22 aprile 2016

È guerra di sottomarini tra Russia e America


Russia e America non si stanno combattendo solamente in Siriae in Ucraina. Esiste anche unaguerra nascosta che si combatte tra i fondali marini. Una guerra fredda, se vogliamo, per la supremazia marittima. Già a fine dicembre avevamo parlato di un importante dossier dei servizi segreti americani russi in cui veniva segnalato un incremento significativo della potenza navale russa.

In questi ultimi giorni, il comandante in capo della VI flotta Usa di stanza a Napoli, l’ammiraglio a quattro stelle Mark Ferguson, in un’intervista alla Cnn, ha rilanciato l’allarme, sottolineando il fatto che i sottomarini russi sono più moderni, “meno intercettabili (dai sonar), meglio armati, con sistemi missilistici che possono colpire ad una maggiore distanza”.

L’America comincia quindi a temere la Russia. Per questo motivo, come riporta il New York Times, il Pentagono ha chiesto 8,1 miliardi di dollari da destinare, nei prossimi cinque anni, allo sviluppo di nuove “capacità sottomarine”. Questo ingente investimento servirà a produrre nuove unità di attacco di classe Virginia in grado di portare fino 40missili Tomahawk (il triplo della capacità attuale).

“Siamo tornati alla competizione fra le grandi potenze“, sottolinea l’ammiraglio John Richardson, capo delle operazioni navali Usa. Concretamente, la dichiarazione dell’ammiraglio significa questo: il mondo unipolare è finito. Anche, e forse soprattutto, dal punto di vista militare.
L’ARSENALE RUSSO E QUELLO AMERICANO A CONFRONTO

La marina russa è la terza per potenza mondiale e segue solamente Cina e America. Attualmente Putin dispone di 45 sottomarini d’attacco, una dozzina con motori nucleari e 20 diesel, sviluppati per affondare altri sottomarini o navi, raccogliere informazioni di intelligence ed effettuare missioni di pattuglia. Ma solo la metà di queste unità possono essere dispiegate in qualsiasi momento (qui l’elenco completo delle navi e dei sottomarini russi).

Gli Stati Uniti, invece, possono contare su 53 sottomarini d’attacco, tutti nucleari, oltre ad altri quattro in grado di portare missili cruise e forze delle operazioni speciali. In qualsiasi momento, circa un terzo di questa flotta è dispiegata in mare, per missioni di pattuglia o addestramento mentre gli altri sono in manutenzione.

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