19 marzo 2016

North Stream, olio tunisino, Telecom: Renzi perde tutte le partite


Ha parlato di «interesse nazionale», ha sbattuto i pugni sul tavolo dell’Europa, ma quali risultati ha raccolto Matteo Renzi? La realtà è che nelle recenti partite che contano l’Italia rischia di perdere ulteriori posizioni sul piano internazionale, indebolendo la sua struttura economica. Ci riferiamo a quattro casi, riportati da Gianluca Ferraris suPanorama: North Stream 2, Telecom, Generali, olio tunisino.

Nel primo caso il consorzio internazionale che dovrà realizzare il raddoppio del gasdotto North Stream 2 dalla Russia alla Germania (un nuovo patto Molotov – Ribbentropp secondo le letture più sensazionalistiche) ha assegnato gli appalti per la costruzione delle condotte. Aziende tedesche e russe hanno lasciato a secco quelle italiane, grazie anche a Renzi che ha manifestato forti perplessità senza alcuna logica (geo)politica. Non è bastato, forse, il suicidio delle sanzioni e dell’accantonamento del South Stream, dove Saipem avrebbe fatto la parte del leone, grazie a Bruxelles e alla colpevole impotenza di tutta la classe dirigente nostrana.

Su Telecom e Generali invece è un francese a dettare l’agenda: Vincent Bollorè, già primo socio della compagnia telefonica italiana con il 25%. Miliardario e tra gli uomini più influenti di Francia (i suoi interessi potrebbero aver favorito addirittura interventi militari in Africa), sta orchestrando la fusione tra Telecom e Orange, compagnia dove lo Stato francese è socio di maggioranza, al contrario (guarda un po’) del nostro caso. In più, il nuovo amministratore delegato delle Generali Philippe Donnet è stato scelto dallo stesso Bollorè (secondo azionista di Mediobanca per non farsi mancare niente), che lo ha pescato nel suo feudo: la società Vivendi. Lo shopping francese continua, basti leggere Bugie e Veritàdi Tremonti per avere un’idea della situazione.

Infine, l’olio tunisino. L’aumento di import a dazio zero autorizzato dall’Europarlamento fino al 2017 ha scatenato molte polemiche e lasciato l’amaro in bocca: per l’ennesima volta la nostra produzione e le nostre eccellenze alimentari non vengono protette a dovere nelle stanze che contano a livello europeo e internazionale. Sul caso in questione, basti notare che la Coldiretti ha dichiarato che sono state messe a rischio un azienda italiana su tre. L’«interesse nazionale» è un’altra cosa.

Francesco Carlesi
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