25 marzo 2016

Pasqua significa rinascita? L’ennesima ipocrisia! in una società malata di corruzione e debolezza


Pasqua. Nel vocabolario cattolico significa resurrezione di Gesù Cristo, tre giorni dopo la crocifissione. In modo più lato, è considerata come rinascita, tanto che il simbolo principale della festività pasquale sono le uova, dal cui schiudersi avviene la nascita.
Si è soliti, per Pasqua, augurare serenità e nuova vita. Sempre di più, però, sono le persone che quella serenità la vedono come un sogno remoto e più che altro irraggiungibile. Perché nel mondo che ognuno di noi ha contribuito a costruire, non c’è più spazio per la serenità, né per i sentimenti sani e schietti, per i rapporti autentici, che siano di amicizia, o di coppia.
Qui, poi, si apre un mondo fatto di falsità e sopportazione ed ambiguità. Perché, mi chiedo, siamo arrivati a questo? Perché i matrimoni felici si contano, nel nostro paese, ma non solo, sulle dita di una mano? Perché il rispetto di regole sociali in fondo mai scritte, ci porta a costruire rapporti troppe volte solo apparenti?
Forse, poi, mi dico, non è il rispetto di alcuna regola. Forse si tratta della sconfinata debolezza umana, della paura della solitudine. E, forse, così sarà sempre. Perché chi si oppone a quella debolezza, arginandola in ogni modo possibile, alla fine resta solo sul serio, perché si tratta di sparute unità. Così come chi si oppone al sistema paese, un sistema marcio sin dalla radice, alla fine si ritrova, battaglia persa, senza una minima fonte di guadagno.
Forse. Io continuo a credere che così non sia. Continuo a pensare che è meglio vivere una settimana di sentimenti autentici, con la conseguente sofferenza che essa comporta, anziché una vita di commedia in un rapporto di coppia apparente. Allo stesso modo, continuo a credere che la scelta di opporsi al sistema, per mantenere dritta la schiena, alla fine, paghi, in un modo o nell’altro. Nella peggiore delle ipotesi, paga con il guardarsi allo specchio la mattina e non vergognarsi di ciò che vi si vede riflesso. E non è poco, decisamente, la stima per se stessi è cosa preziosa.

Enzo Vincenzo Sciarra
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