24 giugno 2016

I veterani inglesi a favore del Brexit


Mentre i grandi nomi delle finanza (vedi George Soros) e quelli del calcio (vedi David Beckham) sispendono a favore dell’Europa, i veterani inglesi della Seconda Guerra Mondiale sembrano sostenere il Brexit. Il motivo è semplice: settant’anni fa hanno guardato in faccia il nazismo, il male assoluto, e non vogliono che un male simile colpisca ancora l’Inghilterra. Del resto, questa opinione è condivisa anche da molti storici inglesi.

Ha fatto il giro del mondo la storia di Leonard Moore, sommergibilista inglese della Seconda Guerra Mondiale che, prima di morire, ha preso carta e penna per imprimere la sua croce su “leave”, lasciare. Lasciare quest’Europa.

Come spiega il Daily Mail, Moore si è arruolato nel 1942, a soli 17 anni. Vedeva del male nel nazismo che si espandeva a macchia d’olio in tutta l’Europa. È salito su un sommergibile e poi giù nel profondo del mare, a combattere la guerra. Una guerra, quella sì, per la libertà dell’Europa.

Ha barrato per “leave”, Moore. E il suo voto è valido, nonostante la sua morte. Un voto contro questa Europa che tutto cannibalizza e che tutto impone.

L’opinione del sommergibilista Leonard è condivisa anche da tanti altri veterani: Colin Ashford, 97 anni, sopravvissuto a Dunkerque: “L’Europa ci ha tolto tutte quelle libertà che avevamo prima della guerra, negli anni ’20 e ’30”. O come il tenente Francis Goode, 92 anni: “Non voglio che i miei nipoti e i loro figli siano sottomessi a un altro Paese. Abbiamo combattuto per la libertà dell’Inghilterra”. O come l’ufficiale della Raf Bryan Neely, 92 anni: “Pensavano che eravamo a pezzi a Dunkerque e si sono sbagliati. Allora siamo andati per salvare l’Europa. E ora possiamo salvarla ancora”.

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