09 maggio 2016

Basta poco per capire che cosa sta davvero succedendo ad Aleppo


Non c’è bisogno di essere un sostenitore del regime di Bashar al-Assad o un cristiano o un giornalista esperto per capire quello che sta succedendo davvero ad Aleppo. Basta viverci. Pierre Le Corf, francese di 27 anni, ne è la prova.

SUPEREROI. Ad aver portato Le Corf a vivere ad Aleppo ovest da un mese è un progetto un po’ pazzo. L’organizzazione “Noi siamo supereroi”, lanciata nel 2015 dall’uomo originario della Bretagna, ha un obiettivo semplice: andare in tutto il mondo e raccontare le storie normali delle persone, spesso le più sfavorite, perché «tutti hanno una storia e da tutti si può imparare». Così, finanziandosi con una raccolta fondi su internet, in 13 mesi Le Corf ha già girato i cinque continenti, passando dai posti più brutti e pericolosi del pianeta a quelli più paradisiaci, raccogliendo oltre 400 storie. Da due mesi si trova in Siria, da uno ad Aleppo.

ALEPPO OVEST. E precisamente nella parte di Aleppo in mano al governo e costantemente bombardata dai ribelli. Se i giornali francesi si sono accorti di questo folle viaggio è perché dalla seconda città più importante della Siria, divisa in due come un tempo Berlino, Le Corf racconta una storia diversa da quella dei giornali. La storia di una parte di città, quella dove vive la maggior parte degli aleppini e la totalità dei cristiani, costantemente bombardata da ribelli e terroristi islamici.



«SCAPPATI DAI RIBELLI». C’è una famiglia di otto elementi (foto sopra), sei bambini, scappata da Aleppo est perché «è stata presa da Al-Nusra (fazione siriana di Al-Qaeda, ndr). Ora viviamo in 14 metri quadrati, mio figlio è stato ferito da un colpo di mortaio. Mio marito non può lavorare perché è quasi cieco e io tiro su circa 10 dollari al mese. Soffochiamo qui ma grazie a Dio siamo ancora vivi».

CRISTIANI SOTTO LE BOMBE. Ci sono i cristiani che pregano nella chiesa di San Giorgio, la più grande di Aleppo, mentre cadono le bombe e «le esplosioni risuonano terribilmente». Le Corf, in chiesa, commenta: «Cosa vi devo dire? Noi siamo tutti civili e noi siamo quelli attaccati [dai ribelli]. Nessun altro. La morte e la paura, questo è tutto quello che vogliono. Post scriptum: se voi credete a quello che scrivono la maggior parte dei giornali, cioè che sarebbe l’esercito a sparare con i mortai, mi dispiace, smettete di credere a qualsiasi cosa».

«I RIBELLI CI UCCIDONO». In un altro post, aggiunge: «Questi gruppi [ribelli] continuano a ucciderci qui, se l’esercito non interviene la città cadrà e moriremo tutti. Non posso restare in silenzio quando leggo i titoli dei grandi giornali stranieri, che non sono qui e che continuano a basarsi su informazioni che rafforzano coloro che ci uccidono, che uccidono i siriani, che uccidono innocenti. Il regime governativo non è una vittima, ha delle responsabilità in questa guerra, con le sue azioni quotidiane, ma i terroristi ne hanno molte di più. Io non prendo una parte politica e parlo solo di quello che vedo: Aleppo è ogni giorno che passa di più l’inferno sulla terra».

Foto Facebook Pierre Le Corf 

Fonte: Tempi
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