26 aprile 2016

La prima volta, come dal dentista


WikiHow è un sito web basato sul motore Wiki, frutto di milioni di collaboratori volontari di tutto il mondo che fanno manuali con i quali uno può imparare a fare qualsiasi cosa.

“Immaginate se sulla terra tutti avessero un tutor che insegnasse loro come fare qualunque cosa. Un giorno, con il vostro aiuto, il nostro manuale multilinguistico potrà contenere istruzioni accurate su quasi tutti gli argomenti possibili e immaginabili! Queste informazioni, completamente gratuite, potranno aiutare milioni di persone ogni giorno, nelle cose quotidiane e nelle cose più importanti.”

In questo sito esiste una pagina letta 14.176.539 volte in inglese, 1.261.382 in spagnolo, 1.386.925 volte in portoghese, 268.786 volte in francese, 466.725 volte in russo, 68.741 volte in tedesco, 308.666 volte in italiano, più altre 6 lingue che non so nemmeno cosa sono. Come è facile prevedere, la pagina parla di sesso.

Il titolo è “Come Perdere la Verginità Senza Dolore (Ragazze)”

Seguono dieci paragrafi. Li ho letti tutti. La descrizione che viene fatta del primo rapporto sessuale è ad un pressappoco poetica come la seduta dal dentista: una profusione di consigli sul restare rilassate, non farsi venire l’ansia, informarsi prima, disegnini esplicativi per sapere come si è fatte dentro, prove precedenti e, ciliegina sulla torta, la fatidica frase salva-faccia: “Ricorda che puoi smettere di fare sesso in qualsiasi momento. Il consenso è attivo e continuo. Se in qualsiasi momento si desidera interrompere o revocare il consenso, questo è il vostro diritto.”

Dunque, ricapitoliamo: secondo questo manuale, una ragazza dovrebbe fare le seguenti cose: decidere che è arrivato il momento giusto per la prima volta; procurarsi una batteria di contraccettivi insieme al partner, perché un solo metodo potrebbe non essere efficace abbastanza (si sa che la pillola non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili e il suo funzionamento è influenzato da altri farmaci o da altre condizioni fisiche); costruirsi una location da favola; farsi una toletta da diva per aumentare l’autostima; esplorarsi preventivamente con opportune masturbazioni, per capire bene come si funziona; prenotare una visita dal ginecologo per dopo; ricordarsi che se l’esperienza è troppo agghiacciante, è suo diritto sospendere la seduta in ogni momento.

Ah, poi, se le rimane tempo, dovrebbe anche scegliersi un ragazzo, che le piace almeno un po’, altrimenti dovrà fare abbondante uso di lubrificanti, ma attenzione che se ha comprato preservativi in lattice (la maggior parte lo è), non può usare un lubrificante a base oleosa, giacché potrebbe rompere il condom. Meglio optare per un gel a base di silicone o di acqua (giuro che non lo sapevo, mi è svoltata la giornata dopo questa scoperta).

Io sono stata ragazza in un’epoca diversa da questa, quando manuali simili non esistevano e non ne ho davvero sentito la mancanza.

La mia prima volta io, consapevolmente fiduciosa del mio partner (che poi sarebbe il mio unico ed attuale marito), non ho fatto nessun giro in farmacia a parlare dei fatti miei con un farmacista in camice bianco, non ho chiesto gli esami del sangue del mio partner e non gli ho fornito i miei, non ho spalmato proprio un bel niente da nessuna parte e non ho guardato nessun documentario esplicativo, nemmeno le figurine di un libro.

Non avevo l’ansia, non mi è mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello di esercitare il mio diritto a ritirare il consenso e non mi ha fatto male niente.

Aggiungo che non ero stata 4 ore dall’estetista precedentemente, non mi ero preoccupata di studiare l’angolazione vaginale e, dulcis in fundo, non avevamo fatto un’accurata discussione in merito a come fare cosa, o a cosa mettere dove, eccetera eccetera.

