16 dicembre 2016

Dopo cinque anni, Aleppo festeggia la liberazione a opera dell’Esercito Siriano e dei suoi alleati


Per buona parte della serata e della notte le strade di Aleppo, specialmente quelle dei quartieri rimasti per questi ultimi anni sotto la protezione delle forze governative (ma assolutamente non soltanto questi) si sono riempite di folla esultante e festante che celebrava la vittoria delle truppe siriane e dei loro ausiliari ed alleati contro la coalizione takfira che per oltre quattro anni ha occupato dapprima la quasi totalità della metropoli e poi, via via, attraverso un lento, durissimo, faticoso processo di riconquista è stata finalmente estromessa dall’area urbana principale.

Considerevoli forze della coalizione estremista Jaysh Fateh, di Al-Nusra, di Ahrar Sham e dell’FSA stazionano ancora fuori città, nell’area degli agglomerati-satellite come Rashideen 4 e 5, Khan Touman e molti altri, ma, finalmente Aleppo può considerarsi liberata.

L’unica cosa “negativa” avvenuta sul fronte di Aleppo negli ultimi dodici mesi è stata il ripiegamento dalle posizioni liberate fin quasi a ridosso dell’Autostrada M5 per Idlib, che tra novembre e dicembre scorso erano state raggiunte da una trionfale avanzata; queste sono state cedute nel corso di diverse offensive di Jaysh Fateh che miravano ad “aprire” un corridoio per la parte orientale di Aleppo, roccaforte takfira, che minacciava (come poi in effetti è successo) di venire prima circondata e poi stritolata dall’assedio governativo.

Ma è chiaro a chiunque mastichi di storia e tattica militare che si è trattato di un semplice cedere “spazio per tempo”, secondo i migliori canoni della Difesa Elastica alla Ludendorff, in maniera da sacrificare un guadagno secondario per assicurarsi un premio duraturo come la liberazione della città.

Del resto se Jaysh Fateh avesse lanciato tutte le forze che ha speso per andare dall’Autostrada M-5 fin quasi al quartiere di Ramouseh contro un fianco Ovest di Aleppo non esteso quanto quello creato dalle avanzate dell’autunno 2015, la possibilità della creazione di un corridoio transitabile e della fuga di migliaia di terroristi armati dalle magli dell’assedio siriano sarebbe stata molto più plausibile.

Da Aleppo si sganceranno alcune unità temibili e addestratissime: il grosso della “Forza Tigre”, la Brigata “Falchi del Deserto”, unità speciali di Hezbollah, la tenace milizia palestinese “Liwaa Al-Quds” (Brigata Gerusalemme), unità di Sciiti irakeni “Al-Nujaba” e i militanti armati dell’SSNP inquadrati nella milizia “Nusur al-Zawbaa”.

Mentre territoriali e miliziani popolari manterranno la pace nella città e nei suoi dintorni, altre battaglie attendono le formazioni più efficienti e professionali, forse a partire proprio dalla vicina cittadina-satellite di Khan Touman.

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