16 dicembre 2016

Dure accuse della Russia: gli USA hanno favorito la nuova offensiva dell’ISIS a Palmira in Siria


- di Luciano Lago per Controinformazione

Il comando USA ha consentito il trasferimento di 9.000 miliziani dell’ISIS da Mosul (Iraq) verso l’Est della Siria per attaccare Palmira e controbilanciare le vittorie delle forze siriane ad Aleppo. La zona di Mosul si trova sotto il controllo delle forze aeree e terrestri della coalizione diretta dagli USA: nessun movimento di truppe dell’ISIS (in zona desertica) avrebbe potuto sfuggire agli aerei USA. Sempre più evidente la complicità di USA con i miliziani dell’ISIS. Si dimostra quello che sosteniamo da tempo: l’ISIS è l’esercito mercenario degli USA, utile per tutti gli usi.

Lunedì scorso, il ministro degli Esteri russo, Serguei Lavrov, ha dichiarato che l’ultimo attacco dell’ISIS contro Palmira è stata “apparentemente” lanciato da Mosul, in Iraq, dai “territori pattugliati dagli aerei della coalizione diretta dagli USA”.

Lo stesso Lavrov ha aggiunto che l’ultimo attacco è stato orchestrato per dare respiro ai terroristi che si trovano attrincerati nell’Est di Aleppo. Questa azione, tuttavia, non ha dato risultato visto che non ha ottenuto di impedire la concreta liberazione della città.
Lavrov ha indicato che gli USA hanno mantenuto una “torbida politica” verso i terroristi in Siria, dall’inizio del conflitto fino ad ora, da circa sei anni, nell’attaccare l’ISIS ma nell’evitare un conflitto con gli altri gruppi.

“Ci sono ragioni significative per credere che il Fronte al Nusra viene ad essere protetto come forza di combattimento più efficace che si oppone alle forze governative sul terreno, con la finalità che questa sia utilizzata per rovesciare il legittimo governo siriano quando arrivi il momento”, ha aggiunto.


Mappa Siria-Iraq

Da parte sua, il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, crede che l’atteggiamento negativo di Washington a cooperare con la Russia nella lotta contro il terrorismo è uno dei fattori che hanno provocato le recenti offensive dell’ISIS in Siria. Peskov ha detto che, il fatto che l’ISIS abbia preso di nuovo Palmira, costituisce un affronto a tutta l’umanità civilizzata.


Peskov ha fatto allusione alla ritirata di una parte dei terroristi dall’ISIS dal territorio dell’Iraq prima di concludere che molti di loro avevano già abbandonato tale paese.
Al principio di Ottobre una fonte militare russa ha riferito alla RIA Novosti che gli USA si erano accordati con l’Arabia Saudita per trasferire un certo numero di terroristi dell’ISIS da Mosul per attaccare le città nel centro della Siria.
“Più di 9.000 miliziani dell’ISIS sono stati trasferiti da Mosul alle regioni dell’Est della Siria per lanciare una grande offensiva che ha lo scopo di attaccare le città di Palmira e Deir Ezzor”, ha riferito l’agenzia in quel momento.

Queste denunce sono apparse veritiere e sono state confermate dall’offensiva dell’ISIS contro Palmira. Tale offensiva lanciata dall’ISIS cerca anche di elevare il morale dei gruppi terroristi dopo le loro continue sconfitte in Aleppo, nel Guta Orientale e nel Guta Occidentale.

I russi hanno ormai compreso il doppio gioco del Dipartimento di Stato USA e hanno implicitamente riconosciuto di aver commesso degli errori nell’aver accettato alcune tregue, apparentemente stabilite per motivi umanitari, ma che in realtà sono servite ai gruppi terroristi per riorganizzarsi e per essere riforniti di armi e munizioni. A seguito di informazioni ricevute da fonti attendibili, il comando militare russo sembra certo che abbia richiesto al Presidente Valdimir Putin di non addivenire più ad alcun accordo di tregua con gli USA che sono di fatto i patrocinatori di tutti i gruppi terroristi che operano in Siria ed in Iraq e che hanno loro elementi dell’intelligence (CIA) infiltrati tra questi gruppi per meglio coordinarli e dirigerli.

Si deduce che l’Amministrazione Obama voglia cercare di modificare la situazione sul terreno in Siria prima che che a Washington si verifichi il cambio della guardia, con l’assunzione dell’incarico del nuovo presidente donald Trump. Non è escluso che, prima di allora, sia in preparazione un attacco contro le forze russe e siriane in modo da realizzare una situazione di fatto che faccia ereditare alla nuova Amministrazione un conflitto in corso con la Russia e con la Siria.

Si sapeva che questo è l’obiettivo dichiarato dei gruppi neocons che dirigono le scelte di politica estera degli USA e che vogliono mantenere Trump sotto il loro controllo. Un gioco che potrebbe rivelarsi molto pericoloso.



Riferimenti: Al Manar
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