Questo manuale è, nell’ordine, ridicolo, offensivo, e dannoso: è ridicolo nelle sue pretese esplicative pseudo-scientifiche, per la povertà delle informazioni, la loro totale inutilità e la stupidità con cui vengono esposte; è offensivo, nel ritenere che le persone abbiano bisogno di simili consigli per affrontare il primo rapporto sessuale, come fossero delle ingenue vissute a Fiabilandia fino alla pubertà; è dannoso perché veicola l’idea che la prima volta è come togliere le ruotine dalla bici: è da fare prima o poi, meglio prima che poi, anche se si rischia qualche caduta e due sbucci sulle ginocchia, così poi tutto sarà più facile.


E’ completamente smarrito il senso umano e profondo della sessualità intesa come dono, è sparito persino il desiderio di appartenere all’amato: c’è solo l’ansia di levarsi il pensiero in fretta, la preoccupazione di non soffrire troppo, di non fare brutta figura, di trovare soddisfazione per sé.

Io penso a Dante e alla Divina Commedia, strapazzata velocemente a scuola, dove Paolo e Francesca danzano nel girone infernale nel turbinio del supplizio e proclamano:

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona

E la delicatissima descrizione del loro cedimento alla passione:

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto. 
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse. 
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso, 
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante

Questi antichi versi hanno una forza suggestiva ed una verità emotiva mille volte più sincera di quell’orrido manuale.

Lasciando perdere ogni giudizio morale, ogni possibile condizionamento di carattere religioso o culturale, il problema qui è proprio la violazione dell’umano, il furto della sua capacità di manifestare amore attraverso la sessualità, il diritto ad essere un’unità di corpo, intelligenza ed emozioni. L’atto sessuale, così primordiale, istintivo, semplice, facile perché perfettamente previsto dal progetto della natura dell’uomo e della donna, viene vivisezionato in un elenco di movimenti, in un protocollo stile lista della spesa da spuntare, reso finto, precostituito, meccanicizzato, depotenziato di tutto: via il rischio procreativo, via il desiderio dell’altro e l’incondizionata fiducia, via l’abbandono emotivo all’istintività del gesto.

Cosa resta alla fine? A che serve?

La spiegazione del senso di un tale manuale, però, risulta evidente nella versione inglese della pagina, dove al capitolo 1 leggiamo:
“ Documentarsi! Sapere esattamente cosa va dove, ciò che è normale, e cosa aspettarsi può aiutare ad alleviare un sacco della vostra ansia di fare sesso per la prima volta. Planned Parenthood, Sex, ecc e Scarleteen sono buoni punti di partenza.”
Ecco lì che spuntano i nomi dei promotori di questa pseudo informazione: sono le multinazionali dell’aborto, le aziende che fanno soldi con la pelle delle donne e hanno tutto l’interesse a diffondere una sessualizzazione precoce e incontrollata.
L’importante è vendere anticoncezionali e alimentare il business del sesso, con tutto il suo corollario di cura di malattie veneree, infertilità, aborti, eccetera.

A chi ha scritto quelle righe non interessa tramandare saperi millenari per facilitare la diffusione di competenze, secondo gli obiettivi dichiarati dei curatori del sito: interessa manipolare coscienze, indurre un costume, violentare sensibilità. Quelle pagine hanno avuto quasi 20 milioni di visite: immaginate la diffusione capillare, nel segreto delle camere delle adolescenti, a scardinare un sacrosanto pudore, a incrinare fragili certezze, a indurre falsi bisogni e aspettative.

Mi aggrotto nel raccapriccio all’idea che mia figlia adolescente legga quelle righe, soprattutto la raccomandazione che dovrebbe essere rassicurante ed in realtà è inquietantissima, e cioè che in qualsiasi momento si ha il diritto di interrompere se qualcosa non va: che idea del sesso potrebbe mai farsi? Quali timori potrebbero sorgerle? Come potrebbe collegare l’atto sessuale ad un gesto di amore e donazione reciproca e gratuita con tali premesse?

O Dante, sommo poeta, mai avresti immaginato che l’umanità avrebbe realizzato il girone dell’inferno in terra.

Pubblicato su La Croce il 21/04/2016

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