14 marzo 2016

Il disastro dell’Agricoltura italiana causato dalle politiche dell’Unione Europea


Dopo gli ultimi provvedimenti dell’Unione Europea, votati anche dai parlamentari italiani del PD a Strasburgo, si profila il disastro della agricoltura italiana, una volta considerata produzione d’eccellenza.
Con il via libera, arrivato dalla UE in questi giorni, all’importazione agevolata di 70 mila tonnellate di oliod’oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni, si profila una difficile prospettiva per la produzione nazionale, già in statto di crisi.

I politici italiani che hanno votato a favore del provvedimento sono stati: Gianni Pittella, David Sassoli, CecileKyenge e Sergio Cofferati, qualche altro (dalla Bonafè alla Picerno) ha fatto il furbo per non esporsi, ben sapendo che il provvedimento avrebbe comunque avuto la maggioranza. Vedi: Così muore l’olio italiano.

Le pesanti difficoltà economiche del settore agricolo italiano non mancherano di avere forti ripercussioni sull’economia nazionale, sull’occupazione e sull’ambiente. Le varie associazioni di categoria hanno espresso in questi giorni la grande insoddisfazione per Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha parlato di una vera e propria inondazione di olio straniero che l’Italia dovrà subire, mostrandosi seriamente preoccupato per il nostro made in italy agroalimentare. L’unica via percorribile è quella di rafforzare i controlli e stringere le maglie della legislatura per evitare frodi e inganni, per far emergere il vero prodotto italiano ma il disastro è ormai alle porte.

I produttori italiani rischiano di essere messi fuori mercato dalla concorrenza della Tunisia e di altri paesi delnord Africa dove i costi sono meno di un terzo di quelli italiani e non esiste il livello di imposizione fiscale e di adempimenti burocratici obbligatori in Italia per le imporese agricole.

Tuttavia le brutte notizie non sono solo quelle per i produttori di olio : l’accordo UE-Marocco, sostenuto anche dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri, Federica Mogherini, metterà in ginocchio la produzione di agrumi della Sicilia, soprattutto nella coltivazione delle arance. Nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Europea, infatti, l’accordo commerciale agricolo resterà in vigore.

Proprio pochi giorni fa Confagricoltura aveva scritto all’Alto rappresentante della UE Federica Mogherini e ai Commissari europei per il Commercio Malstroem e dell’Agricoltura Hogan, nonché agli europarlamentari italiani interessati alla materia per chiedere alla Commissione di cogliere l’occasione di questa sentenza per operare una revisione sostanziale di questo accordo, ma anche di tutte le altre concessioni accordate ai Paesi Terzi che hanno innegabili riflessi su molti comparti chiave della nostra agricoltura. Basti pensare agli agrumi che attraversano oggi una congiuntura di mercato particolarmente negativa ed all’olio di oliva, solo per citare due comparti.

Nessuno si è fatto vivo per prendere in esame le esigenze dei produttori italiani e quanto meno per rispondere alle interpellanze.
Si capisce che i rappresentanti politici italiani sono molto interessati alle normative sulle coppie gay e sui diritti dei migranti ma le esigenze ed i diritti alla sussistenza dei piccoli produttori italiani e dei lavoratori del settore agricolo non sono all’attenione di nessuno.

Problemi loro, se non c’è lavoro e siete alla disperazione, se vi arrivano anche le cartelle di Equitalia, potete anche emigrare, visto che sulle terre agricole del sud, con l’ondata dei migranti, arriverà la nuova mano d’opera di riserva africana assieme alle multinazionali per lo sfruttamento del lavoro e delle terre. Non è uno scherzo ma è la sostanza del discorso fatto dalla Presidente della Camera laura Boldrini recatasi in Sicilia.

Vedi l’articolo sottostante di Giulio Ambrosetti, tratto da “i nuovi vespri.it”.

