10 maggio 2016

Ambiente: aumentano i pesticidi nella acque, record di glifosato


I numeri sono contenuti nel rapporto nazionale diffuso dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale(Ispra) e relativo ai dati del biennio 2013-2014. La contaminazione dapesticidi delle acque del territorio italiano nel bennio 2013- 2014, è nettamente aumentata rispetto al biennio precedente. Le acque superficiali di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, sono contaminate da pesticidi per il 70%, mentre si raggiungono punte del in Toscana (90%) e Umbria (95%).

Il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2016 avrebbe dunque evidenziato una situazione piuttosto allarmante per le nostre riserve d’acqua, in particolar modo per quelle dellapianura padano-veneta. Sono state rinvenute diciotto sostanze: le più frequenti sono metolaclor, terbutilazina, terbutilazina desetil e metalaxil. Sono state rinvenute 34 sostanze: le più frequenti sono atrazina-desetil, imidacloprid, carbendazim e pendimetalin. Tra questi, in particolare, l’imidacloprid e il tiametoxan, che hanno anche determinato il superamento dei limiti di qualità. Uno studio condotto a livello mondiale evidenzia come l’uso di queste sostanze siauno dei principali responsabili della perdita di biodiversità e della moria di api. La ricerca di queste sostanze, però, si presenta abbastanza limitata; infatti le due sostanze sono state cercate in pochi punti della rete di monitoraggio complessiva della Regione.

Discorso analogo anche per il suo metabolita AMPA, il quale viene trovato nel 44,4% dei 9 punti delle acque superficiali in cui viene cercato e nel 50% dei 2 punti delle acque sotterranee in cui viene cercato.

Più che in passato, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque, contenenti anche decine di componenti diversi, fino ad arrivare ad individuarne 48 diverse in un solo campione. La tossicità di una miscela è sempre più alta di quella dei singoli componenti.

“Si deve, pertanto, tenere conto che l’uomo e gli altri organismi sono spesso esposti a “cocktail” di sostanze chimiche”, dicono dall’Istituto.

La nota più positiva che emerge dal report è la diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari: le citate 130milatonnellate del 2014 rappresentano infatti un calo del 12% rispetto al 2001. Indubbiamente c’è un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, come richiesto dalle norme in materia, che prevedono l’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto, in cui il ricorso alle sostanze chimiche va visto come l’ultima risorsa. In quellesotterranee, invece, sono nel 31.7% dei 2463 punti (31% nel 2012). La risposta dell’ambiente, inoltre, risente della persistenza delle sostanze e delle dinamiche idrologiche spesso molto lente, specialmente nelle acque sotterranee, che possono determinare un accumulo diinquinanti, e un difficile ripristino delle condizioni naturali.

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