19 marzo 2016

Mare ceduto ai Francesi: presentata denuncia per “Infedeltà in affari di Stato”


Stamattina, 16 marzo 2016, il deputato di Unidos Mauro Pili ha presentato un esposto di denuncia per “Infedeltà in affari di Stato” (art.264 c.p.). In Regione Toscana il PD regionale respinge una mozione presentata da Claudio Borghi Aquilini.

Lo scorso 11 marzo alla Camera dei Deputati si è dibattuto ancora sulla cessione delle acque territoriali fatta a favore della Francia, con accordo firmato a Caen il giorno 21 marzo 2015. Il dibattito nato dall’interpellanza urgente presentata dal deputato Mauro Pili di Unidos riassume praticamente tutta la vicenda e per questo invitiamo tutti a leggerne gli atti nel dettaglio (qui e quiin video), tuttavia la risposta del sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, è stata alquanto insoddisfacente e scontata, dimostrando per l’ennesima volta che il governo non vuole rivelare la verità ed anzi è infastidito che le notizie sull’Accordo di Caen siano trapelate ed ormai siano di dominio pubblico.

D’altronde, l’obiettivo della segretezza è l’unica cosa che appare certa in tutta questa storia: né le Regioni interessate, né alcuna categoria produttiva, sono stati interpellati né durante i negoziati né durante la firma. Nessuno ha chiesto almeno una volta l’opinione di quei pescatori che oggi hanno in sostanza perso il lavoro o ad esperti del settore. I vari governi che si sono succeduti hanno negoziato da soli con la controparte francese perché, è evidente, quello di Caen doveva essere un accordo segreto che sarebbe venuto a galla solo a fatto compiuto. Ma la Francia ha rovinato un po’ i piani di Renzi e Gentiloni, perché dopo che il parlamento francese ha ratificato il trattato, i francesi (sbagliando), l’hanno subito fatto valere, andando a sequestrare il peschereccio “Mina”, il quale stava semplicemente pescando nelle acque della cosiddetta “fossa del cimitero” , (così chiamata perché una volta si identificava allineando la prua della barca alle croci del camposanto di Ospedaletti) , dove da sempre i liguri li vanno a pescare i famosi gamberoni rossi di Sanremo. Poi c’è stato l’episodio del peschereccio Cecilia in Sardegna.

Sentendo le risposte degli esponenti del governo sembrerebbe che questo accordo sia stato negoziato e firmato soltanto per definire “confini certi” tra i territori di competenza di Francia e Italia. Ma allora perché tanta segretezza? Tutto farebbe pensare a delle motivazioni legate al petrolio e al gas. Si sa per certo che nell’area ovest oggetto dall’accordo c’è un forte interesse alla ricerca diidrocarburi: lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe svolto degli studi (effettuati dall’azienda norvegese TGS Nopec) che attestano in quelle aree una disponibilità di 1,4 trilioni di metri cubi di gas e 0,42 bilioni di barili di petrolio (che finirebbero in mano francese!). Il Governo ovviamente, attraverso il sottosegretario Giacomelli, nega assolutamente che la questione degli idrocarburi possa rientrare nei termini dell’accordo.


Tuttavia, la risposta del sottosegretario non poteva soddisfare le richieste di chiarimento avanzate dal deputato Pili e pertanto, quest’ultimo, ha deciso di percorrere la via giudiziaria, presentando un esposto alle Procure di Tempio e Sassari, di Roma e successivamente verrà interpellata anche quella di Genova. Ecco le motivazioni del deputato Mauro Pili:

“E’ fin troppo evidente che dopo le risposte parlamentari alle interrogazioni emerge con grave rilievo l’assenza di qualsiasi vantaggio per l’interesse nazionale a fronte di un gravissimo danno (nocumento in base all’art.264 del Codice Penale) per la sovranità, l’economia e le ricadute sociali. Si tratta di un atto dovuto, così come è la prima volta che si richiama l’art.264 del codice penale per un accordo internazionale, proprio perché si è dinanzi ad un fatto inedito e inaudito di cessione di sovranità a fronte di un danno evidente all’interesse nazionale. Nell’esposto sono richiamati anche i possibili danni e interessi legati all’indeterminato utilizzo di possibili giacimenti di idrocarburi in mare che risulterebbero alla mercè della condizione più favorevole sul piano giuridico ed economico, considerato anche il prossimo referendum del 17 aprile.”

Stamattina, 16 marzo, la presentazione dell’esposto alla Procura di Roma:

“Stamane ho depositato, con protocollo n.82928, presso la Procura di Roma l’esposto denuncia sui gravissimi contenuti ed effetti dell’accordo bilaterale Italia – Francia del 21 marzo 2015 che ha profondamente modificato i confini a favore della Francia con grave danno per l’interesse nazionale e della Sardegna. Si tratta del primo passo obbligato per costringere il governo italiano a dichiarare le ragioni di tale accordo e a valutare in modo oggettivo e obiettivo il nocumento che ha generato rispetto all’interesse nazionale. E’ un atto dovuto considerata la gravità dell’atto compiuto e del fatto che mai dal dopoguerra ad oggi erano stati modificati i confini marittimi nazionali in modo così evidente e a danno dell’interesse nazionale. Per questo motivo, dopo le mancate risposte del governo, e le reiterate azioni tese a manipolare i fatti e lo stesso contenuto dei documenti, ho ritenuto doveroso presentare l’esposto denuncia che per ogni buon conto allego. Non appena i magistrati competenti riterranno di dover aprire un fascicolo mi impegno sin d’ora a costituire formalmente un pool di legali che voglia prendere a cuore tale causa.”

Testo integrale della denuncia visibile alla fonte originale: L’Opinione Pubblica
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