10 gennaio 2017

L’accordo con ALDE è morto! Si sono fatti mandare affa perfino da loro!


Pubblicato 9 gennaio 2017 - 18.29 - Da Claudio Messora

Guy Verhofstadt, ha annunciato la rinuncia all’alleanza con il M5S.

“Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa” ha dichiarato l’ex premier belga aggiungendo che “non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde”. “Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave“.

La capodelegazione dell’Alde Marielle de Sarnez ha detto: “Molti di noi non possono concepire che un gruppo che ha sempre fatto della coerenza europeista la sua bandiera possa fare una scelta come quella di accogliere il movimento politico di Beppe Grillo”.

Lo dicono “loro”. Il Movimento 5 Stelle se lo è fatto dire da loro, dagli euro-fanatici più liberisti del Parlamento Europeo, che sono “troppo diversi”. E soprattutto, adesso, chi pagherà il prezzo politico di questa grandissima, epocale, figura di palta? E chi pagherà per i rapporti irrimediabilmente rovinati, all’interno del gruppo EFDD, con Nigel Farage?


Qui, in esclusiva, il manifesto dell’accordo su cui David Borrelli, secondo il Corriere, ha lavorato con l’Alde di Mario Monti, che porta la data del 4 gennaio.
Qui, in esclusiva, il testo dei 21 punti del pre-accordo, che prevedevano addirittura un comunicato stampa riparatore rispetto al giudizio precedente su Verhofstadt del Movimento 5 Stelle.

Ecco i 21 punti concreti dell’accordo Alde – M5S, trascritti e tradotti per voi a partire dai leaks trapelati da fonti interne all’Alde. E’ un accordo “Borrelli piglia tutto“, dove l’europarlamentare autore della trattativa si vede assegnata la vicepresidenza del gruppo e la guida del gruppo di lavoro sulla democrazia direttra, che blinda gli emendamenti M5S che dovranno essere approvati dal gruppo, che richiede il sostegno M5S alla Presidenza del Parlamento Europeo del Presidente dell’Alde, Guy Verhofstadt, e che – udite udite – impone al Movimento 5 Stelle di fare una dichiarazione pubblica a favore di Guy Verhofstadt (che era stato dipinto come “imprensentabile” da Beppe Grillo), quando lo stesso gliela richiederà, al momento più opportuno. Un vero e proprio scambio in stile vecchia repubblica. Cose che speravamo di vedere morte e sepolte.

Infine, una domanda per tutti: è da ritenersi valida una votazione online che non mette a disposizione questi documenti (il manifesto, disponibile dal 4 gennaio, e questi 21 punti, disponibili dal 6 gennaio) perché tutti, prima di votare, possano leggerli?

Clicca sulle singole immagini per aprirle

 




Brussels, 6 giugno 2017
Accordo tra la leadership del gruppo ALDE e il Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo
Il gruppo Alde sarà composto di membri aderenti a 3 partiti differenti: Alde, EDP, DDM (Direct Democracy Movement, oggi largamente identificato con l’appartenenza al M5S);
Alla Presidenza dell’Alde ci saranno tre vice-presidenti: Sophie in’t Veld, David Borrelli e Marielle de Sarnez, rispettivamente rappresentanti dei tre componenti del gruppo (ALDE, DDM e EDP). Nell’assenza di un leader del gruppo, i vice-presidenti esecutivi possono rappresentare il Gruppo nella Conferenza dei Presidenti, in accordo con il leader del gruppo;
Verrà creato un “Direct Democracy Working Group” (gruppo di lavoro sulla democrazia diretta) all’interno del gruppo Alde al Parlamento Europeo, guidato da David Borrelli. DDM e M5S potranno usare un template di loro proprietà in combinazione con il logo dell’Alde. Questo sarà il secondo specifico gruppo di lavoro creato nel gruppo accanto a quello guidato da Izaskun Bilbao;
È stato anche concordato che se Guy Verhofstadt riuscirà ad ottenere la presidenza del Parlamento Europeo, il DDM (largamente identificato dal M5S) sosterrà il candidato ALDE per la guida del guppo. DDM e M5S sosterrano anche la candidatura dell’ALDE per la vice-presidenza del Parlamento.
In accordo con la analisi di voto, siamo il più lontano possibile su ECON, AGRI, ITRE, REGI e CULT (ndr: sono i nomi con cui si chiamano le rispettive commissioni al Parlamento Europeo) e molto vicini in TRAN, IMCO, INTA, PECH, LIBE e ENVI).
Il voto in assemblea plenaria sarà definito in riunioni comuni. Se le delegazioni vorranno divergere dalla linea del gruppo, possono annunciarlo all’interno delle riunioni. I membri delle commissioni decidono per il comportamento sul voto nelle commissioni.
Gli emendamenti per la plenaria possono solo essere ammessi dopo approvazione nel gruppo di lavoro o nel gruppo al completo. Per garantire un’integrazione fluida nel gruppo ALDE, una procedura temporanea e speciale (valida fino al 31/12/2017) per incardinare gli emendamenti da parte del M5S sarà elaborata dalla Presidenza del gruppo e approvata dall’ufficio e dal gruppo.
I tempi di parola andranno al MEP (europarlamentare) più coinvolto nel dibattito. Non saranno, ad esempio, allocati per delegazione.
I gruppi delle commissioni eleggono i loro coordinatori tra tutti i membri, e il Bureau conferma la scelta per assicurare una rappresentatività equa.
In principio, i criteri di scelta dei membri per le commissioni dovrebbero assicurare solo un membro principale e un sostituto per ogni delegazione. Ci si sforzerà di venire incontro alle priorità di tutti i membri.
Se e quando la sede sarà trasferita dal piano assegnato all’EFDD all’ALDE, questi saranno a loro disposizione. Questo non influenzerà il piano originario assegnato all’ALDE. Il M5S assumerà anche staff aggiuntivo utilizzando i loro fondi individuali 400.
Sarà creato un Segretario Generale aggiuntivo. Per questa posizione, un membro dello staff dal loro piano (CA) sarà trasferito all’ALDE (TA) appena possibile, seguendo le procedure ufficiali.
Lo staff del M5S sarà integrato nelle funzioni del Gruppo secondo le regole esistenti del gruppo ALDE.
Circa le finanze, l’anno di budget 2017 sarà gradualmente frazionato. Per quanto riguarda l’anno di budget 2018, invece, ci sarà una piena integrazione (vedere nota separata(
I comunicati stampa del gruppo rifletteranno le posizioni condivise del Gruppo. Le delegazioni potranno fare comunicati stampa a livello di delegazione.
La vocazione del gruppo e di livello Europeo, e quindi le delegazioni nazionali devono frenarsi dal portare i problemi nazionali a livello europeo.
La scadenza per questo nuovo accordo è l’11 gennaio 2017 alle ore 18:00 (la scadenza ultima per il calcolo delle dimensioni del gruppo).
Un comunicato stampa congiunto per il lancio dovrà includere una descrizione chiara (vedere manifesto separato).
Ci sarà un momento di riconsiderazione nel dicembre 2017, e ancora nel dicembre 2018, con attenzione alle elezioni UE del maggio 2019, quando il gruppo Alde presenterà se stesso come un singolo gruppo integrto, nel rispetto delle identità dei suoi componenti.
Una dichiarazione del Movimento 5 Stelle a favore di Guy Verhofstadt in qualità di candidato per la Presidenza del Parlamento Europeo potrà essere fatta a sua richiesta al momento appropriato.
Se attraverso DDM un altro europarlamentare volesse aggiungersi all’ALDE, ad essi si applicheranno le stesse regole contenute in questo accordo.

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