12 maggio 2016

SITUAZIONE DISPERATA IN SICILIA. IN 3 MESI CHIUSE 23 MILA AZIENDE


In Sicilia, nel primo trimestre del 2016, chiuse oltre 23 mila aziende. Il dato, preoccupante, è stato raccolto da Confimprese Palermo ed è stato presentato durante il primo meeting regionale dell’associazione, dal titolo “Sviluppo@zione – Strategie per il progresso della Sicilia”. “La situazione delle imprese in Sicilia è allarmante – spiega Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confimprese Sicilia – dai problemi dell’accesso al credito a quello dei protesti, che in Sicilia ammontano a circa 67 milioni di euro tra assegni e cambiali, è davvero complesso riuscire a tenere bilanci aziendali in positivo, che determinano la chiusura delle aziende attraverso le procedure fallimentari”.

Durante la conferenza stampa, tenutasi a Villa Boscogrande a Palermo, anche gli interventi di esponenti del mondo dell’imprenditoria e delle istituzioni. Come quello di Giovanna Marano, assessore comunale di Palermo alle Attività Produttive: “La nostra imprenditoria ha vissuto negli ultimi decenni una vera e propria sofferenza determinata dall’assenza di risorse e finanziamenti pubblici – commenta Marano – oggi, infatti, le imprese devono riuscire a produrre utili senza poter contare sugli interventi dello Stato, e per far questo è necessario che tutte le istituzioni, soprattutto quelle di ricerca e di studio, come l’Università degli Studi, riescano ad unirsi e fare rete con le aziende così da creare un vero impulso virtuoso per l’intero settore produttivo”. Dello stesso avviso anche Guido D’Amico, presidente nazionale di Confimprese: “L’economia siciliana è cambiata nel corso dell’ultimo decennio ma qui in Sicilia i problemi per le imprese sono sempre gli stessi – spiega D’Amico – infatti siamo passati da una economia principalmente incentrata sul chimico a quella che incentra tutto sul turismo nelle sue varie sfaccettature. Per questo motivo – conclude il presidente nazionale di Confimprese – è necessario che il tessuto produttivo e le istituzioni tornino a dialogare stabilendo programmi comuni di sviluppo”.

La mancanza di liquidità e l’assenza di garanzie produttive costringe ogni giorno centinaia di imprese in difficoltà a fare ricorso al mercato nero o a quello parallelo dell’usura. “E’ necessario ripensare alla legislazione ordinaria in materia di usura – commenta Giovanni Felice – urge infatti di mettere in campo delle misure concrete per fare in modo che gli imprenditori onesti, seppur insolventi, ottengano rapidamente una seconda possibilità. Proprio per questo – conclude il coordinatore regionale di Confimprese Palermo – vogliamo e cercheremo anche con la nuova programmazione 2014 -2020 di andare avanti in questa nostra battaglia di legalità per il bene delle aziende e della nostra Regione”.

Fonte: livesicilia
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