08 dicembre 2016

Il link tra Panama Papers e Isis


- di Mattia Carnieletto per Gli Occhi Della Guerra

La strage di Nizza del 14 luglio scorso ha rappresentato un cambio di strategia da parte dello Stato islamico. Proprio ieri l’Europol, l’agenzia europea di contrasto al crimine, ha lanciato un nuovo allarme: “L’Isis sta perdendo sul campo di battaglia in Iraq e Siria e la sua unica possibilità ora è eseguire contrattacchi in Europa. Dobbiamo aspettarci nuovi attacchi terroristici”. L’agenzia ha poi spiegato che i terroristi potrebbero ricorrere a “lupi solitari che colpiscono nel mucchio”, ovvero – secondo le ipotesi più probabili – con autobombe. Un po’ come succede in Medio Oriente, in particolare in Iraq, dove esercito regolare e peshmerga hanno imparato a conoscere i mezzi alla “Mad Max” dello Stato islamico.

Come scrive sull’Huffington Post Maria Antonietta Calabrò, gli obiettivi nel mirino dei terroristi sono “i cosiddetti ‘soft target’, luoghi affollati dove mietere il maggior numero di vittime, come è avvenuto a partire dall’attacco al Teatro Bataclan (Parigi, novembre 2015) o sul lungomare di Nizza (14 luglio 2016)”.

La novità, come sottolinea l’Huffington, è che l’allarme è stato lanciato dopo che si sono concluse le indagini finanziarie sui Panama Papers, questo il nome del fascicolo di 11.5 milioni di documenti riservati creato da Mossack Fonseca, uno studio legale panamense, riguardanti società e individui che, chi in un modo e chi in un altro, hanno cercato di evadere il fisco o riciclare denaro. Secondo le informazioni raccolte dall’Europol, nei documenti di Mosseck Fonseca ci sarebbero centinaia di nominativi sotto indagine nel progetto Hydra, elaborato dalla stessa agenzia per contrastare le diverse forme di finanziamento dello Stato islamico. Come ha spiegato il capo dell’intelligence finanziaria dell’Europol, Simon Riondet: “Il fatto è che oggi noi possiamo collegare le compagnie rivelate dai Panama Papers non solo con i crimini economici quali il riciclaggio, ma anche con il terrorismo, i gruppi criminali organizzati russi, il traffico di droga, il traffico di esseri umani”.

Un dato, questo, che secondo l’agenzia dimostrerebbe come i terroristi dello Stato islamico stiano sempre più ricorrendo alla criminalità organizzata per finanziarsi.

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