02 giugno 2016

Banca d’Italia dà soldi a chi paga le tasse all’estero


La Banca d’Italia è un istituto che deve perseguire finalità pubbliche. E allora perché investe solo in alcuni gruppi industriali, su listini americani, e per di più in società che portano i soldi delle loro tasse nei Paesi Bassi?

Gli USA sono uno Stato in cui le leggi e regolamenti sulla borsa e gli obblighi informativi sono presi con serietà. Violare questi obblighi significa andare incontro a pesanti sanzioni, anche penali.

Una delle dichiarazioni obbligatorie più diffuse si chiama “FORM 13F”, che deve essere compilato da chi acquista o vende azioni sul mercato americano. Le informazioni del modulo vengono poi rese pubbliche dal sito della SEC , laSecurity and Exchange Commission, dove è possibile verificare gli investimenti effettuati. Abbiamo fatto qualche ricerca ottenendo alcuni risultati clamorosi che richiederebbero spiegazioni.
BANCA D’ITALIA DÀ SOLDI A QUELLI CHE NON PAGANO LE TASSE IN ITALIA

Cercando nel database il modulo 13F relativo alla Banca d’Italia, si ottiene che possiede sul mercato americano 50 milioni in azioni CNH NV, cioè la controllata del gruppo FCA nel settore macchine agricole ed operatrici, con sede legale nei Paesi bassi. Possiede inoltre 28 milioni in azioni Ferrari, la cui sede legale si è trasferita altresì nei Paesi Bassi, e 55 milioni in azioniFCA, la casa madre Fiat Chrysler, sempre con sede nei Paesi Bassi.

Perchè Banca d’Italia ha investito 130 milioni di dollari in azioni della sola FIAT/FCA? Quale motivo può spingere una banca centrale a mettere una cifra così elevata su un singolo gruppo, che tra l’altro ora corrisponde le tasse in altri stati comunitari?


ETF ED ALTRI TITOLI

La Banca d’Italia ha acquistato poi ben 949 milioni di dollari in Ishares, unETF (un fondo di investimento trattato come se fosse un’azione) dei fondiBackrock che investe in titoli quotati all’indice americano S&P 500 (Standard & Poor’s 500). Un ETF che in un anno ha reso solo lo 0,40%! Ishare è trattato anche in Italia ed esiste anche un ETF Ishares nella Borsa Italiana. C’è poi un investimento per 333 milioni di dollari nel VANGUARD Index Fund. Si tratta di un altro fondo legato ai titoli quotati allo S&P 500, che l’anno scorso ha avuto una redditività addirittura inferiore al benchmark di riferimento. Insomma un fondo piuttosto mediocre.
QUALCHE DOMANDA PER BANCA D’ITALIA
Perché un istituto che dovrebbe perseguire finalità pubbliche di controllo e sorveglianza del credito e di gestione della moneta investe nelle azioni industriali di un singolo gruppo industriale? Banca d’Italia possiede anche partecipazioni in altri gruppi industriali italiani?
Perché Banca d’Italia possiede ETF che investono in titoli delloStandard&Poor’s 500? Perché specificamente questi due fondi? Perchè lo Standard&Poor’s e non l’indice di Borsa Italiana? Quest’investimento nasce da Palazzo Koch, è frutto di un accordo internazionale oppure ha altre motivazioni? Tra l’altro l’investimento sul SP500 risulta molto rischioso, almeno secondo le previsioni future sull’indice azionario USA.

Fonte: ScenariEconomici

Tratto da: ByoBlu
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