L’inutile passerella della signora Boldrini a Palermo, tra retorica e demagogia

di Giulio Ambrosetti

Qualcuno dovrebbe spiegare alla presidente della Camera dei deputati – eletta in Sicilia grazie al Porcellum – che igiovani Siciliani non “scelgono di lavorare o studiare all’estero”. I giovani Siciliani, egregia signora Boldrini,sono costretti ad emigrare perché in Sicilia manca il lavoro. E il lavoro manca perché il Governo nazionale deruba sistematicamente le nostre risorse. Questo grazie agli ‘ascari’ che governano la nostra Isola e grazie anche ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia come lei che non alzano un dito per difendere la nostra terra


Boldrini a Palermo con Orlando

Allora, vediamo se abbiamo capito: lo Stato taglia le risorse finanziarie della Regione siciliana e dei Comuni. I Siciliani ricevono meno servizi dalla Regione e debbono pagare tasse comunali sempre più salate. In questo scenario è normale che la nostra Isola sia la Regione italiana nella quale il lavoro resta un miraggio. Il dato ufficiale lo fornisce l’Eurostat Regional Yearbook 2015 dove si legge che, in Sicilia, il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni (42,4% nel 2014) è il più basso di tutte le Regioni europee. In pratica, siamo trenta punti sotto (trenta punti!) Bolzano, la città italiana con il più alto tasso di occupazione: 76,1%. Dopo di che, oggi, si presenta a Palermo la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, regalandoci il seguente discorso:

“Siamo un Paese che invecchia mentre aumenta il numero di giovani che decide di lavorare o studiare all’estero. Se non si invertirà questa tendenza è stato calcolato che per garantire una popolazione di 66 milioni di italiani, il nostro Paese dovrà consentire l’accesso ogni anno a 300-400 mila migranti, altrimenti la popolazione italiana scenderà al di sotto dei 45 milioni”.

Qualcuno dovrebbe spiegare alla signora Boldrini – fatta eleggere in Sicilia, grazie al Porcellum, dai signori di Sel – che i giovani siciliani non “scelgono di lavorare o studiare all’estero”. I giovani Siciliani, egregia signora Boldrini, sono costretti ad emigrare perché in Sicilia manca il lavoro. E sa perché manca il lavoro, eminente presidentessa della Camera dei deputati? Perché lo Stato, ormai da più di un decennio, non investe nel Sud i fondi ordinari, come ripetutamente denunciato dalla SVIMEZ. Perché nel 2015 – lei da presidente dell’assemblea di Montecitorio dovrebbe saperlo – il Governo Renzi ha scippato 12 miliardi di Euro al Mezzogiorno e li ha dirottati per oltre il 90% alle imprese del Centro Nord Italia con il Jobs Act dimostratosi fallimentare.

Non solo, presidente Boldrini, lo Stato ci nega i fondi ordinari, ma ci ruba anche i fondi PAC (che in maggioranza sono fondi europei destinati alle Regioni ad Obiettivo Convergenza) per ottenere, alla fine un miserabile aumento dell’occupazione del 0,00, millantato come grande vittoria, tra il ridicolo e il grottesco, dall’ISTAT.

La Sicilia, poi, signora Boldrini, mentre lei occupa lo scranno di presidente della Camera dei deputati ha subito lo scippo di 915 milioni di Euro nel 2013, di un miliardo e 400 milioni di Euro circa nel 2014, di un miliardo e 250 milioni di Euro circa nel 2015 e di un miliardo e 260 milioni di Euro quest’anno. Più tutte le entrate che, a norma di Statuto, spettano alla Regione, ma che il Governo Renzi ha incamerato, dall’IVA all’IRPEF.

Poi arriva lei e ci viene a dire che siccome i giovani “scelgono” di lavorare all’estero, noi siciliani possiamo anche essere sostituiti dai migranti. Ci penseranno loro a prendere il posto di chi sarà costretto a lasciare la Sicilia.

Cosa sarebbe, questo, presidente Boldrini, il progetto politico per la Sicilia della Sinistra Italiana di Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre, i due ‘geni’ che hanno intruppato nel loro partito – che visto dalla Sicilia sembra fallito ancor prima di nascere – lei, Sel e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando con tutte le sue clientele?

Sa, presidente Boldrini, perché la Sicilia è diventata l’ultima delle colonie italiane? Perché la nostra Regione è governata dagli ‘ascari’ e perché a Roma i Siciliani sono rappresentati anche da personaggi come lei: ovvero da parlamentari nazionali che, in questi anni, non hanno alzato un dito per difendere la nostra Regione dagli scippi del Governo nazionale.

Quanto alla solidarietà verso i migranti, egregia presidente Boldrini, questa è il frutto della nostra civiltà. Più che le sue parole, la Sicilia avrebbe bisogno di risorse, dal momento che sono state le nostre città, le nostre strutture sanitarie e tutta la popolazione siciliana a dare ospitalità ai migranti.

Ciò posto, se quella vista oggi a Palermo è la sinistra alternativa al PD di Renzi, beh, c’è veramente da ridere!


Tratto da: Controinformazione
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