01 marzo 2016

VENDOLA: SOTTO PROCESSO A TARANTO PER “AMBIENTE SVENDUTO”


di Letizia Ricci

Finalmente il 17 maggio prossimo, dopo una serie di rinvii per vizi procedurali, inizierà in corte d’assise a Taranto il processo chiamato a far luce sul disastro provocato dalle emissioni inquinanti del siderurgico Ilva. Il Gup Anna De Simone ha confermato il rinvio a giudizio per 47 imputati (44 individui e le società Ilva, Riva Fire, Riva Forni Elettrici). L’ex governatore della regione Puglia, Nichi Vendola, quello che ha affittato l’utero di una donna negli Stati Uniti d’America per avere un bambino e addirittura pontifica di “etica” a buon mercato, sarà alla sbarra accusato di concorso in concussione con Fabio Riva. Tra i rinviati a giudizio figurano tra l’altro, l’onorevole di Sel, Nicola Fratoianni, gli ex capi di gabinetto vendoliano, tali Francesco Manna e Davide Pellegrino (marito dell’ex presidente dell’ordine regionale pugliese dei giornalisti, Paola Laforgia), il dirigente regionale Antonello Antonicelli, i vertici dell’Arpa, Giorgio Assennato e Massimo Blonda, il sindaco di Taranto Ezio Stefano, l’ex prefetto di Milano Bruno Ferrante, il consigliere regionale del pd Donato Pentassuglia e l’ex presidente della provincia jonica Gianni Florido sempre del piddì.

Per restare in tema, soltanto la settimana scorsa, con enorme ritardo, sono emersi i dati sull’inquinamento nel periodo 2014-2015, dunque sotto il governo decennale di Vendola. Infatti sono stati registrati livelli record di diossine notoriamente cancerogene. Si tratta di limiti mai raggiunti in Italia, neppure nel 1976 ai tempi del disastro Icmesa a Seveso, oltre che di furani e pcb, sia all’interno dell’Ilva che nell’adiacente quartiere Tamburi. Ecco i numeri nascosti dalla regione Puglia, campionati dall’Arpa: 790 pg/mq sul quartiere Tamburi, ovvero dalle 17 alle 18 superiori rispetto a quello che l’Arpa aveva misurato per pochi giorni nel 2008.

Riferimenti:





Fonte: Su La Testa
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