19 marzo 2016

LA FOLGORANTE RIPRESA DELL’ITALIA: IL DEBITO

Vincitori e Vinti con due grafici chiarissimi ci spiega che l’unica ripresa dell’Italia è quella del debito pubblico. Pubblichiamo di seguito i due articoli esplicativi. Buona lettura. 


Sono molto impegnato in questi giorni, quindi posso stare poco dietro al blog, e per questo me ne scuso. Ma tornerò attivo nei prossimi giorni.
Tuttavia ho trovato un po’ di tempo per aggiornare un nostro caro (e chiaro) grafico, con gli ultimi dati relativi alla crescita dei paesi G7 e dell’Eurozona (19 paesi) nell’ultimo quarto del 2015.

Lo spaccato che ne deriva è il seguente e si commenta da solo, anche perché lo abbiamo fatto in molte altre occasioni.

Tuttavia, vale la pena ricordare che la mirabolante (potete ridere) performance dell’Italia è ottenuta grazie soprattutto alle condizioni esterne estremamente favorevoli (petrolio, tassi, euro debole, liquidità abbondante), e anche all’aiutino offerto dall’Istat. Infatti l’istituto di statistica ha rivisto al rialzo, per lo scorso anno, la stima sull’aumento del pil. Il dato definitivo è di un +0,8%, contro il +0,6% di aumento corretto per gli effetti del calendario (+0,7% grezzo) che emergeva dal comunicato diffuso il 12 febbraio. Dall’istituto fanno sapere che il miglioramento del dato sul Pil, rispetto a quanto comunicato precedentemente, é da imputare alla revisione straordinaria delle serie storiche di alcuni aggregati. Tutte cose che abbiamo già visto in altre occasioni, insomma.

In un post precedente avevo pubblicato il grafico dell’andamento del Pil reale dell’Italia rispetto a quello dei paesi del G7, (a proposito vi ringrazio per le oltre 40 mila letture e per le 3500 condivisioni).
Ora, veniamo al debito pubblico che, come sapete, espresso in rapporto al PIl, ammonta a al 133%
Per chi non ha tanta familiarità con queste metriche, vale la pena citare alcuni numeri, in modo che si possa avere maggiore cognizione di cosa si sta parlando.

Il Pil nominale dell’Italia, a fine 2015, era di 1636 miliardi di euro; mentre a fine 2007 (ossia l’anno precedente l’inizio della crisi) era 1612 miliardi di euro. Quindi, in 8 anni è aumentato di appena 24 miliardi.

Un’inerzia, se confrontato all’aumento del debito pubblico.

Infatti il debito, a fine 2007 era 1606 miliardi, mentre a fine 2015 ammontava 2170 miliardi, ossia

564 miliardi di euro in più

al netto dei rituali ritocchi di fine anno che servono per migliorare le metriche del rapporto debito Pil.

Il grafico che segue esprime la variazione del debito e del Pil dal 2007 al 2015.


La banda rossa che vedete nella colonna del debito, rappresenta il debito pubblico formato dal governo Renzi, pari a 80 miliardi di euro.

Tutto ciò può essere rappresentato anche con un altro grafico dal quale emerge la dinamica del Pil nominale (linea blu) e quella del debito pubblico (linea rossa)

Come vedete, fino all’inizio della crisi (2008) le linea del debito e del Pil erano quasi sovrapposte, ad indicare il rapporto debito Pil vicino al 100%. Ora la divergenza è drammaticamente ampia e per ricondurre il rapporto al 100% (Maastricht vorrebbe al 60%, ma lasciamo perdere….) occorrerebbe alternativamente:

Una crescita del Pil nominale di 534 miliardi di euro a debito invariato (da sogno)
Una diminuzione del debito di 534 miliardi di euro a Pil Invariato
Un mix di tutte e due le misure precedenti, cosa più verosimile, magari anche attraverso l’inasprimento delleimposte di successione (cosa molto probabile), l’introduzione di imposte patrimoniali straordinarie (cosa altrettanto probabile ma più difficoltosa), o una ristrutturazione del debito pubblico (non nell’immediato, ma in proiezione futura.
Leggi:
Per concludere, vale la pena osservare un altro grafico che esprime la l’andamento del rapporto debito Pil effettivo (linea blu, cioè quella che sale) rispetto alle previsioni dei vari governi (linee colorare, cioè quelle che scendono)

Come vedete non ne hanno azzeccata una.

In ultimo, occorre ricordare che il Pil nominale, nell’ultimo anno, è aumentato di circa l’1.5%, mentre il costo del debito pubblico, seppur in calo, è stato di oltre il 3%.
Ciò significa che l’italia, per mantenere lo stesso rapporto debito Pil (improponibile) ha bisogno ancora di robusti avanzi primari, per il semplice motivo che se il Pil nominale non cresce di una misura uguale al costo del debito, il rapporto debito Pil sale anziché diminuire.

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