28 aprile 2016

Madre surrogata non vuole lasciar andare la bimba, coppia le fa causa per strappargliela


“La battaglia di Gordon e Manuel”, titola lacrimevole il sito del Corriere della Sera in home page. Dato che ormai siamo capaci di celebrare solo le “battaglie per i diritti” e non quelle vere, chissà che conquiste progressiste avranno raggiunto Gordon e Manuel. Ebbene, andando a leggere scopriamo che la loro lodevole battaglia è consistita nell’andare in Thailandia per strappare a forza una bambina alla sua madre naturale. I due, una coppia gay formata da uno spagnolo e un americano, hanno fatto causa alla donna thailandese che ha fatto da madre surrogata per la “loro” bambina ma poi si è rifiutata di affidarla ai due perché preoccupata del suo futuro.

Preoccupazione giusta? Sbagliata? Impossibile stabilirlo, ma quel che preme sottolineare è l’assurda situazione per cui oggi le “battaglie per i diritti” si riducono alla prepotenza di una coppia ricca che cerca di strappare una bambina a sua madre. Riuscendoci, peraltro, dato che la causa è stata vinta dalla coppia gay. Patidta Kusolsang, la “prestatrice” di utero, non aveva voluto firmare i documenti che avrebbero concesso l’espatrio della neonata, “preoccupata per l’educazione di Carmen” in quanto i due “non formavano una famiglia ordinaria”. La coppia aveva chiamato alla mobilitazione su internet, cercando fondi per le spese giudiziarie e il soggiorno forzato in Thailandia: un appello che aveva scosso centinaia di persone e fruttato oltre 30 mila euro donati da chi aveva a cuore la causa di questo umanitario ratto di bambini. Ora, comunque, giustizia è fatta, la piccola non vedrà mai più sua madre e vissero tutti felici e progressisti.

Posta un commento

Facebook Seguimi