01 marzo 2016

Nel silenzio dei media, l’Arabia Saudita prepara l’invasione della Siria con un’esercitazione militare con altri 20 paesi


Le forze armate di 20 paesi hanno iniziato sabato delle esercitazioni militari su larga scala nel nord dell’Arabia Saudita. Lo ha riportato la Saudi Press Agency.

Secondo il regime di Riad, l’obiettivo è quello di preparare le truppe ad una risposta efficacia contro la minaccia del terrorismo. La manovra militira è stata battezzata “Treno Nord” ed è stata portata avanti da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Giordania, Bahrain, Senegal, Sudan, Kuwait, Maldive, Marocco, Pakistan, Ciad, Tunisia, Comore, Gibuti, Oman, Qatar, Malesia coinvolto, Egitto e Mauritania.

Secondo il sito web dell’agenzia saudita, è “la più grande esercitazione militare nel mondo in termini di numero di forze partecipanti, così come per l’estensione della zona di manovra”. Tuttavia, l’agenzia non ha fornito ulteriori dati o dettagli. “Le esercitazioni ‘Trueno Nord’ avvengono nel bel mezzo di crescenti minacce terroristiche, e dell’instabilità politica e di sicurezza della regione”, si legge nell’articolo.

Il 4 febbraio, un portavoce delle forze armate saudite ha riferito che se il suo paese riceve una richiesta da parte della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, non esiteranno a svolgere operazioni di terra contro il gruppo terroristico dello Stato Islamico (EI) in Siria.

Il paradosso è che i principali finanziatori dello Stato Islamico (leggi Arabia Saudita e Turchia) proprio adesso, quando l’esercito siriano coadiuvato dalla Russia sta schiacciando DAESH, decidono di scendere in campo addirittura con l’armata di terra. Come si dice, “a pensar male si fa peccato, ma ongni tanto ci si azzecca.”

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