02 marzo 2016

1200 Siriani tornano a lavorare nelle zone governative grazie al cessate-il-fuoco


Il cessate-il-fuoco dichiarato pochi giorni or sono non è solamente l’occasione per far tacere le armi almeno in una parte dei teatri di scontro sparsi per tutta la Siria (perlomeno quelli in cui non sono coinvolte organizzazioni takfire come Al Nusra, ISIS, Ahrar Sham e altre ancora) ma soprattutto rappresenta una finestra di opportunità per far riprendere una sembianza di vita normale a migliaia, se non decine di migliaia di civili che hanno avuto la sfortuna di trovarsi isolati nelle zone controllate dai terroristi negli ultimi anni.

Almeno metà della popolazione siriana è diventata “rifugiata interna” dal 2011 a oggi, un dato ipocritamente usato dalla propaganda occidentale quando pretende che in Siria la popolazione sia “dimezzata” in quanto “profuga”, omettendo di specificare che la stragrande maggioranza di tali ‘profughi’ non sono fuggiti oltreconfine, ma anzi hanno lasciato città e province invase dai takfiri per rimanere sotto l’egida difensiva del Governo siriano.

Tuttavia alcuni sfortunati non sono riusciti a fuggire in tempo, oppure sono stati trattenuti da necessità familiari o di altro genere; costoro, man mano che il tempo passava, hanno visto le loro zone di residenza scivolare nel Caos più completo visto che i terroristi saccheggiavano o distruggevano insensatamente ogni attività produttiva, riducendoli ben presto allo stato di nullatenenti ridotti a mendicare aiuti internazionali per sopravvivere.

Già dalla giornata di ieri almeno 1200 civili della città di Ibta hanno fatto richiesta di rientrare nelle zone della Provincia di Daraa sottoposte all’autorità governativa per poter tornare a lavorare. Questi civili, che sono stati identificati e registrati da ufficiali dell’Agenzia Nazionale per la Riconciliazione, hanno siglato documenti in cui promettono di cessare ogni eventuale passata attività anti-siriana (siccome è fatale che tra di essi vi sia anche qualche ex-militante terrorista) e verranno impiegati in ruoli controllati in scuole, ospedali, tribunali e altre strutture statali. Una parte di essi invece, dotata di più alte qualifiche, verrà aiutata a trovare impieghi in imprese e ditte private.

Ibta e Dael qualche settimana fa sembravano sul punto di arrendersi, ma poi le trattative per il passaggio sotto l’autorità governativa si sono bruscamente interrotte. Comunque il fatto che migliaia di loro abitanti siano pronti a tornare a lavorare per il legittimo Governo siriano dimostra ampiamente come la popolazione, se mai vi avesse creduto, ha smesso da tempo di prestar fede alle chimere dell’insurrezione anti-Assad.

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