09 maggio 2016

Senatore Usa: “Noi dietro caos in Siria”



È una notizia che è stata silenziata dalla quasi totalità dei media occidentali, ma che val la pena di riportare. Se non altro perché dimostra come, anche tra i politici americani, cominci a muoversi qualcosa.

Nei giorni scorsi, il senatore della Virginia, Richard Black, è stato a Damasco. Una visita insolita in quanto si possono contare sulle dita di una mano i politici Usa che sono stati in Siria negli ultimi anni.

O meglio: qualcuno in Siria c’è stato, come il senatore McCain. Ma per creare ulteriore caos. Un celebre scatto, pubblicato su Twitter dallo stesso senatore, lo immortala tra i ribelli siriani. In molti hanno pensato che l’uomo sullo sfondo fosse Abu Bakr Al Baghdadi, il Califfo nero. Una notizia falsa in quanto non si tratta di Al Baghdadi, ma di Ahmed Ayyad, ufficiale dell’Esercito Libero Siriano. Ma tant’è: un’altra prova di come gli Usa abbiano sostenuto i ribelli contro Bashar Al Assad, tanto che, come didascalia alla foto, McCain scriveva: “Una visita importante ai coraggiosi combattenti siriani che rischiano la vita per la libertà e che hanno bisogno del nostro aiuto”.




Da Damasco, il senatore Black si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, affermando, tra le altre cose: “Siamo alleati con due delle più vili nazioni sulla faccia della Terra, l’Arabia Saudita e la Turchia, il volere delle quali è quello di imporre un governo fondamentalista (wahabita) in Siria”. Un mea culpa importante quello del senatore Black.

Non solo: il senatore repubblicano ha avuto parole durissime anche contro l’Occidente: “Iterroristi che agiscono in Siria contro il legittimo governo e contro il popolo siriano sono sostenuti dagli Stati Uniti e aiutati da Francia, Gran Bretagna, Nato, Unione Europea, e dagli stati del Golfo. Uomini armati di tutto punto che stanno distruggendo la civiltà. Nel loro desiderio di rovesciare quella laica nazione libera in Medio Oriente che è la Siria, hanno causato distruzione e devastazione. Sono orgoglioso di essere qui con Assad, sarò la voce del popolo e del governo siriano negli Stati Uniti”.


Anche in questo caso, le parole del senatore sono riferite ai cosiddetti “ribelli moderati”, sostenuti attivamente dai governi occidentali (come abbiamo dimostrato qui). Parole che fanno ben sperare in vista delle prossime elezioni Usa.



Fonte: Gli Occhi Della Guerra
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