02 giugno 2016

Prostituzione, la Francia intende debellarla punendo il cliente (come voleva don Benzi)


E’ sempre bello intravedere la possibilità di un cammino comune anche con chi ha, solitamente, una posizione diametralmente opposta. La femminista Dacia Maraini è una anticlericale di lungo corso, scrittrice ed editorialista delCorriere della Sera,.

Ma, come per molte altre femministe, sul tema della prostituzione le posizioni sono vicine a quelle dei cattolici. Nell’aprile scorso, in Francia, è stata approvata in maniera definitiva una legge a modello di quella svedese del 1999 (che ha avuto un dimostrato successo), attraverso la quale si punta a debellare la prostituzione colpendo i clienti: chi verrà colto in flagrante dovrà pagare un’ammenda di 1500 euro. Se recidivo, dalla seconda volta in poi, la multa salirà a 3750 euro. Oltre alla Svezia, è lo stesso che avviene oggi anche in Norvegia e Islanda. Il parlamento francese ha anche istituito un fondo per sostenere le prostitute che vorranno cambiare vita, allungando loro anche il permesso di soggiorno.

E’ la presa di coscienza che la prostituzione non la si risolve legalizzandola, come vorrebbe il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ma riconoscendo che non è affatto un “lavoro come gli altri”, come spiegavamo tempo fa. E’ «un residuo di una condizione antica di schiavitù», come ha scritto la femminista Lea Melandri su Il Manifesto, opponendosi all’idea del fallimentare ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, di istituire un quartiere a luci rosse.«Quanti sanno», scrisse anche Dacia Maraini, «che sono donne soggette a tratte internazionali, nuove schiave che vengono trattate peggio degli animali da macello?».


Nei giorni scorsi la femminista del Corriere è tornata sull’argomento, lamentandosi che la notizia della nuova legge francese non abbia avuto visibilità sui media italiani. «C’è chi sostiene che sono le prostitute stesse a volerlo: è un commercio come un altro, perché non vendere ciò che è tanto richiesto? La risposta è che anche in tempi dischiavitù legale, uomini e donne si offrivano sul mercato perché era uno dei modi più rapidi, anche se brutali e spicci, di procurarsi da vivere», ha scritto. «Se una cultura e uno Stato accettano che esista un mercato di corpi umani, ci sarà sempre chi venderà e chi comprerà, senza farsi scrupoli». Quella francese, aggiunge, è «una legge rivoluzionaria che non si propone di regolamentare la prostituzione, come si fa di solito, ma vuole proprio abolirla».

«Nessuna donna nasce prostituta», disse il beato don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII (a cui è possibile destinare il 5×1000), che dagli anni ’90 aiuta, sostiene e protegge centinaia di prostitute che desiderano cambiare mestiere e trovare una vita dignitosa per loro stesse. Tra le tante azioni intraprese per eliminare alla radice la tratta di esseri umani, la più significativa è proprio stata la raccolta di oltre 100.000 firme in favore del disegno di legge d’iniziativa popolare, che prevede la punizione del cliente, depositato alla Camera nel 2004. Questi sono i veri diritti civili che aspettano da anni di essere approvati, speriamo di farcela, anche che con l’aiuto delle femministe.

Qui sotto un video della Comunità Papa Giovanni XXIII

Fonte: UCCR
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