebbe finita lì…potevano anche assistermi se avevano paura che rubassi raccomandate!! Non contento poi rincara la dose dicendomi che è VIETATO allattare al seno che si può solo col biberon. Non potevo crederci…un direttore che dice queste parole??!!!! Alla richiesta di mostrarmi la legge ovviamente è andato negli uffici dietro agli sportelli e non s’è più fatto vedere, ha negato anche di farmi dire il nome”.

In effetti, non esiste assolutamente nessuna legge che vieti l’allattamento al seno, che, anzi, andrebbe incentivato in ogni modo, visti i benefici che porta al bambino.



Numerose le iniziative di solidarietà nei confronti di questa giovane mamma. Come quella del sindaco di Pontederano Elena Chiorino, che si è recata negli uffici postali del comune per chiedere che venissero appesi in un luogo visibile manifesti pro allattamento in pubblico.

Sulla vicenda è intervenuta anche il ministro Madia, che su Twitter ha scritto:




In alcun luogo dovrebbe essere vietato #allattamento. Subito direttiva per tutta la #PA 






E intanto, al racconto su Facebook, si unisce l’idea di un flash mob nell’ufficio postale biellese, per ricordare che l’allattamento al seno non è una vergogna. Ma un gesto d’amore consigliato anche dall’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità.

“Troppo spesso, nel silenzio dell’opinione pubblica e nonostante l’apparente evoluzione culturale nella quale ci dovremmo trovare, accade che a molte di noi viene chiesto in malo-modo di andare ad allattare altrove o di coprirci durante questo atto naturale. Ci piacerebbe, invece, che le persone tornassero a vedere questo gesto materno non come un’oscenità ma semplicemente come nutrizione naturale, anche se al seno e se avviene in un parco o in un hotel o altri luoghi del genere”, sostenevano le mamme italiane che lo scorso Novembre avevano lanciato la petizione “Allattamento è… ovunque lo desideri”.

Clicca qui per firmare la petizione.

Purtroppo, nonostante le oltre 30mila firme raccolte, questa storia ci dimostra che non abbiamo ancora imparato a spostare l’attenzione dalle ‘tette’ al bambino che esse nutrono.

Fonte: GreenMe
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