10 marzo 2016

Bocciato il ricorso di Bassolino. La mannaia renziana è scattata con una puntualità svizzera.


La mannaia renziana è scattata con una puntualità svizzera. Il ricorso di Antonio Bassolino è stato bocciato, com’era prevedibile, dopo le dichiarazioni rese dal presidente nazionale del Pd Matteo Orfini e dal vicesegretario Lorenzo Guerini che, forse per mettere le mani avanti, avevano parlato di risultato non inficiato e non condizionato, nonostante i video e le denunce di irregolarità. “Ai vertici del Pd, ha scritto Bassolino su Facebook, qualcuno ha già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti. E’ una sentenza preconfezionata?“. Una presa di posizione forte a cui è seguita la scelta dei due rappresentanti bassoliniani (Vincenzo Serio e Antonio Giordano) in commissione di garanzia, riunita per il controllo dei voti, di abbandonare la riunione. Pesanti le loro parole: “Ci troviamo di fronte a una sentenza preconfezionata sul ricorso e non ci prestiamo a una farsa”. Serio ha poi parlato del ricorso, affermando amaramente: “Non lo discutiamo inutilmente per poi farcelo dichiarare illegittimo, perché sarebbe arrivato dopo i termini, per un cavillo, insomma. Noi ci rifiutiamo di partecipare a una discussione formale davanti a un disastro che si sta verificando in questa città”. Il ricorso è stato ritenuto irricevibile in quanto presentato oltre le 24 ore successive alla chiusura dei seggi. La decisione è stata presa quasi all’unanimità con il no del solo rappresentante del Centro democratico Fabio Benincasa, dopo una discussione durata tre ore. Il comitato organizzatore delle primarie Pd, presieduto da Giovanni Iacone, aveva avviato l’esame del ricorso relativo agli episodi filmati domenica all’esterno di cinque seggi intorno a mezzogiorno. Alla riunione della commissione di garanzia in via Toledo, non ha preso parte Tommaso Ederoclite, responsabile comunicazione del Pd a Napoli e blogger dell’Huffington Post, dimessosi martedì sera via email. Ostenta ottimismo e calma, per ora, la candidata a sindaco Valeria Valente, uscita vincente dalle primarie di domenica. “In queste ore, ha spiegato su Facebook, in tanti mi chiedono di commentare. Penso invece che sia necessario restare in silenzio per consentire alla commissione per le primarie di lavorare con serenità, equilibrio responsabilità e rigore”. Preoccupato l’ex segretario Pd Pier Luigi Bersani, secondo il quale è irrituale il pronunciamento “di esponenti dell’esecutivo del partito prima della commissione di garanzia”.


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