02 giugno 2016

Yemen, nel silenzio assordante dei media, un popolo martoriato e ridotto alla fame che non smette di lottare


Il direttore delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, John Ging ha avvertito che 7,6 milioni di persone in Yemen, stanno affrontando gravi carenze di cibo e sono ad un passo dalla carestia.

Ging, che è appena rientrato dallo Yemen, ha dichiarato giorni fa nel corso di una conferenza stampa che milioni di yemeniti hanno urgente bisogno di cibo, acqua potabile e sostegno sanitario.

L’appello di quest’anno delle Nazioni Unite per raccogliere 1,8 miliardi di dollari per aiutare più di 13 milioni di yemeniti è stato finanziato solo il 16 per cento, nonostante lo Yemen sia stato dichiarato tra le prime emergenze umanitarie delle Nazioni Unite. Ging ha esortato i governi a non dimenticare lo Yemen.

Il funzionario Onu ha dichiarato che oltre 10 milioni di yemeniti hanno bisogno di assistenza sanitaria di base e oltre 7,6 milioni patiscono di insicurezza alimentare. Sull’indice internazionale di insicurezza alimentare sono un gradino sotto il livello della fame.

“La situazione nutrizionale in Yemen è molto grave; da gennaio ad aprile di quest’anno, più di 56mila bambini sono stati trovati affetti da malnutrizione acuta grave”, ha riferito Ging. Il numero totale di bambini affetti da malnutrizione acuta grave – continua Ging – è di 180mila, ma l’Onu è stata in grado di raggiungere solo il 32 per cento di loro.

Ging ha visitato la città di Amran e visto l’impatto devastante delle terribili conseguenze degli attacchi aerei sauditi. Più di 300mila persone sono state sfollate nel governatorato di Amran, aggravando la già critica condizione umanitaria.

Nonostante le condizioni drammatiche in cui versa lo Yemen, il popolo yemenita continua la sua sacrosanta lotta contro la brutale oppressione saudita. Dinanzi a questo massacro di civili, a questo disastro umanitario, è disgustoso il silenzio, la stupefacente ipocrisia dei media e la vergognosa complicità della comunità internazionale, in un’aggressione criminale in cui, tanti Paesi, hanno le mani sporche di sangue. Italia compresa.

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