21 dicembre 2016

Gaystapo internazionale: ora è effettiva, l’ONU approva


Alla fine l’Onu ha deciso di confermare l’istituzione della Gaystapo internazionale.

Il totalitarismo LGBT ha prevalso grazie all’aiuto dell’Occidente, che col suo potere ha schiacciato la libertà del Sud del mondo.

Ricordiamo in breve che recentemente le Nazioni Unite hanno deciso di istituire, per la prima volta in assoluto, un esperto “indipendente” che vigili, a livello universale, sul rispetto dei “diritti” delle comunità LGBT. Ad essere designato è stato il thailandese Vitit Muntarbhorn, che ha iniziato ad operare il mese scorso ed il cui mandato durerà tre anni.

In pratica, con la scusa della lotta alle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale e di genere, è stata creata la Gaystapo internazionale che, a nome dell’ONU, ha il compito di reprimere ogni dissenso verso il totalitarismo arcobaleno e l’ideologia omosessualista.

Certamente, come abbiamo già detto, è ripugnante l’idea che qualcuno possa finire in carcere, essere torturato e addirittura ucciso per il solo fatto di essere omosessuale o trans. Nei Paesi in cui ciò avviene è giusto intervenire. Ma le violazioni dei diritti umani riguardano tante altre categorie di persone. E sappiamo bene che il vero intento delle Nazioni Unite e di quanti le controllano non è salvare la vita agli LGBT, ma imporre l’ideologia omosessualista a tutto il mondo, senza rispettare le tradizioni delle singole Nazioni.


Ebbene, oggi l’Assemblea plenaria del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu ha bocciato un emendamento presentato da oltre cinquanta Stati africani che chiedevano di definire più precisamente (e limitare) i poteri e l’attività di questo presunto “esperto”.

Purtroppo l’emendamento è stato respinto da 84 voti contro 77 (le astensioni sono state 16).

Stati Uniti ed Unione Europea hanno esercitato una forte azione di lobby per convincere la maggioranza degli Stati membri a rigettare la proposta africana.

Il Burkina Faso, a nome dei Paesi africani firmatari dell’emendamento, ha sostenuto che non vi è alcuna base giuridica che giustifichi il mandato di questo “tutore” dei “diritti” LGBT. Ma tant’è… l’ideologia ha prevalso.

Unico aspetto positivo: Croazia, Ungheria e Polonia hanno chiesto ed ottenuto di non subire indebiti interventi riguardo alla loro legislazione in tema di famiglia e matrimonio. Gaystapo o no, la famiglia ed il matrimonio sono solo quelli tra uomo e donna.

Ma stiamo pronti: ci sarà da combattere eroicamente per preservare e difendere queste verità elementari.

Redazione


Tratto: ProLife News
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