24 marzo 2016

Siria: curdi e russi rivelano la cooperazione fra Turchia e ISIS


I terroristi, in fuga nel nord della Siria, hanno lasciato dietro di sé alcuni documenti, caduti nelle mani dei curdi, che attestano la cooperazione fra Turchia e ISIS. RT, la TV di Stato russa ha girato un documentario in proposito.

Poco dopo lo scoppio della guerra civile siriana, l’ISIS prese il sopravvento, in Iraq e, sopratutto, in Siria, diventando famoso per le esecuzioni cinematografiche, la riduzione in schiavitù delle donne e, in seguito, gli attentati terroristici in giro per il mondo.

Tutto ciò, sarebbe stato impossibile senza un sostegno finanziario e logistico proveniente dall’esterno.

La Turchia che, sin dalle prime ore, è stata attivamente impegnata nella guerra siriana, ha ripetutamente negato di aver sostenuto l’ISIS. Tuttavia, mentre Ankara insiste che è nemico giurato del gruppo jihadista, i fatti sul terreno, spesso raccontano una storia diversa.

RT ha intervistato diversi testimoni che sono stati coinvolti nelle attività economiche dell’ISIS. Dopo la liberazione della città siriana di Shaddadi, che ospita circa 10.000 persone, RT ha visitato con i soldati curdi quelle che erano le case dei terroristi e ha ripreso con le telecamere numerosi documenti, che i terroristi si erano lasciati indietro per la fretta.

Alcuni dei file sequestrati sulla scena risultarono essere fatture dettagliate utilizzate dall’ISIS per calcolare i ricavi giornalieri dai campi petroliferi e raffinerie sottratti a Damasco, nonché la quantità di petrolio estratto. Tutti i documenti recavano il simbolo dello Stato Islamico.


Passaporti recanti il timbro turco (si legge “Instabul”)

Ogni fattura reca incluso il nome del conducente, il tipo e il peso, sia voto che pieno, del veicolo guidato, così come il prezzo concordato e il numero di fattura.

Una delle fatture scoperte, risalente al 11 gennaio 2016, dice che sono stati estratti 1.925 barili di petrolio dal giacimento di petrolio di Kabibah, barili che poi sono stati venduti in Turchia per 38342 dollari.

Il petrolio arriva in Turchia, santuario per i terroristi dell’ISIS che vi si muovono indisturbati.


I residenti locali, costretti dai terroristi a lavorare sia negli impianti di estrazione che in quelli di raffinazione, hanno raccontato che spesso i loro aguzzini citavano la Turchia.


Il petrolio veniva inviato attraverso alcuni intermediari fino in Turchia, come confermato da un militare turco catturato dai curdi. Il militare ha confermato che la Turchia agevola il passaggio dei terroristi attraverso la frontiera.

RT ha intervistato un soldato curdo, il quale ha mostrato una raccolta di passaporti che aveva raccolto dai cadaveri dei terroristi. I militanti dell’ISIS vengono da ogni parte del mondo, compresi Bahrain, Libia, Kazakhstan, Russia, Tunisia, Cina e Turchia, per non parlare dei Paesi europei.



Passaporti recanti il timbro turco (si legge “Instabul”)



La maggior parte di questi combattenti stranieri sembrava essere venuta attraverso la Turchia, dato che tutti i loro passaporti contenevano timbri emessi ai posti di blocco confine turchi.


Tra i documenti lasciati dai terroristi in un ospedale, vi è questo opuscolo di propaganda islamista stampato in arabo dal titolo: “Come condurre una battaglia perfetta contro il regime criminale di Assad”, che descrive i modi migliori per combattere il governo siriano.

Curiosamente, l’opuscolo è stato stampato in Turchia, con la copertina che mostra apertamente l’indirizzo, il contatto Facebook, e il numero di telefono di una tipografia di Istanbul.

Il supporto turco è così importante, che se questo venisse meno, l’ISIS si troverebbe in guai seri, dato che dalla Turchia giungono armi, nuove reclute, cibo, denaro etc.

La Turchia, in cambio, ottiene petrolio a buon mercato, e indebolisce sia i curdi che i siriani.

Massimiliano Greco

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