26 novembre 2016

L’Europa che paragona la Russia all’Isis


Sulla falsariga dei regimi autoritari, anche l’Europa organizza la sua (contro?) propaganda che avrà un piano e una task force finanziata con soldi pubblici.

Sulla falsariga dei regimi autoritari, anche l’Europa organizza la sua (contro?) propaganda che avrà un piano e una task force finanziata con soldi pubblici. E lo fa con un rapporto “sulla comunicazione strategica dell’UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi” in discussione al Parlamento europeo per l’approvazione finale. 

In questo rapporto si accosta impropriamente la Russia all’Isis: si confonde il doveroso dialogo con un protagonista indiscusso della scena internazionale con il terrorismo islamico che semina terrore in Siria, nel nord dell’Iraq e in Europa. È vergognosa questa manipolazione interessata e mistificatrice della realtà.

Il pretesto per fare l’apologia dell’Europa è la cosiddetta propaganda russa che avrebbe l’obiettivo – si legge nel rapporto – “di seminare il dubbio, dividere gli Stati membri, paralizzare il processo decisionale, screditare le istituzioni dell’UE ed (…) erodere le argomentazioni europee basate sui valori democratici, sui diritti umani e lo Stato di diritto”.
Non è colpa della Russia se è crollata la fiducia in questa Europa e nei loro incapaci dirigenti.
I diritti dei cittadini vengono negati da tagli a sanità e pensioni imposti dall’austerity europea e non da troll russi! Queste politiche sbagliate stanno portando l’Europa all’autodistruzione e adesso gli eurocrati sperano di illudere i cittadini con una propaganda spacciata da legittima difesa. Ma questi trucchetti non funzionano più.

Vi ricordate la fiala di antrace mostrata da Colin Powell all’Onu? Era stato il pretesto (poi rivelatosi falso) per giustificare la guerra in Iraq.
Ebbene, adesso la Russia è il nuovo pretesto per fare il lavaggio al cervello ai cittadini europei che sono critici verso questa Europa. Con questa scusa si vuole “fornire sostegno diretto agli organi di stampa indipendenti”, che quindi cesseranno di essere tali, e “allestire una task force di comunicazione strategica dell’UE trasformandola in una unità a pieno titolo”.
Quello che si chiama “sostegno alla stampa indipendente” è in realtà una ingerenza per censurare le notizie scomode.
L’Europa vuole giornalisti al soldo della politica. Copia l’Italia che però – va ricordato – è al 73esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa.

Al Parlamento europeo il Movimento 5 Stelle vota no a questo rapporto perché alza muri e diffidenze, anziché favorire il dialogo e la stabilità.
È arrivato il momento di ricucire le relazioni con la Russia chiarendo le reciproche priorità geopolitiche e favorendo cooperazione e mutuo rispetto e non una seconda ‘guerra fredda’ che molti vorrebbero.

Ecco il link al risultato finale del voto del Parlamento europeo.

Posta un commento

Facebook Seguimi