22 ottobre 2016

Guerra civile in Francia? Non ancora, ma la miccia è già accesa (VIDEO)




No, la Francia non sta cadendo, in queste ore, in una “guerra civile”, come ha scritto qualcuno. Per il futuro, però, non possiamo garantire. La situazione, al di là delle Alpi, è tesa. La polizia è sul piede di guerra a causa delle numerose aggressioni di cui è oggetto da parte delle bande allogene delle periferie, l’ultima delle quali è stata una molotov contro due auto, in pieno giorno, a Viry-Châtillon, lo scorso 8 ottobre, per cui due agenti hanno subito gravi ustioni. Da quattro giorni, i poliziotti scendono in strada in varie città della Francia per protestare contro una situazione ormai esplosiva. Stupisce, nei video delle manifestazioni, l’atteggiamento bellicoso dei manifestanti, scesi in strada a volto coperto e con fare piuttosto facinoroso, sia pur reclamando la solidarietà degli altri poliziotti, i loro colleghi in quel momento in servizio e che stavano garantendo l’ordine pubblico. Da molte finestre sono spuntate bandiere tricolori in sostegno alle manifestazioni. Agenti sono scesi in strada a Parigi, Lione, Marsiglia, Tolosa, Bordeaux, Lens, Colmar e Grenoble.

Hollande ha già dichiarato che incontrerà i sindacati di polizia a inizio settimana. Ovviamente le manifestazioni dei poliziotti contro quel potere che è nelle loro regole d’ingaggio difendere può lasciare perplessi. E, del resto, se ottenessero il cambio di regolamento che reclamano circa la legittima difesa in servizio, non è detto che tali poteri sarebbero utilizzati per combattere il caos nelle periferie e non innanzitutto per contrastare chi a tale caos si oppone.Resta tuttavia il segnale di un profondo disagio, che attraversa le forze dell’ordine, così come pochi mesi fa è manifestato nelle forze armate. Christian Piquemal, generale ed ex capo della Legione Straniera, è statoarrestato a Calais per aver partecipato a una manifestazione vietata contro l’invasione immigratoria. Il militare è stato in seguito radiato dall’Esercito. Un altro generale, Didier Tauzin, ex comandante del 1° Reggimento paracadutisti di fanteria di marina dal 1992 al 1994, con il quale ha partecipato alle operazioni in Ruanda, si era apertamente schierato con il collega arrestato. Parallelamente, nell’esercito e nella polizia stessa, ma anche fra i secondini, fra gli addetti aeroportuali, tra i lavoratori del trasporto pubblico, cresce l’infiltrazione di militanti islamisti,vera e propria testa di ponte del terrorismo. Con le periferie in fiamme, l’islamismo che dilaga, i corpi militari della nazione in rivolta e il primo partito di Francia a cui viene sistematicamente impedito di andare al governo, tutto lascia prevedere che qualcosa, presto, stia per succedere.

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