31 maggio 2016

Sanzioni UE alla Siria decise dagli Usa?


di Marco Palombo

Sanzioni UE decise dagli Usa ?

Il 28 maggio il Fatto Quotidiano scrive che “i leader del G7” hanno deciso di non rimuovere le sanzioni alla Russia. Le sanzioni sono adottate dagli USA e dall’UE. Il 27 maggio un comunicato dell’ Unione Europea informa che il Consiglio d’ Europa ha deciso di rinnovare le sanzioni alla Siria in scadenza il 1°giugno. I ministri degli esteri dell’ Unione Europea si erano incontrati lunedì 23 maggio per discutere della situazione in Siria, Iraq e della lotta all’Isis. Il comunicato finale aveva accennato alla prossima scadenza delle sanzioni ma non aveva annunciato nessuna decisione. Nelle ultimissime righe, il comunicato UE del 27 maggio scrive che “la decisione e’ stata adottata mediante una procedura scritta”.

Leggendo questi tre paragrafi è legittimo ipotizzare che sia stato il G7 a decidere il rinnovo delle sanzioni alla Siria e che l’Unione Europea abbia ratificato, compresi i paesi che non fanno parte del G7, le decisioni delle principali potenze occidentali e che ogni paese abbia dato il suo consenso via email, fax o comunque senza discuterne direttamente neanche in videoconferenza.

Quali sono gli episodi attuali di repressione che giustificano il prolungamento delle sanzioni ?

La decisione dell’ UE sarebbe inoltre giustificata dalla repressione presente nel paese, che sarebbe opera del governo Assad.

Ora in Siria c’e’ una guerra aperta almeno dal 2012. Il governo e’ sotto l’attacco dell’Isis, presente nel paese sempre dal 2012. Il Fronte al Nustra, affiliato ad Al Qaeda, combatte anch’ esso contro l’esercito siriano dal 2012. In Siria combatterebbero persone provenienti da 80 paesi diversi. Il governo siriano e’ attaccato anche da numerose milizie armate, islamiste e no, sostenute dall’Occidente, dai paesi del Golfo e dalla Turchia. La guerra ha causato 300.000 morti, il 10% della popolazione, quindi almeno 2 milioni di persone, sarebbero rimaste ferite. 4 milioni di siriani hanno abbandonato il paese, dei 18 milioni rimasti, la meta’ sono sfollati dalle loro abitazioni pur essendo ancora in Siria. Sono siriani almeno il 40% dei migranti che dall’estate 2015 stanno mettendo a dura prova l’unita’ dell’UE. Germania e Austria a causa dell’emergenza profughi stanno attraversando crisi politiche per loro inusuali.

In questo sfacelo e in questa violenza generalizzata, quali sono gli episodi di repressione in Siria che giustificano le pesanti sanzioni economiche che secondo i vescovi siriani uccidono il popolo di Damasco? Ci sono prigionieri politici? Ci sono manifestazioni pacifiche represse con la violenza? Oppure si punisce il popolo siriano perché il governo si difende dalle milizie armate sostenute, ripeto, da Occidente, paesi del Golfo e Turchia?

Il diritto umanitario internazionale vieta sanzioni economiche contro paesi in guerra ?

Nel volume “Crimini di guerra” Tom Gjelten, corrispondente diplomatico della National Public Radio degli Stati Uniti, scrive:


“Una distinzione importante va fatta per le sanzioni imposte o applicate in tempo di guerra da una o piu’ parti in conflitto. Il diritto umanitario internazionale non e’ applicabile in assenza di conflitto armato”
…..”Nel caso dell’Iraq, gli Stati Uniti e altri paesi applicarono le sanzioni prima di iniziare la guerra del Golfo, nel tentativo di costringere il regime iracheno a ritirarsi dal vicino Kuwait, invaso nell’agosto 1990. Ma i paesi che avevano preso la decisione, compresi gli Stati Uniti, continuarono ad imporre le sanzioni in tempo di tempo di guerra, e quindi erano tenuti a rispettare il diritto internazionale umanitario.
Il primo protocollo di aggiuntivo del 1977 alle convenzioni di Ginevra del 1949 vieta in tempo guerra qualsiasi provvedimento che abbia come effetto quello di privare la popolazione civile dei mezzi necessari alla sopravvivenza”
“Altre disposizioni del diritto internazionale umanitario limitano la portata e la durezza delle sanzioni economiche. L’art. 33 della Quarta Convenzione di Ginevra, per esempio, proibisce “punizioni collettive”. Il commentario della Croce Rossa interpretava questa disposizione come una proibizione ad infliggere “punizioni di qualsiasi tipo a singole persone o a interi gruppi in violazione dei piu’ elementari principi umanitari, per azioni che queste persone non hanno commesso.”

Le sanzioni colpiscono 200 personalità vicine al governo o tutto il popolo siriano?

Altra bugia dell’ Unione Europea rispetto alle sanzioni viene detta a proposito delle persone colpite dalle misure. L’ UE scrive piu’ volte che sono colpite dalle sanzioni 211 persone vicine al governo, colpevoli di essere coinvolte nelle sanguinose repressioni, e vengono citati sovente solo alcuni dei provvedimenti adottati, quasi esclusivamente quelli che possono essere collegati ad eventuali repressioni. Ma nella sostanza c’e’ il blocco di ogni operazione finanziaria e commerciale con la Siria, ed e’ impossibile anche inviare offerte alle Chiese siriane per i loro progetti umanitari.
I provvedimenti colpiscono quindi tutto il popolo siriano, che non ha piu’ alcuna speranza per il futuro se non fuggire in Europa o nei paesi limitrofi.

Agli USA interessa tutto questo ? Il disastro siriano colpisce gli USA quanto colpisce l’Europa ?

Gli europei non sono abbastanza numerosi, ricchi e con alle spalle una storia importante, da poter decidere da soli sulla tragica vicenda siriana? Parlamentari europeisti o euroscettici, No Nato e antirazzisti, nazionalisti o internazionalisti, tutti dovrebbero insorgere contro questa situazione, cioè contro l’ obbligo imposto dagli USA all’Europa di continuare a partecipare alla distruzione della Siria e a pagare anch’essa, per questo crimine commesso, un enorme prezzo.

Fonte: Sponda Sud
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