01 marzo 2016

Orban: nessun rinnovo automatico delle sanzioni contro Russia. Intanto in Francia proteste degli agricoltori esasperati dalla guerra di sanzioni tra Russia e UE.


Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha dichiarato che non ci avverrà il rinnovo automatico delle sanzioni contro la Russia. Lo ha reso noto RIA Novosti, citando la Reuters.

Obran ha aggiunto che c’è la necessità di discutere con calma la questione dell’esecuzione dei trattati di Minsk per la risoluzione della situazione in Ucraina.

I rapporti tra Russia e Occidente sono entrati in crisi a causa della situazione in Ucraina. Alla fine del luglio 2014 Ue e USA hanno varato le sanzioni contro le singole persone fisiche e le aziende che rientrano nelle misure contro interi settori dell’economia russa. In risposta, la Russia ha limitato le importazioni di prodotti alimentari da quei paesi che hanno introdotto tali sanzioni. Nel giugno 2015, in risposta alla proroga delle sanzioni, la Russia ha esteso di un anno l’embargo alimentare fino al 5 agosto 2016.


Alla Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Parigi gli agricoltori transalpini hanno creato disordini nel contesto dell’embargo russo sui prodotti agroalimentari occidentali. Secondo loro, la situazione peggiora nel mercato del latte per la concorrenza “sleale” di Germania e Spagna.

I contadini intervenuti nella Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Parigi per protestare hanno dichiarato che il loro business è a rischio per l’embargo agroalimentare russo in risposta alle sanzioni occidentali, segnala la Reuters.

I disordini si sono verificati nel fine settimana a Parigi: i manifestanti hanno preso d’assalto e tirato giù il ministero delle Politiche Agricole. Allo stesso tempo gli agricoltori hanno fischiato il presidente francese Francois Hollande, che era giunto per aprire l’evento fieristico. I contadini hanno scandito slogan chiedendo le dimissioni del presidente, alcuni indossavano magliette con la scritta “Sono un contadino, sto morendo.” Sono sopraggiunte forze dell’ordine supplementari per arginare la rabbia dei manifestanti.

“Gli allevatori hanno fatto sapere che migliaia di loro potrebbero chiudere le loro imprese sullo sfondo dell’embargo russo sui prodotti agroalimentari occidentali e della recessione del mercato globale lattiero-caseario”, — ha scritto l’agenzia.

Come affermato dagli agricoltori, la situazione è aggravata dalla concorrenza “sleale” dei Paesi vicini come la Germania e la Spagna, che, secondo gli agricoltori godono di una posizione migliore per la bassa tassazione e le agevolazioni normative.

Fonte:
Posta un commento

Facebook Seguimi