17 febbraio 2017

INCHIESTA / ECCO I VERI DATI DI PIL E DISOCCUPAZIONE DEI PAESI DELL'EURO A CONFRONTO CON QUELLI EUROPEI SENZA EURO


I media di regime continuano a propagandare il mito che “fuori dall’euro c’è solo miseria, povertà disoccupazione”, unito al mantra che il Regno Unito sta collassando. Il tutto per farci digerire l’indigeribile, ovvero un rapporto di cambi fissi mascherato da moneta unica, nato male e prossimo a finire peggio.

Abbiamo quindi voluto fare un raffronto su numeri reali, per capire se effettivamente l’euro sia la “fonte di eterna gioia” o se invece sia solo l’inferno in terra. Abbiamo preso i dati di crescita di pil e disoccupazione dell’area del rapporto di cambi fissi chiamato euro e li abbiamo confrontati con quelli di altre nazioni del continente europeo che non ne fanno parte.

Nazione
Crescita PIL 2016
Disoccupazione 2016
Zona Euro
1,7%
9,6%
Ungheria
1,6%
4,4%
Svezia
2,8%
7,3%
Repubblica Ceca
1,7%
5,3%
Bulgaria
3,4%
8%
Polonia
2,7%
9,6%
Regno Unito
2,2%
4,8%
Islanda
4,7%
2,9%



Come possiamo vedere, le nazioni fuori dal rapporto di cambi fissi chiamato euro hanno ALMENO uno dei due parametri migliori della zona euro, e nella maggior parte dei casi entrambi. In particolare tutte le nazioni esterne hanno un tasso di disoccupazione decisamente più basso (Polonia a parte) di quello presente nell’area della finta moneta unica. Questa è la prova provata che il “sistema” non funziona.

Che l’euro, in quanto rapporto di cambi fissi tra aree economiche non omogenee porti solo disoccupazione e bassa crescita nella maggior parte dei suoi territori è dimostrato da questa seconda tabella

Nazione
Crescita PIL 2016
Disoccupazione 2016
Austria
1,8%
10,6%
Paesi Bassi
2,3%
5,3%
Finlandia
0,2%
7,9%
Germania
1,2%
3,9%
Francia
1,11%
10%
Belgio
1,1%
7,6%
Italia
1,1%
12%
Portogallo
1,9%
10,5%
Spagna
3%
18,63%
Grecia
0,3%
23%


Dove emerge chiaramente come solo i paesi storicamente legati alla Germania per le proprie economie, presentano un tasso di disoccupazione sotto il 10%, mentre per quelli dell’area mediterranea, Francia compresa, il valore sia drammaticamente a doppia cifra, unito ad una crescita asfittica.

Per puro gusto della provocazione, sappiate che il Burkina Faso ha un pil cresciuto del 5,6% nel 2016 e una disoccupazione al 6,6%!

Appare del tutto evidente come la realtà dia pienamente ragione alla teoria economica secondo la quale un rapporto di cambi fissi tra aree a diverso andamento economico, generi forte disoccupazione in quelle più deboli e, nel complesso, una crescita economica al di sotto della media delle nazioni che non sono soggette a tali vincoli.

Perché continuiamo a dire che l’euro è un regime di cambi fissi e non una moneta unica? Perché per avere una moneta unica VERA, sarebbero necessari trasferimenti perequativi tra le zone avvantaggiate e quelle svantaggiate, un unico debito pubblico complessivo e una politica economico-fiscale unica. La zona euro non ha nessuno di questi tre aspetti, quindi NON siamo in presenza di una moneta unica.

Il punto è che tutte le unioni monetarie tra are non omogenee sono miseramente falliti, e nella storia esistono parecchi esempi al riguardo, per cui si sapeva fin dall’inizio che il sistema non avrebbe funzionato.

Buon senso vorrebbe che si ponesse fine a questo folle esperimento in modo ordinato, ma vista la protervia e l’arroganza dei burocrati della ue, potete star certi che il sistema imploderà in modo assolutamente caotico.

Luca Campolongo

Fonti




https://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/2013_11_18/Non-esistono-unioni-monetarie-irreversibili/

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