26 aprile 2016

Caro genitore, se tuo figlio è maleducato, è colpa tua!


Situazione: coda per salire su un gonfiabile.
Un bambino non rispetta la coda. Sale, scende, si mette subito sotto la scaletta spintonando gli altri e saltando la coda. Lì presente c’è suo padre che sghignazza e fa segno all’amico “guarda che furbo mio figlio..”.
Mio caro imbecille di genitore. No, tuo figlio non è più furbo. Tuo figlio è un gran maleducato e la causa di questa sua maleducazione SEI TU.

Perché mia figlia deve aspettare 10 minuti (che detto così sembrano pochi ma per una bambina sono molti) per salire su un gioco, in coda tranquilla ma anche impaziente e vedere che tuo figlio le passa davanti e sale tutte le volte che vuole?
Poi si sente la voce del più furbo … ” amore se lui salta la coda allora saltala anche tu..”.


No aspettate. C’è qualcosa che non va.

Questo è il prototipo di società in cui viviamo. Il mondo è dei più furbi.
Se tu mi passi davanti allora lo faccio anche io. No. Non va bene.
Se a 6 anni consenti a tuo figlio di fare quel che vuole, se lo difendi quando è indifendibile, se ridi quando fa il maleducato, se lo giustifichi quando risponde male ad un’insegnante o ad un amico allora non hai capito nulla né sull’educazione né sul rispetto del prossimo.

A scuola si parla di bullismo e non solo a scuola ma anche per strada, sugli autobus, negli oratori.
L’insegnante ha il dovere di avvisarti che tuo figlio è un bullo ma tu hai il dovere di credergli e di porre immediatamente rimedio visto che non ci hai pensato prima.

Uno dei miei due figli è molto vivace e tende ad essere prepotente.
Ha solo due anni ma vi assicuro che coi dovuti tempi e modi sto cercando di porre rimedio ad alcuni atteggiamenti che purtroppo a volte sfociano maleducazione.

Mia figlia saluta, ringrazia, sorride ed è educata in ogni situazione.
Magari a casa si prende qualche libertà ma fuori sa stare al suo posto.


Perché ? Perché lo vede fare a me. Perché i bambini sono il riflesso dei genitori.

Se tu aiuti il prossimo, sorridi, saluti, ringrazi, stai certo che lo faranno anche i tuoi figli. Gli verrà naturale.
Non avrai bisogno di s.o.s. tata per porre rimedio ad una situazione che ti è scivolata dalle mani.



Io noto molti atteggiamenti invadenti e negativi fra i bambini dell’età dei miei figli.
E non sto parlando dei normali capricci che ovviamente si possono tollerare e gestire a quest’età.
Parlo proprio di maleducazione.

Se tu sei al bar e tuo figlio mangia la brioche o le noccioline e quando ti alzi per terra sembra che sia passato uno tsunami allora ti pieghi sulle tue belle ginocchia, prendi un fazzoletto di carta e pulisci. Magari ti ricordi di tenere il bambino vicino la prossima volta e di insegnargli piano piano a stare al mondo.
Noi genitori dobbiamo stare attenti a quel che diciamo. Se l’insegnante sgrida nostro figlio o si lamenta del suo comportamento non possiamo dare giudizi negativi in merito al comportamento di chi rappresenta un’istituzione, soprattutto non davanti a nostro figlio. Sminuiremmo la figura del l’insegnante e nostro figlio si sentirà autorizzato a comportarsi come vuole perché difeso direttamente da noi.

Altro errore gravissimo che facciamo è quello di criticare qualcuno in presenza dei nostri figli.
La critica non è costruttiva. Il paragone non è costruttivo. Nostro figlio non è onnipotente !!!
Nostro figlio ha pregi e difetti. A noi sembrerà il migliore e magari lo è anche.

Possiamo gratificarlo, dirgli che siamo orgogliosi di lui.
Ma non dobbiamo farlo sentire onnipotente perché il passo dall’egocentrismo alla maleducazione è brevissimo.
Se tuo figlio non condivide i suoi giochi, è un maleducato.
Se si permette di mancarti di rispetto in pubblico, è un maleducato.
Se non aiuta mai nessuno in nessuna situazione, è un maleducato.
Se cerca di manipolare gli altri, è un maleducato.

Molte di queste situazioni, caro genitore, sono colpa tua.
Io stessa sto cercando di “plasmare” il mio piccolo Attila e faccio molta fatica. Mentre con la mia prima bimba non ho dovuto fare praticamente nulla, lei è brava a seguire l’esempio.
Lui è più testardo in merito ma ce la farò .
Un suggerimento: educare non è riempire un secchio ma accendere un fuoco.


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