21 febbraio 2017

LA STAMPA FRANCESE SCHIANTA IL JOBS ACT DI RENZI: ''HA INTRODOTTO I CONTRATTI-STAGE PER I GIOVANI, LI USANO GLI OVER 45''



PARIGI - Se in Italia trovare lavoro fisso e' molto difficile, non e' cosi' per i contratti da stagista il cui numero e' letteralmente esploso: e' questo l'aspetto degli ultimi dati sul mercato del lavoro italiano diffusi dal ministero del Lavoro che il quotidiano economico francese Les Echos sottolinea in una analisi del suo corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, che da' il titolo alla rubrica di prima pagina "Succede in Europa".

"I nuovi contratti di stagisti nel 2016 sono stati 143 mila contro i 114 mila del 2015 e gli appena 63 mila nel 2012: un aumento del 116 per cento. I dati del ministero del Lavoro offrono una fotografia interessante per non dire preoccupante, del mercato del lavoro italiano, - scrive Les Echos - o piuttosto della sua assenza".

"Il 44 per cento degli stagisti hanno dai 15 ai 34 anni, un'eta' in cui le persone dovrebbero gia' avere un impiego stabile; i minori di 24 anni, che sono i primi destinatari di questo istituto contrattuale introdotto dalla riforma renziana detta Jobs Act, sono solo il 41,2 per cento del totale. Ma la vera sorpresa risiede nel fatto che ben il 14,4 per cento degli stagisti ha piu' di 45 anni, una vera assurdità"

"Per Maurizio del Conte, presidente dell'Associazione Nazionale del Lavoro (Anpal) - sentito da Les Echos -quest'ultimo dato dimostra che lo stage, invece di essere il primo contatto dei giovani con il mondo del lavoro, si e' sostituito alle vere forme contrattuali".

Ed è una vera distorsione del mercato del lavoro in Italia avvenuta per colpa di una riforma lacunosa e dilettantesca, che non ha preso in considerazione l'utilizzo distorto di questo genere di "rapporto" col mondo dell'impresa. O forse, sì, che sarebbe perfino peggio. 

"Lo stagista tipo non e' quindi lo studente alla ricerca di una prima esperienza professionale - sottolinea l'articolo di Les Echos - ma il disoccupato che attraverso lo stage tenta di trovare un posto di lavoro".

"Il presidente dell'Anpal tuttavia - precisa Olivier Tosseri, autore dell'analisi - non vuole demonizzare una realta' che permette a molti di entrare comunque nel mercato del lavoro. Invece di irrigidire le regole di accesso al sistema degli stage suggerisce semmai di rendere piu' rigorosi i controlli per evitare ad esempio abusi come il cumulo dei contratti di stage o la loro riproposizione anno dopo anno che per il lavoratore non portano mai ad un vero contratto, come spesso accade".

"L'Italia - conclude il giornalista francese Olivier Tosseri - detiene il triste primato europeo dei Neet (Not in Education, Employment or Training): ben il 26 per cento dei suoi giovani dai 15 ai 29 anni, cioe' oltre 2 milioni, hanno ormai rinunciato a proseguire gli studi ed a cercarsi un lavoro o persino semplicemente uno stage". La riforma voluta a tutti i costi da Renzi presidente del Consiglio non ha neppure sfiorato l'enorme problema della disoccupazione giovanile in Italia che anzi, è aumentata. Soprattutto la giovanile, quindi, proprio quella che avrebbe dovuto "beneficiare" dei contratti-stage introdotti dal Jobs Act.

Redazione Milano.
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