13 ottobre 2016

Francia, Russia: Hollande “suicida” la politica estera francese. E Putin cancella la visita


La Francia di Hollande rinuncia alla propria politica estera, per allinearsi a quella americana. Ecco perché.

Il presidente russo Vladimir Putin ha preso la decisione di annullare la sua visita a Parigi prevista per il 19 ottobre. La scusa formale, offerta al pubblico dal portavoce del Cremlino, Peskov, è che siccome l’incontro era legato all’apertura di un centro culturale russo, essendo questo evento saltato, non c’è più un motivo immediato per incontrarsi.
“Fin dall’inizio dei contatti con il suo omologo francese, il Presidente Putin ha osservato che saremmo pronti a visitare Parigi in qualunque momento Hollande si sentisse pronto.

È per questo che aspetteremo finché la questione non sarà di nuovo all’ordine del giorno.
E’ significativo che, alla domanda su come mai sia saltata l’apertura del centro culturale, Peskov abbia risposto: “è una domanda da rivolgere ai francesi.”

Tuttavia, vi è un antefatto, anzi ve ne è più di uno. Lunedì scorso, infatti, il presidente francese Francois Hollande aveva espresso dubbi sul fatto che questi colloqui fossero necessari, viste le differenze di vedute con la Russia riguardo la Siria.

Hollande, furibondo, aveva dato del criminale a Putin (sic!) un gesto senz’altro non molto diplomatico.


In seguito, il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, ha annunciato che Hollande avrebbe preso una decisione definitiva riguardo l’incontro personale con Putin “tenendo conto della situazione in Siria.”
L’Eliseo oggi ha annunciato che il programma di lavoro di Hollande per la prossima settimana non era ancora pronto. Il servizio stampa del presidente francese ha rifiutato di confermare o negare nulla riguardo gli incontri con Putin.

Tuttavia, sappiamo che i francesi non hanno preso bene il veto russo al’ONU, che ha vanificato la richiesta francese di una “no fly zone” in Siria.

Era assurdo che i francesi pensassero che i russi si astenessero o addirittura votassero a favore, tradendo così un fedele alleato, che avrebbe fatto la fine della Libia di Gheddafi, in cambio di… un centro culturale!

Eppure i francesi hanno una così alta opinione di sé, da ritenere tutto ciò plausibile. E così hanno distrutto di fatto qualunque peso e ruolo autonomo potessero avere in autonomia dagli USA o da Bruxelles

Con quest’ennesimo sgarbo, la Francia si appiattisce totalmente sulle posizioni americane, tradendo completamente lo spirito nazionalista francese. Una vera e propria inversione a U, rispetto alla politica orgogliosa tenuta da Chirac che tenne testa Bush Junior.

Ciò conferma che le presidenze democratiche americane sono molto più nocive rispetto a quelle repubblicane: mai si era vista una Francia così prona agli interessi stranieri, dai tempi di Vichy.

Massimiliano Greco

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